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Estremismo, fanatismo, integralismo, terrorismo…
L'impari guerra fra Hamas e Israele
Franco Isman

razzi su Israele e missili su gaza
missili israeliani su Gaza, razzo palestinese su un villaggio israeliano

Gli aggettivi valgono per una parte non trascurabile degli arabi di Gaza e per una parte, forse minoritaria ma in grado di imporre la propria posizione, degli israeliani.

La conseguenza è una guerra che definire impari è poco: "dall'inizio dell'operazione «Protective Edge» lanciata da Israele lo scorso 8 luglio, sono stati uccisi 220 palestinesi e un israeliano. La maggior parte delle vittime nella striscia di Gaza sono civili… una su cinque (NDR quindi oltre 40) sono bambini" (Corriere della Sera 17 luglio, pag.11). Una guerra suicida per Hamas, ma ci si suicida per disperazione, quando non si vede altra possibilità.

Ricordiamo che nell'analoga operazione "Piombo Fuso" lanciata da Israele con il bombardamento e quindi l'occupazione della striscia di Gaza (27 dicembre 2008 - 18 gennaio 2009) furono uccisi fra i 1166 e i 1417 palestinesi (Treccani.it, la seconda cifra è quella indicata anche da altri siti) di cui l'85 per cento civili con quasi un terzo di bambini e ne furono feriti oltre 5000. Da parte di Israele ci furono 13 uccisi di cui 10 militari e 3 civili. Il massacro di una popolazione inerme.

Hamas ha nel suo statuto, ma possiamo dire nel suo DNA, la distruzione dello stato di Israele, ma Hamas non è nemmeno l'organizzazione più radicale: a rapire ed uccidere i tre ragazzi israeliani, causa o pretesto della rappresaglia israeliana, pare siano stati elementi della tribù dei Qawasameh che si dedica da tempo a compiere attentati per screditare Hamas, come ha scritto Lucio Caracciolo su la Repubblica.

Ma gli integralisti israeliani non sono da meno e predicano la riconquista della Terra Promessa con la cacciata degli infedeli. Nel sito "ALL the TRUTH about what happening in ISRAEL" è stato proposto di trasferire tutta la popolazione di Gaza in campi fuori dai confine di Israele, quindi entrare nella Striscia e "bonificare" il territorio dai terroristi, infine di insediare coloro che ne hanno storicamente il diritto, cioè gli ebrei…

In Italia larga parte della sinistra, dimenticando che ragioni e torti non stanno certamente da una sola parte, è ed è sempre stata nemica non soltanto del governo di Israele, succube della destra religiosa ed oltranzista, ma degli israeliani tout court. Identificando poi questi con gli ebrei, sfocia in un vero e proprio antisemitismo. Su FB c'è chi afferma che l'assassinio dei tre ragazzi ebrei è stato commesso dai servizi israeliani per dare il pretesto di intervenire contro Hamas.
Gran parte della stampa è fondamentalmente pro Israele con articoli tutti allineati che inneggiano al diritto di Israele a difendersi, per arrivare alle posizioni oltranziste per esempio di Fiamma Nirenstein su il Giornale. Ma quello che stupisce è che la gran parte degli ebrei italiani, anche quelli più o meno di sinistra, non è in grado di rendersi conto dell'aberrazione della politica israeliana ed accetta e giustifica con l'inderogabile necessità di difendersi questi assassinii di massa che sono i bombardamenti indiscriminati (o quasi) di Israele su Gaza. L'istinto tribale ha la meglio sulla capacità di giudizio e sulla morale. C'è chi arriva ad affermare che la strage sulla spiaggia di Gaza è stata provocata da un razzo di Hamas lanciato per errore e chi non si perita di postare su FB una vignetta davvero assurda.

Who will blamed

Ma perché tutto questo, e perché di nuovo adesso ?
Perché gli oltranzisti, gli integralisti religiosi di entrambe le parti non vogliono la pace e appena vedono "il pericolo" di serie trattative, come adesso dopo le speranze suscitate dal coraggioso intervento di papa Francesco, in piena unità di intenti fanno di tutto per farle fallire sul nascere.
Così è stato in passato quando Sadat da una parte e Rabin dall'altra hanno cercato un modus vivendi e la pace e sono stati uccisi dagli integralisti del loro proprio paese. Onore e gloria a loro.
Gli Stati Uniti, da Clinton ad Obama hanno cercato di favorire il dialogo arrivando a qualche risultato formale ma non hanno mai osato imporsi ad Israele per motivi elettorali interni.
Il governo di Israele è un governo di coalizione per il quale è indispensabile l'appoggio della destra religiosa e oltranzista, e di qui l'aberrante e persistente politica degli insediamenti che, iniquità a parte, rende di per sé impossibile qualsiasi accordo.
La sinistra israeliana, tutti quelli che in Israele vogliono la pace, quelli che non ritengono che la biblica Terra Promessa sia un bene inalienabile del Popolo Eletto, quelli che –nella libertà di tutti- ritengono che Israele debba essere uno stato laico con pari diritti e pari doveri per ciascuno, dovrebbero riuscire a far sentire di più la propria voce ed arrivare finalmente a governare fuori dai ricatti della destra integralista.

In attesa che questo avvenga, la sola possibilità di pace è una ferma condanna dei razzi di Hamas ma anche e soprattutto delle vere e proprie stragi volute da Israele. Condanna unanime dell'ONU con il voto a favore quindi anche degli Stati Uniti e di tutti i paesi europei. Forte pressione degli USA che porti il governo di Israele ad affrancarsi dai partiti religiosi e oltranzisti ed a perseguire quindi una reale politica di pace con la fine di nuovi insediamenti ed un compromesso per quelli esistenti. Ma purtroppo una condanna unanime non ci sarà il che significa l'accettazione del massacro come politica.

Franco Isman

APPENA TERMINATO L'ARTICOLO E' GIUNTA LA NOTIZIA DELL'INIZIO DELL'ATTACCO DI TERRA.

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  17.07.2014