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Coronavirus: la seconda ondata
Similitudini e differenze
Franco Isman

simboli elettorali 1948

IlSole24Ore, certamente il quotidiano più attento all'evolversi della pandemia (*) in Italia e nel mondo, ha pubblicato i diagrammi, giornaliero e totale, dell'evolversi della situazione da poco prima di marzo ai nostri giorni.
Nei diagrammi sono quantificati i casi totali, gli attualmente positivi, i morti e i guariti.
Simile, anzi peggiore adesso, l'andamento esponenziale delle curve dei contagiati e delle persone attualmente positive.
Ma, se anche i numeri sono simili, la realtà cui si riferiscono è profondamente diversa.
Allora, è universalmente riconosciuto, i contagiati reali erano enormemente superiori (dieci volte tanto?) di quelli ricoverati, i soli esistenti per le statistiche.
Oggi, con l'effettuazione dei tamponi “mirati”, i contagiati sono per la gran parte asintomatici o, comunque, non richiedono il ricovero ospedaliero e si stima che il numero reale possa essere al massimo il doppio di quello rilevato.
Quello che fa testo sono i pazienti in rianimazione, oggi la metà di allora e con la possibilità quindi di essere curati meglio e senza la necessità di fare tragiche scelte. Il numero però è in rapida crescita.
Anche il numero dei morti è molto differente: molte centinaia al giorno contati a marzo, ma molti di più nella realtà, come si poteva desumere dalle statistiche stagionali, qualche decina al giorno attualmente, avevo scritto, ma le statistiche di oggi ne registrano 83.
Uno spaventoso 14% di decessi sul totale dei contagiati allora, attorno al 2-3% oggi.

Dei 99.266 “attualmente positivi” registrati oggi 15 ottobre, 586 sono quelli ricoverati in terapia intensiva (0,59%), 5.796 sono ricoverati meno gravi (5,84%) e 92.884 sono in isolamento a casa propria (93,57%); questi ultimi sono destinati a ridursi in quanto le nuove norme prevedono che basti un solo tampone negativo per decretarne la guarigione…

Insomma, la situazione in questo momento è perfettamente gestibile ma è davvero grave la rapidità esponenziale dell'aumento dei contagiati che necessitano di ricovero o addirittura di terapia intensiva ed il conseguente e parallelo aumento del numero dei morti.

Sarebbe opportuno un nuovo lockdown perlomeno in certe zone? Probabilmente sì, e ci risparmieremmo decine di migliaia di contagi e centinaia di morti, ma è improponibile per non mandare completamente in rovina moltissime attività, specie commerciali, per consentire l'attività scolastica e perché sarebbe quasi impossibile farlo accettare alla “gente”, cittadini ma anche elettori.

Franco Isman

(*) Pandemia, dal greco pan-demos, "tutto il popolo", è un'epidemia che si espande rapidamente diffondendosi in più aree geografiche del mondo.


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  7 settembre 2020