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CONTROCORRENTE
Il giovane ammazzato in Egitto
JLV

Al Sisi

Fa più effetto il ragazzo della porta accanto che si schianta con la moto che 100.000 morti per un terremoto in Ladokistan, si può anche capire.
Non è invece giustificato il peso che a vicende a noi più vicine viene dato dai media: il terremoto in Ladokistan passa quasi inosservato ma se c'è un morto italiano se ne parla per giorni e giorni con interviste a parenti ed amici, spesso con domande di una banalità sconcertante.

Giulio Regeni era un bravo ragazzo e che sia stato così barbaramente ammazzato stringe il cuore e non si può non solidarizzare con i genitori e con chi gli voleva bene.

Parlarne però per giorni su tutti i giornali ed in tutti i telegiornali, quattro intere pagine sul Corriere della Sera del cinque febbraio, tre su quello del sei e via discorrendo, fare ipotesi e illazioni senza elementi concreti e non avendo in realtà quasi nulla da dire, non fa onore alla nostra stampa.
Peggio utilizzare questo triste episodio per attacchi politici, facendo per di più affermazioni non suffragate dai fatti, come ad esempio Flores D'Arcais su Micromega.

Senza senso poi l'intenzione espressa dal Museo Egizio di Torino di dedicargli una sala. Diverso il discorso se Regeni fosse stato un agente segreto italiano, caduto nell'adempimento del suo dovere, come Nicola Calipari ucciso durante la liberazione di Giuliana Sgrena, ma questo è stato categoricamente escluso.

JLV

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  09.02.2016