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Il Nobel per la pace e l'attacco alla Siria
Franco Isman


Premio Nobel per la pace nel 2009 per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli… evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere », Barack Obama aveva deciso di sottoporre la Siria ad un pesante attacco missilistico. Prima che gli ispettori dell'ONU presentassero la loro relazione, prima ancora che rientrassero dalla Siria e, ovviamente, prima che l'Assemblea Generale dell'ONU potesse esprimersi.

Le terribili foto dei morti per i gas affermano senza ombra di dubbi che questi sono stati usati, all'inizio avevamo chiuso gli occhi e sperato in un falso, ma quei bambini stesi uno accanto all'altro come se dormissero sono purtroppo una spaventosa realtà. Gli americani sostengono di avere prove inconfutabili che i gas sono stati lanciati dall'esercito di Assad, Putin sostiene invece che sono stati i ribelli e i sempre presenti mitomani il Mossad. E dovremmo sapere, ma continuiamo ad essere condizionati, che queste affermazioni non hanno alcun valore. Vogliamo ricordarci i falsi incidenti nel golfo del Tonchino che hanno giustificato l'intervento in Vietnam o le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam? Ed davvero improbabile che gli ispettori dell'ONU possano aver trovato prove sugli autori dei barbari attacchi.
Ricordiamoci anche, già che ci siamo, dell'uso dei gas asfissianti da parte di Mussolini in Abissinia per piegare la resistenza delle truppe del Negus.

Ma un attacco missilistico, tipo il “colpisci e terrorizza” scatenato su Baghdad nel marzo 2003 , ma di durata molto più limitata e probabilmente senza l'uso dei bombardieri, a cosa servirebbe? A distruggere qualche installazione militare ed a “produrre” qualche centinaio di morti di cui almeno metà civili, bambini compresi. E tutto ciò soltanto per mostrare al mondo che l'America esiste e continua a fare il gendarme del mondo? E' di tutta evidenza che non avrebbe alcuna utilità pratica, che lascerebbe immutato l'equilibrio delle forze, con una Russia pronta a fornire ad Assad le armi eventualmente utili contro i ribelli.

Dall'altra parte si aumenterebbe a dismisura l'odio nei confronti dell'Occidente e di Israele, sua testa di ponte in Medio Oriente, e si arriverebbe ad un conflitto più ampio anche se non ad una guerra generalizzata, non osiamo dire ad una guerra mondiale, ad una guerra atomica.
E allora?

Forse una spiegazione c'è, ma entriamo nella fantapolitica: che si voglia l'intervento dell'Iran per aver modo di bombardare i sui impianti atomici, ormai vicinissimi alla produzione della bomba, cosa questa che può davvero rappresentare un pericolo mortale per Israele e per l'equilibrio di tutta la zona.

Adesso c'è stata la proposta di Putin, immediatamente accettata dal ministro degli Esteri siriano, di affidare all'ONU la distruzione degli armamenti chimici di Assad. Una mossa di grande importanza per la pace che taglia l'erba sotto i piedi a quelli in America che la guerra la vogliono. L'Italia, dopo l'interventismo in Iraq di Berlusconi, questa volta ha dichiarato che senza l'avallo dell'ONU non intende intervenire. Speriamo.

Franco Isman