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a cura di Fr.I. - 19 settembre 2013


L'ANNIVERSARIO
Leggi razziali, 75 anni dall'infamia
annunciate il 18 settembre del '38 seguono al manifesto
della razza. Pochi anni dopo le deportazioni.
Fabio Isman su Il Messaggero

DUX  il palco

In piazza Unità a Trieste, giusto 75 anni fa, un immenso palco era stato innalzato davanti al Municipio, con sopra scritto, a caratteri cubitali, «Dux». Discorso importante, quello di Mussolini: «L'ebraismo mondiale è stato, per 16 anni, un nemico inconciliabile del fascismo; gli ebrei di cittadinanza italiana, che abbiano indiscutibili meriti militari o civili verso l'Italia e il regime, troveranno comprensione e giustizia; con gli altri, si seguirà una politica di separazione». Sono le infami leggi razziali: annunciate il 18 settembre 1938 in una culla d'italianità; seguono al Manifesto della razza (15 luglio 1938), e dopo, tra settembre e novembre, verranno le quattro leggi di cui tanti devono recare ancora vergogna, i Savoia tra i primi.
Colpivano gli ebrei (ottomila erano iscritti al fascismo) nella quotidianità, rendendo subito precaria la loro vita. Pochi anni dopo, con i tedeschi, verranno la deportazione e i Lager. Ma intanto, già non erano rose e fiori. Giusto per capirci, qualche esempio. Lina Zarfati, insegnante, è subito «dispensata»: ritornerà in cattedra a luglio 1944, perché quelle leggi sono «decadute per ordine del Governo militare alleato». Il 21 luglio '39, Giorgio Cividalli deve «restituire tessera e distintivo» degli Ufficiali in congedo, cui è iscritto; così pure chi era nel Club Alpino Italiano. «Noi dobbiamo “versare” la radio: come ebrei, non avevamo più il diritto di tenerla in casa», spiega Nando Tagliacozzo, ex dirigente Italstat che ora racconta nelle scuole queste cose; ha perduto padre, sorella, nonna e uno zio a Auschwitz, e dice: «Si parla sempre dell'Olocausto, della Shoah, e molto meno di leggi razziali». Le racconta, con tanti documenti, in “Dalle leggi razziali alla Shoah, 1938-45”, librino prezioso edito da Sinnos, 15 euro.
Giuseppe Levi è mandato via dal Credito italiano in un modo strano: gli inviano un «certificato di prestato servizio». La Confagricoltura è più tempestiva: una settimana prima delle leggi infami, caccia «il camerata Giorgio Modigliani» (è scritto proprio così). Espulsi 3.057 ufficiali; 400 maestri e insegnanti delle medie, 240 docenti degli atenei; revocate 200 libere docenze; banditi 114 autori di libri di scuola. Escluso il figlio del sindaco Ernesto Nathan dalla Banca d'Italia, e l'allenatore di calcio Egri Erbstein dal “grande Torino”. Il fratello del rabbino Elio Toaff, a metà d'un intervento chirurgico è interrotto: non può più curare ariani; migra in Palestina. La Scala rimborsa gli ebrei che hanno pagato l'abbonamento. Il colonnello Giorgio Liuzzi, a Udine, convoca il reggimento: «Presentate le armi al vostro Colonnello che esce dalle file», e non spiega perché. Tanto altro si potrebbe aggiungere. E' nato il razzismo di Stato, «d'inescusabile nefandezza e gravità» (Renzo De Felice): è l'anticamera dei Lager e della Shoah, l'Olocausto. Ieri, dove c'era il palco con scritto “Dux”, Trieste ha scoperto una targa. Perché tutti lo ricordino. Per sempre.

Fabio Isman

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  19 settembre 2013