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La Guardia di Finanza
e la giustizia sociale
Franco Isman

l'abbraccio

Quando arriva un'ispezione della Finanza in una azienda, piccola o grande che sia, istantaneamente viene chiamato il commercialista di fiducia, anche se la contabilità e gli innumerevoli registri obbligatori vengono gestiti direttamente all'interno dell'azienda. Logico? Forse anche sì.

Di fatto non esiste, non può esistere, un'ispezione che si concluda senza alcun rilievo di infrazioni, formali o sostanziali che siano, e i finanzieri non se ne vanno fino a che non hanno trovato qualcosa da contestare. Compito di un “bravo” commercialista è proprio quello di fare in modo che questi rilievi siano i meno gravosi per l'azienda assistita. E più le cose da non vedere sono importanti, e più in alto bisogna salire.

Anni addietro un commercialista molto “bravo” aveva addirittura elaborato una teoria sociologica per spiegare l'utilità sociale di questi interventi, arrivando ad affermare il principio che è estremamente egoista da parte di un imprenditore, che non è moralmente giustificato che questi voglia trattenere per se l'intero utile di una certa operazione senza farne partecipi gli altri… Identico concetto per le “dazioni” per ottenere un appalto.

Franco Isman

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  12 giugno 2014