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#Maledetti_inglesi
Franco Isman

inglesi

Aveva ragione “Lui” quando la chiamava “la perfida Albione” ?
“The Continent is isoleted” dicevano gli spocchiosi britannici quando la nebbia sulla Manica impediva le comunicazioni. Bene, adesso hanno voluto isolare del tutto il Continente, peggio per loro, e pazienza, ma peggio per l'Europa e questo è gravissimo.
Nella stessa Gran Bretagna le reazioni al risultato del referendum sono fortissime con la Scozia, europeista convinta, che si ribella e i giovani che si sentono traditi dalle generazioni più anziane e conservatrici e vorrebbero chiedere un secondo referendum.

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Chi plaude alla Brexit ? Tutti i partiti conservatori e reazionari o addirittura fascisti: da Donald Trump a Matteo Salvini che esulta e già chiede un referendum anche in Italia, come fa Marine Le Pen in Francia, e via di seguito. Il rischio è davvero che l'Unione Europea si sgretoli.
E' bene ricordare fin d'ora che l'art.75 della Costituzione, anche nella versione che sarà prossimamente sottoposta a referendum confermativo, afferma che “non è ammesso il referendum per le leggi… di autorizzazione a ratificare trattati internazionali” e, a maggior ragione, per modificare quelli esistenti (come ad esempio per modificare i Patti lateranensi) e una legge di iniziativa popolare, come dice Salvini, non può certo andare contro la Costituzione.

L'Unione Europea è un grande ideale, ma è stata soprattutto pensata come deterrente alle terrificanti carneficine della Prima e della Seconda guerra mondiale: 16 milioni di morti e 20 milioni di feriti e mutilati nella Prima, la Grande guerra, ma addirittura 70 milioni di morti, dei quali 22 milioni erano civili, quando nella Seconda si è fatto ricorso, da una parte e dall'altra, agli indiscriminati e terroristici attacchi aerei contro le città: da Coventry a Dresda, ai 200 bambini della scuola di Gorla. Senza contare i 12 milioni di persone uccise nei campi di sterminio nazisti: 6 milioni di ebrei ed altri 6 milioni di omosessuali, disabili, Rom, testimoni di Geova, antifascisti, antinazisti, renitenti alla leva e prigionieri di guerra sovietici.

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Col termine di padri fondatori dell'Unione europea si indica un gruppo di personalità cui è riconosciuto un ruolo importante nella genesi del progetto dell'unificazione europea: preminente l'azione di Alcide De Gasperi (Italia), Jean Monnet (Francia) e Konrad Adenauer (Germania), ma ci sono anche Altiero Spinelli, Joseph Bech e Paul-Henri Spaak.

- L'idea e l'ideale di una Europa unita si può far ascendere al “Manifesto di Ventotene” redatto principalmente da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, confinati a Ventotene dal governo fascista, tra il 1941 ed il 1944.
- Nel 1951 Germania Ovest, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, i sei Paesi fondatori, firmano il trattato di Parigi, che istituisce ufficialmente la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). Fin da allora la Gran Bretagna se ne tiene fuori.
- Nel 1957 i trattati di Roma istituiscono la CEE, Comunità economica europea.
- Del 1979 le prime elezioni del Parlamento europeo.
- Il 7 febbraio 1992 gli stati aderenti alla CEE, diventati nel frattempo 12 (Germania riunificata, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Danimarca, Irlanda, Regno Unito, Grecia, Portogallo e Spagna), firmano il Trattato di Maastricht, che istituisce l'Unione europea ed entra in vigore l'anno successivo.
- Nel 1995 aderiscono anche Austria, Finlandia e Svezia.
- Del 1993 gli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone, cui aderiscono in date successive tutti gli stati dell'Unione.
- Il 1º gennaio 2002 l'euro diviene la valuta corrente di dodici paesi dell'Unione, ne restano fuori la Gran Bretagna con l'Irlanda del Nord e la Danimarca.
- Nel 2004 Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria aderiscono all'UE, nel 2007 aderiscono anche Bulgaria e Romania, nel 2013 la Croazia.

Anche soltanto il passare i confini senza accorgersi che esistono, usare la tua moneta e poter quidi confrontare e capire con immediatezza i prezzi degli esercizi commerciali, hanno un impatto psicologico fortissimo: ti senti immediatamente a casa tua.

Ma veniamo ai nostri giorni.
Ogni tentativo di aumentare i poteri dell'Unione rispetto a quello dei singoli stati, ampliando i poteri di Parlamento europeo e Commissione, è risultato vano, con il risultato che il ruolo politico dell'Europa è quasi inesistente.
Non esiste una politica estera comune ma ogni stato guarda al suo piccolo, o grande, orticello.

Lo abbiamo visto in Iraq dove la gran Bretagna ha immediatamente seguito il fratello maggiore di oltre oceano nell'aggressione per impadronirsi delle enormi riserve petrolifere del paese, e la piccola Italia berlusconiana ha tenuto a partecipare all'occupazione. E non dimentichiamo Nassiriya.
Lo abbiamo visto in Libia dove l'iniziativa è stata della Francia e l'Italia ha seguito di mala voglia per i forti legami di Berlusconi con il rais libico Gheddafi.
Lo vediamo soprattutto nell'altalenante e discorde politica nei confronti del popolo dei migranti con la vera e propria tratta di bande criminali e le tragedie in mare con migliaia di morti. E le spaventose condizioni di vita nei campi di transito.
Molte nazioni forniscono armi ai contendenti, alcune partecipano direttamente alle guerre civili in corso, in Siria con bombardamenti indiscriminati delle città le cui vittime sono in massima parte civili.

Al di là del buonismo utopistico, secondo cui si dovrebbe costruire una passerella alla Christo fra la Libia e l'Italia, il diritto all'asilo è universalmente riconosciuto, ma molte nazioni rifiutano assolutamente i profughi. Ed il problema dei profughi non è certo l'ultimo che ha portato alla vittoria della Brexit oltre che alla crescita dei movimenti xenofobi in tutta Europa.

In tempi recenti è aumentato il potere degli euroburocrati cui si devono norme molto contestate come il bail-in per le banche e, soprattutto, l'osservanza cieca e assoluta dei parametri relativi al disavanzo che hanno distrutto l'economia greca e creato gravi problemi anche a Spagna ed Italia. Ma mentre si sta faticosamente cercando di correggere questi eccessi, arriva la mazzata della Brexit con lo scatenamento di tutte le forze da sempre nemiche dell'Unione europea.
“L'Europa finalmente metta al centro la crescita, i giovani che non hanno lavoro” ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano: non è facile, ma non ha certo torto.

Mala tempora currunt.
Dobbiamo prepararci a nuove persecuzioni dei diversi ed a scannarci per gli opposti nazionalismi dei nostri partiti estremisti ?

Franco Isman

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  26 giugno 2016