prima pagina pagina precedente



da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 28 GIUGNO 2025

23 giugno 2025

Tutto sembra ridursi alla questione se il massiccio bombardamento da parte statunitense dei tre siti iraniani abbia o no posto fine DEFINIVAMENTE al programma di arricchimento dell'uranio a fini militari dell'Iran, considerato un pericolo "esistenziale" non solo per Israele, ma per tutto il mondo.
Si è evitato di affrontare il punto centrale, cioè il fatto che la più grande potenza politica e militare del mondo abbia ARBITRARIAMENTE, a suo piacimento e senza alcuna legittimazione internazionale (e neppure NAZIONALE, in quanto senza l'approvazione del Parlamento federale statunitense), bombardato e attaccato un altro Stato sovrano. Ciò non è solo il seppellimento del diritto internazionale (proprio da parte di chi dovrebbe esserne il maggior "custode" e garante!), ma è anche (e questo è l'elemento più grave e intollerabile!) l'affermazione spudorata del diritto del più forte a compiere qualsiasi azione a proprio insindacabile e assoluto giudizio: noi, statunitensi, siamo i più forti (anche la nostra capacità di deterrenza nucleare) e quindi facciamo quello che vogliamo… e zitti e mosca.
...
Mutate mutandis (ma il "succo" è lo stesso!), mi ricorda il discorso-diktat" degli ambasciatori della "democratica" Atene agli abitanti della piccola isola di Melo, durante la Guerra del Peloponneso.


25 giugno 2025

In tutto questo (voluto) bailamme politico internazionale sono passati in secondo piano:
1) la continuazione del genocidio a Gaza e in Cisgiordania;
2) la continuazione e e intensificazione della guerra in Ucraina, con aumento delle vittime civili;
3) il silenzio tombale sulla continuazione della repressione dell'opposizione politica da parte del dittatore turco Erdogan;
4) la situazione politica "non tranquilla" nella penisola balcanica e , in particolare, in Serbia, con la "protesta" del movimento degli studenti;
5) la realizzazione effettiva dell'accordo di tregua nella guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo;
6) il perdurare della guerra nel Sud-Sudan. E forse mi è sfuggito qualcosa, perché, secondo la logica di verità dell'imperante mondo mediatico, ciò di cui non si parla (cioè, si nasconde!), NON ESISTE.
In compenso, tutti i riflettori sono puntati sull' Aja, sull'assemblea dei 32 Paesi membri della NATO, per decidere sulla proposta (made in USA) del Segretario generale Mark Rutte di portare dal 2 al 5% del PIL nazionale il contributo in armamenti dei singoli componenti. Non è molto chiaro per "difenderci" da chi viene proposto questo massiccio investimento in riarmo (ripeto, se fosse sfuggito, più del DOPPIO DI QUELLO ATTUALE!). La Russia di Putin? L'Iran di Ali Khamenei? La Cina di Xi Jinping? Chi decide il tipo di armamenti e la destinazione d'uso degli investimenti? I ministri della difesa dei singoli paesi NATO? Il risultato finale del vertice NATO è molto "elastico": i trentadue Paesi si impegnano a raggiungere AUTONOMAMENTE (cioè, ciascuno a modo suo!) gli OBIETTIVI MILITARI corrispondenti all'investimento del 5% nell'arco di 10 anni (entro il 2035) con una "verifica" nel 2029.
La Spagna di Sanchez ha firmato, assicurando di poter raggiungere gli stessi obiettivi di difesa con un impegno di spesa entro il 2035 molto inferiore al 5% annuo.
L'Italia di Meloni (alla cena di gala seduta accanto a Trump!), invece, si è impegnata a raggiungere entro il 2035 il 5% annuo. Non è chiaro dove Meloni troverà i miliardi necessari, ed è invece evidente che questo impegno va oltre la durata della presente legislatura (il 2027) e che rappresenta una pesante ipoteca e responsabilità sui governi prossimi venturi, di qualsiasi "colore" essi siano.
Nell'"autocelebrazione" della conferenza stampa finale sul vertice NATO, Donald Trump ha affermato che è stata "una vittoria monumentale" per la NATO, per l'(ex-scroccona) Europa e, soprattutto, per gli Stati Uniti, vantandosi di aver portato a termine ciò che i precedenti Presidenti americani non erano stati capaci di fare.

