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La strage ignorata
Franco Isman

strage a La Mecca

Barbara Schiavulli, giornalista di guerra freelance, ha scritto corrispondenze per i grandi giornali italiani da tutti i teatri dei principali conflitti ed anche alcuni libri (Guerra e guerra, La guerra dentro, Le farfalle non muoiono in cielo). Se non fosse che deve autofinanziarsi sarebbe sempre con l'elmetto in testa in prima linea nei posti più pericolosi che ci siano…
Assieme ad Alessia Cerantola ha fondato Radio Bullets “Notizie dal mondo”, in onda (e su facebook) dal 20 novembre dello scorso anno.

Il 25 settembre scorso ha scritto:
“Forse sono io strana, ma 700 morti alla Mecca mi sconvolgono. Forse mi sconvolge ancora di più, la non notizia che è. Se fosse stato un terremoto sarebbe ancora in alto nei siti delle testate. Se fosse stato un attentato ne parleremo per giorni, se fosse stato negli Stati Uniti o in Israele ne parleremmo per mesi. Invece erano solo 700 fedeli musulmani, molti iraniani che facevano un pellegrinaggio, magari dopo averlo desiderato tutta la vita. Solo io penso a quanto sia terribile morire soffocati? Schiacciati? Molti di quelli che vengono a sapere di questa storia, non sanno neanche che cosa significhi fare il pellegrinaggio, o cosa accada durante il pellegrinaggio. Ma essere parte del mondo, significa anche aver voglia di conoscere quello che fanno gli altri e perché lo fanno...”
E Barbara lo spiega con un servizio su Radio Bullets.

Ha perfettamente ragione: il Corriere della Sera ha dato la notizia il giorno 25 settembre con un titolo a due colonne in prima pagina e dedicandole la pagina 15 con articoli di Lorenzo Cremonesi, Guido Olimpio e Roberto Tottoli.
Poi silenzio assoluto, non è più comparso nemmeno un trafiletto per raccontare, chessò, quanti ulteriori morti, la sepoltura o il rimpatrio delle salme, le cure ai feriti, le eventuali discriminazioni fra i diversi gruppi di pellegrini, i problemi diplomatici fra Arabia Saudita sunnita ed Iran, principale potenza sciita.
E, naturalmente, le responsabilità dei preposti alla sicurezza; non è la prima volta che stragi di questo genere accadono: 1426 morti nel 1990, 251 nel 2004 e 364 nel 2006, oltre ad altri 111 morti per il crollo di una gru sopra la moschea l'11 settembre scorso. Ma "la fede č pių forte della prudenza" ha affermato un alto funzionario saudita.
Da tenere presente che il pellegrinaggio alla Mecca, che ogni buon musulmano deve fare almeno una volta nella vita se appena ne ha la possibilità, è un obbligo per tutti i musulmani, sciiti o sunniti che siano.

Vittorio Feltri

Ma c'è di peggio dell'indifferenza, di molto peggio, Vittorio Feltri su Twitter ha piacevolmente cinguettato: “Occorre moltiplicare i pellegrinaggi alla Mecca” e non esiste un commento adeguato.

Franco Isman

edilizia selvaggia a La Mecca
edilizia selvaggia a La Mecca

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  27.09.2015