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La Pace prima di tutto
Fabio Bergamaschi

Guernica

Palestina, Ucraina, Siria, Iraq, Libia, Nigeria, Somalia …..
Spesso troviamo un singolo avvenimento fra i titoli di testa di giornali e telegiornali: l'evento mediatico che fa audience, la storia che colpisce e commuove come un aereo civile abbattuto che precipita con il suo carico di vite e di storie, come un ospedale o una scuola colpiti, come le ragazze rapite e costrette ad abiurare, come i prigionieri giustiziati barbaramente o i ragazzi rapiti ed assassinati. Poi, “normalmente”, le guerre scadono nelle pagine interne dei quotidiani e fra i servizi minori dei telegiornali fino a sparire in attesa del successivo “evento”, sommerse dalle alchimie senatoriali di casa nostra, dalle liti sulla crisi, sull'economia e sull'occupazione in Europa ed in Italia, dal relitto di un'enorme, assurda nave trascinata al suo ultimo porto e da altri cento occasionali argomenti più “interessanti”. Pochissimo spazio trovano invece le analisi, la ricerca delle cause, l'intervento concreto, lo sforzo di trovare soluzioni. Eppure la guerra è a pochi chilometri da noi, ai confini del nostro mondo, ad Est e a Sud, ai confini di un'Europa ripiegata su se stessa, divisa fra Nazioni ciascuna preoccupata di difendere con ogni mezzo la propria ricchezza ed i propri privilegi, incapace di guardare ai problemi mondiali ed ancor meno di affrontarli unitariamente.

E' ora di sollevare la testa e di gridare che non ne possiamo più di vedere scene terribili di disperazione, di morte e di distruzione e di sentire giustificazioni e proclami che inneggiano alla guerra santa, al diritto di difendersi, alla nascita di un nuovo stato, alla necessità di agire con la forza per ottenere quello che con la ragione non si riesce ad avere e di contare i morti che segnano i percorsi che per terra e per mare conducono da queste terribili realtà verso il sogno di poter continuare a vivere e di poter vivere una vita normale.

La Pace prima di tutto.

Noi, Italiani ed Europei, che ricordiamo quest'anno i fatti che cento anni fa condussero alla prima guerra mondiale, che abbiamo ricordato il 6 giugno scorso lo sbarco del 1944 in Normandia e quindi una seconda tragedia mondiale, noi che abbiamo vissuto quei fatti con gli occhi dei nostri nonni e dei nostri padri e che con i nostri occhi abbiamo visto le immagini ed i filmati che di quegli anni documentano gli orrori della guerra chimica e delle trincee, dei bombardamenti a tappeto sulle città, delle colonne dei profughi, delle deportazioni e dei campi di concentramento, delle fosse comuni, degli stupri, delle violenze, dei corpi fatti a pezzi dalle esplosioni, noi che più recentemente abbiamo visto i massacri nell'ex Jugoslavia, noi che ora vediamo giungere sulle nostre spiagge vivi e morti ammassati sugli stessi barconi, noi dobbiamo per primi dire basta. Noi, Italiani ed Europei, che abbiamo visto nascere e crescere grandi movimenti per la Pace dobbiamo dire per primi basta.

Al di là di qualsiasi ragione, indipendentemente da qualunque idea e da qualunque credo, per prima cosa si cessi di combattere, si smetta di uccidere, si fermi la distruzione. Chiediamo che ad ogni conflitto in corso vengano dedicate le energie e le risorse necessarie perché si possa giungere a soluzioni condivise fra le parti in causa. Chiediamo che vengano denunciati gli interessi che si nascondono dietro a questi conflitti ed i poteri che su questi conflitti prosperano, chiediamo che vengano fatte indagini e si colpiscano i traffici di armi che coinvolgono non solo mercanti e fabbriche ma anche Governi e Stati. Chiediamo che si rifletta sulle politiche che Stati Uniti, Europa e Russia hanno condotto da venti anni ad oggi e sulla guerra al terrorismo che questa situazione ha contribuito a creare. Non possiamo pensare che eliminato un tiranno o supposto tale, al suo posto nasca miracolosamente un governo migliore (Iraq e Libia insegnano), non possiamo pensare che sostenere ed armare una fazione per un vantaggio immediato possa non costituire un pericolo futuro, non possiamo pensare che il nostro modello di governo sia l'unico giusto e possibile, che ci sia un credo superiore agli altri, e nello stesso tempo non possiamo ammettere che esistano angoli del mondo in cui i diritti elementari delle persone siano calpestati.
Dobbiamo lottare perché ciò non accada ma dobbiamo farlo elaborando soluzioni che prospettino la pace nel reciproco rispetto, chiedendo che sia istituita un'autorità sovranazionale indipendente che davvero abbia il carisma ed il potere di indicare i percorsi che portino a tali soluzioni e comunque dobbiamo chiedere

La Pace prima di tutto.

Fabio Bergamaschi

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  02.09.2014