Per Trump è saltato qualsiasi criterio di verità che non sia il suo: mi ricorda il cosiddetto "paradosso del mentitore" ("io mento che tu menta") con cui, dal punto di vista epistemologico, si perviene ad una aporia conoscitiva. Di fatto, Trump sostituisce (e rende unica) la logica della menzogna (o quella del dire una cosa e, contemporaneamente o poco dopo, il suo opposto) alla logica della verità (o della non-contraddizione). Si compie un errore madornale a dargli del pazzo. Direi, invece, come l'Amleto shakespeariano: "c' è del metodo in questa follia!".


26 giugno 2025

L'"untuosa" ed elogiativa lettera privata (resa pubblica dal destinatario) dell'olandese nuovo Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, a Donal Trump ha rivelato, in maniera direi spudorata, la totale e avvilente subalternità della NATO agli Stati Uniti e ai loro interessi imperiali. Dal documento conclusivo del vertice sembra che tutti, tranne Sanchez, si siano "adeguati", rassicurati dalla "promessa" trumpiana di continuare a sostenere militarmente Zelensky nella guerra contro la Russia. Promessa "da marinaio", dato che Trump sostiene contemporaneamente di essere in buoni rapporti con Putin e di poter giungere ad un accorso di pace con lui.
Sui quotidiani italiani di stamattina, 26 giugno, risulta però che si cominci a porre il problema della realtà attuale della NATO e, soprattutto, del suo rapporto con i membri europei. Emerge la suggestiva (ma non so quanto realistica) ipotesi di una NATO non più "nord-atlantica", bensì "eurocentrica". Ho l' impressione che si metta il carro davanti ai buoi. Come si porrebbero di fronte a questa ipotesi i membri NATO extraeuropei, a partire dal Canada e dall'Australia? Comunque, al di sotto dei comunicati "ufficiali" ho l'impressione che qualcosa si muova. Almeno, lo spero!


27 giugno 2025

L' intervento di totale e inequivocabile condanna da parte di Leone XIV dei risultati del vertice NATO dell'Aja va molto al di là di un generico appello a metter fine alle guerre e alla pace ma, per il momento in cui si è verificato, ha un suo elevato contenuto POLITICO, superando, nella sua crudezza ("il riarmo come menzogna PROPAGANDISTICA") l'intensità e la vigoria delle continue condanne di Papa Bergoglio.
Papa Francesco, da buon gesuita, era stato più "diplomatico".
Leone XIV, da buon agostiniano, è molto più "tranchant" e "specifico": non condanna in generale il riarmo, bensì lo SPECIFICO riarmo deciso dai Paesi NATO. Politicamente tutto ciò ha un grosso significato, anche come "messaggio" alla Chiesa cattolica statunitense nei confronti di Trump da parte del primo Papa nord-americano.
Non a caso i media non hanno dato a questa condanna quello stesso risalto che davano alle accorate "esortazioni" di Bergoglio: anzi, l'hanno praticamente silenziata.
Certo, è "spiazzante" e fastidioso che un Papa statunitense metta in dubbio l'ideologia nordatlantica, ridotta al rango di "propaganda"! Però i più o meno ferventi, i più o meno manifesti "apostoli" nostrani dell'atlantismo dovrebbero per lo meno farsi alcune domande sulla loro "fede" atlantica.

Niente di nuova sul fronte ...del Consiglio europeo e della Commissione. Non solo nei confronti di Gaza, ma anche sulla continua "occupazione" di nuove parti della Cisgiordania da parte dei "coloni" ebraici (altrettanto, se non più, grave!) l' Europa continua ad essere, nei fatti, inesistente e impotente: a parte le parole e gli impegni "umanitari", direi sostanzialmente complice di Netanyahu e del suo padrino Trump.

NDR stimolati da questo post abbiamo cercato e trovato: Papa Leone contro il riarmo: messaggio di Prevost ai governanti sulle guerre e le fakenews che le alimentano - Luca Kocci su il manifesto

