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Le strane alleanze
Franco Isman

Brunetta e l'ANPI

Abbiamo già scritto che con la nuova legge elettorale, che è davvero liberticida, le attuali prerogative del Senato, eletto in modo differente, rappresentano l'unica valida difesa contro una possibile dittatura e la scelta del No diventa una scelta obbligata.

Adesso però, meglio tardi che mai, Renzi si è reso conto che questo combinato legge elettorale-referendum rischia di fargli perdere il referendum, sul quale si basa tutta la sua politica, ed è corso ai ripari dichiarando che intende portare in Parlamento appena possibile delle sostanziali modifiche, dichiarazione fatta proprio dalle minoranze del partito che non sembra proprio possa essere disattesa.
Aggiungasi che la Corte costituzionale subito dopo il referendum (ma avrebbe potuto e dovuto farlo prima) renderà noto il suo verdetto sulla costituzionalità o meno di questa legge ed è estremamente probabile che la legge venga cassata.

A questo punto ridiventa possibile votare Sì ed i motivi li abbiamo ampiamente sviscerati nel già citato articolo.

Ma veniamo alle numerose e composite forze politiche schierate per il No.
Un'alleanza su un obiettivo condiviso fra partiti e movimenti anche di idee opposte è certamente possibile, e c'è stata in passato, ma non è questo il caso.

L'obiettivo delle destre, oltre che del Movimento 5stelle, è quello di far cadere il governo Renzi confidando che nuove elezioni possano essere a loro favorevoli. Questo anche se in realtà le modifiche costituzionali possono andar loro benissimo.
L'ANPI non è un partito politico ed il suo scopo non è certamente quello di far cadere il governo di centro-centro-sinistra di Renzi.
E qui sta il gravissimo errore della sua battaglia per il No: così facendo è diventato il portatore d'acqua della destra più squallida che mira soltanto a far cadere il governo ed a prendere il potere.

Ma la sinistra italiana ha sempre avuto tendenze suicide, a partire diciotto anni fa dalla caduta del governo Prodi, primo governo di sinistra in Italia, provocato dalla sfiducia decretata da Bertinotti, alla caduta del Prodi 2 nel 2008, che ci ha regalato i tre anni e mezzo dell'ultimo governo Berlusconi.

Franco Isman

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  8 ottobre 2016