prima pagina pagina precedente



EL SPECIO

Elezioni europee, utopie al capolinea ?
Senza ideali c'è solo degrado politico.
Furio Finzi

L'Europa di notte

Nella campagna elettorale per il Parlamento europeo, le formazioni in lizza hanno per lo più trattato temi economici, quali moneta, bilanci, lavoro, disoccupazione, reti bancarie, interventi comunitari. Hanno anche affrontato gli immediati problemi dell'immigrazione (regolata o clandestina), gli squilibri dei singoli Stati all'interno della Comunità, i rapporti di potere finanziario, le prospettive di scambi commerciali.
Tutti argomenti importanti e pur drammatici, che comportano poi la conseguenza di aumentare la già complessa ed intricata macchinosità delle regole esistenti. Si va esasperando il peso d'una burocrazia tanto oppressiva, da temere che la sua gerarchia possa raggiungere il limite già paventato da Giuseppe Mazzini, con "un numero di funzionari pari a quello degli stessi lavoratori".

Eppure l'Europa è la culla della civiltà occidentale, e pare quindi strano che nel dibattito siano mancati i grandi princìpi ideali che dovrebbero costituire la base delle successive scelte politiche: l'uguaglianza tra i popoli, il valore statutario dell'educazione generale, l'emancipazione morale dell'individuo, l'istruzione dei cittadini, il miglioramento dell'organizzazione sociale, la definizione di maggiori giustizia e libertà, la fratellanza universale. Praticamente assente è stato il tema della nobile utopia degli Stati Uniti d'Europa, dotati di un'unica politica estera e di una singola articolazione militare di difesa.
Gli schieramenti contrari all'attuale funzionamento democratico europeo non hanno espresso alcuna proposta alternativa alle aspettative d'integrazione che da decenni l'Italia persegue; abbiamo al contrario ascoltato qualche superficiale istanza distruttiva e qualunquistica, condita di esasperazioni populistiche e di vetero velleità nazionalistiche.

Siamo diventati esperti conoscitori di tattiche, opportunismi, strumentali politiche domestiche, miopi calcoli elettorali (indotti da sondaggi riservati), arrivismi, menefreghismo e cambi di casacca. Ma stiamo trascurando i sogni, la forza e le aspirazioni delle grandi idee che hanno avuto la capacità di modificare la vita degli uomini, senza le quali saremmo ancòra fermi all'oscurità del Medioevo.
Se non verrà dato più spazio al confronto delle idee, la politica ci porterà ad un ulteriore degrado delle istituzioni, e non potrà che arretrare sempre di più verso compromessi modestissimi e meschini. Con il rischio che essa attragga solo donne e uomini di bassa caratura caratteriale e culturale, che la manovrino esclusivamente per i loro intollerabili privilegi personali, e non per il vantaggio della comunità di appartenenza.

Furio Finzi

Condividi su Facebook Condividi su Facebook
Segnala su Twitter


EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net

Commenti anonimi non saranno pubblicati


in su pagina precedente

  17 maggio 2014