28 giugno 2025

A proposito di "aiuti umanitari" ai palestinesi di Gaza e dell'"impegno" in tal senso da parte del governo Meloni, come "contropartita" alla non approvazione (da parte dell'Italia e della Germania) della disdetta dei rapporti tra UE ed Israele e della fornitura di armamenti, mi sembra una posizione ipocrita, politicamente e moralmente contradditoria: si interviene (con gli "aiuti umanitari") per lenire e cercar di attutire gli effetti tragici e "disumani" (non far morire di fame, sete e malattie, ma mantenerli in vita per farli uccidere dall' IdF) e si continua però a "foraggiare" la guerra genocida di Netanyahu.
Italia e Germania sono contrarie alle sanzioni nei confronti di Israele, perché sarebbero CONTROPRODUCENTI e irrigidirebbero e renderebbero ancor più aggressivo e violento il bellicismo israeliano, il suo vittimismo revanchista, rafforzando e stabilizzando ,per la reazione patriottica dell'israelismo ebraico, il governo e il potere di Netanyahu.
Eppure queste considerazioni non sembrano valere nei confronti della Federazione Russa e del "patriottismo" putiniano.
Due pesi, due misure! Si dirà che sono due situazioni differenti. La differenza sta nel fatto che Putin aggredisce e vuole annetter uno Stato sovrano (che lui considera parte integrante della Russia), mentre Netanyahu vuole distruggere ed eliminare fisicamente quella che è riconosciuta internazionalmente come UNA parte INTEGRANTE dello Stato di Israele.

La Corte di Cassazione ha totalmente (nel metodo e nel merito) "bocciato" il Decreto Legge "Giustizia". Questa "bocciatura" non ha valore vincolante, ma un peso anche giuridico (nonché politico) rilevante. Comunque, è una "bocciatura" dei Decreti Legge con cui Meloni ha governato, in maniera quasi esclusiva, il Paese.

Franco Isman
volevi dire stato palestinese?

Umberto Puccio
No, come da delibera ONU del 1947 è riconosciuta internazionalmente l'entità territoriale di Israele, divisa in due Stati (e corrispondenti territori): ebraico e palestinese.

Franco Isman
La risoluzione prevedeva sul territorio già amministrato dalla GB la costituzione di due stati uno ebraico ed uno arabo, questi i termini usati, non si parlava certamente di Israele. Gli ebrei chiamarono poi Israele il territorio loro assegnato, oltre a quello conquistato con la Guerra dei sei giorni. Gaza non ha mai fatto parte dello stato di Israele.


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
SABATO 09.12.2023
SABATO 16.12.2023
SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024
SABATO 20.01.2024
SABATO 27.01.2024
SABATO 03.02.2024
SABATO 10.02.2024
SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024
SABATO 02.03.2024
SABATO 09.03.2024
SABATO 16.03.2024
SABATO 23.03.2024
SABATO 30.03.2024
SABATO 06.04.2024
SABATO 13.04.2024
SABATO 20.04.2024
SABATO 20.04.2027
SABATO 04.05.2024
SABATO 11.05.2024
SABATO 25.05.2024
SABATO 01.06.2024
SABATO 08.06.2024
SABATO 15.06.2024
SABATO 22.06.2024
SABATO 29.06.2024
SABATO 06.07.2024
SABATO 13.07.2024
SABATO 20.07.2024
SABATO 27.07.2024
SABATO 03.08.2024
SABATO 10.08.2024
SABATO 17.08.2024
SABATO 24.08.2024
SABATO 31.08.2024
SABATO 07.09.2024
SABATO 14.09.2024
SABATO 21.09.2024
SABATO 28.09.2024
SABATO 05.10.2024
SABATO 12.10.2024
SABATO 19.10.2024
SABATO 26.10.2024
SABATO 02.11.2024
SABATO 09.11.2024
SABATO 16.11.2024
SABATO 23.11.2024
SABATO 30.11.2024
SABATO 07.12.2024
SABATO 14.12.2024
SABATO 21.12.2024
SABATO 28.12.2024
SABATO 04.01.2025
SABATO 11.01.2025
SABATO 18.01.2025
SABATO 25.01.2025
SABATO 01.02.2025
SABATO 08.02.2025
SABATO 15.02.2025
SABATO 22.02.2025
SABATO 01.03.2025
SABATO 08.03.2025
SABATO 15.03.2025
SABATO 22.03.2025
SABATO 29.03.2025
SABATO 05.04.2025
SABATO 12.04.2025
SABATO 19.04.2025
SABATO 26.04.2025
SABATO 03.05.2025
SABATO 10.05.2025
SABATO 17.05.2025
SABATO 24.05.2025
SABATO 31.05.2025
SABATO 07.06.2025
SABATO 14,06.2025

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


Condividi su Facebook

Segnala su Twitter

EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net

Commenti anonimi non saranno pubblicati


in su pagina precedente

  21 giugno 2025