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L'inferno in arrivo dal Gottardo ?
Massimo Gariboldi



Il 1° giugno è fissata l'inaugurazione ufficiale della più lunga galleria ferroviaria del mondo: la galleria di base del San Gottardo (GBG), 57 km. Gli altri 16,5 km del Monte Ceneri sono in costruzione nei tempi previsti; non solo, ma gallerie minori (Coldrerio) vengono del tutto modificate o sostituite da altre nuove, per non causare danni o disturbi alla popolazione.
A regime è previsto il passaggio di 325 lunghissimi treni al giorno.
Arengario ne ha già parlato 10 anni fa, quando i lavori erano iniziati da sei anni.


Le lobbies sono in movimento. Sul Corriere della Sera del 5 febbraio il Console svizzero e la Camera di Commercio svizzera di Milano ricordano a Italia e RFI la necessità di ultimare gli interventi di adattamento delle nostre linee alle sagome allargate dei nuovi convogli (PC80).
Interventi di adattamento molto modesti rispetto al grandissimo impegno sostenuto dalla Svizzera, e purtroppo basati su compromessi minimali, per utilizzare i finanziamenti svizzeri, che paragonati agli interventi per la tutela delle popolazioni in Svizzera sono molto inquietanti per la indeterminatezza e la scarsa trasparenza dei progetti.


Gli Svizzeri si preparano con puntualità alla festa, che per una parte di monzesi invece sarà la conferma che il già attuale inferno si aggraverà ulteriormente, perché, in attesa dei finanziamenti per il quadruplicamento della Milano-Chiasso, risulta che l'ultrasecolare galleria che attraversa il centro storico si dovrebbe sobbarcare gran parte del flusso di traffico che nascerà dal prolungamento dell'asse del Gottardo verso Genova !

I confronti fra le opere sono impietosi.
I binari della nuova galleria svizzera corrono su linea a doppia canna, un tunnel per ogni senso di marcia, e appoggiano su speciali traversine del tipo “a bassa vibrazione” su cuscino misto elasticosmorzatore delle vibrazioni trasmesse al suolo, che elimina anche il fastidioso rimbombo sui passeggeri.
Nel transito all'aperto un cuscino ammortizzante sotto le rotaie riduce la diffusione di rumore, togliendo anche la necessità di successivi interventi di “mitigazione” ambientale con pareti o coperture, di gran lunga più costosi !


Per la galleria urbana monzese, minuscola (485 metri) rispetto alle gallerie svizzere, a doppio binario e nata nel 1850, nulla di preciso sappiamo sull'esistenza e l'affidabilità dei sistemi antivibrazione previsti e sulle Valutazioni di Impatto Ambientale presentate.
E' stato solo detto da RFI che i nuovi interventi verranno dimensionati “nel rispetto delle Norme attualmente in vigore”, e l'affermazione è molto inquietante a proposito della galleria di Monza, che già oggi secondo i numerosi rilievi eseguiti risulta non rispettare le norme vigenti in Lombardia.

Dobbiamo augurarci e chiedere ancora con forza che RFI - Italferr approfittino dei lavori in corso e, se necessario, dei nuovi finanziamenti disponibili per le infrastrutture di cui parla spesso il Ministro Delrio, per assicurare una efficace bonifica dalle vibrazioni e dai disturbi che già oggi e da tempo perseguitano i residenti, per non parlare dei pericoli a cui il transito dei treni-bomba espone ed esporrà ancora di più gli utenti e la cittadinanza. Il processo per il disastro e la conseguente strage di Viareggio è tuttora in corso, ma pare che a Monza i pensieri siano ormai rivolti alla futura Metropolitana, senza far caso agli imminenti nuovi disturbi e pericoli in arrivo.

Massimo Gariboldi

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  08.04.2016