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a cura di Fr.I. - 3 ottobre 2013

strage migranti
Alfano: «Farò la voce forte con Barroso »
E la Lega attacca ancora il ministro Kyenge. Che replica:
«Raggiunto un punto di non ritorno con questa forza politica»
sul Corriere della Sera on line

ALFANO AL VIMINALE - «Speriamo che l'Unione Europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo». Dopo la tragedia di Lampedusa, costata la vita a quasi cento migranti, si leva chiaro l'appello del m inistro dell'Interno Angelino Alfano: «Telefonerò al presidente della Commissione Ue Barroso e farò sentire la voce forte dell'Italia». E interviene anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon: la morte dei migranti africani a Lampedusa «deve spingere all'azione».

IL MINISTRO KYENGE - Coincide nella condivisione delle responsabilità anche il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge«Non è il momento di dare colpe a nessuno, ma chiederemo ai Paesi dell'Unione di fare ciascuno la propria parte» E continua: «Nel secondo semestre del 2014 l'Italia avrà la presidenza del semestre europeo - continua il ministro per l'Integrazione - e l'immigrazione è già in agenda. Detto questo non stiamo aspettando altro tempo, l'Italia ha già incontrato gli altri Paesi europei e già Grecia e Lussemburgo sono stati interessati per la questione degli sbarchi». Per Cecile Kyenge non ogni Paese ha «responsabilità diverse» ma nessuno è escluso dalla tragedia degli sbarchi: «Dobbiamo intervenire sugli accordi europei, far presente all'Ue che che le nostre coste sono la porta dell'Europa».

«NUOVE POLITICHE E CANALI UMANITARI»- Cos a sta facendo il governo contro le organizzazioni criminali che gestiscono il mercato degli sbarchi di migranti? «Credo sia opportuno mettere in campo sin da subito un coordinamento tra più ministeri, quello dell'Interno, dell'Integrazione, delle Infrastrutture, degli Affari esteri e della Difesa, sotto la supervisione della presidenza del Consiglio, per un piano di aiuti per soccorrere i profughi e aiutare le comunità locali e i Comuni». Poi il ministro ha aggiunto: «Quando parliamo di corridoi umanitari, parliamo anche di contrasto alle organizzazioni criminali, ognuno in questo momento deva dare il proprio approccio». Il ministro Cecile Kyenge, domenica, sarà a Lampedusa: «Non dobbiamo aspettare altre tragedie per dare una risposta», rilancia il ministro. E conclude:«Voglio esprimere il mio più profondo cordoglio e dolore molto forte per le vittime di Lampedusa, per quello che sta succedendo in queste ore. Un'immane tragedia che ci mette tutti davanti alla necessità di affrontare in maniera radicale il drammatico problema dei migranti in fuga dai paesi in guerra».

NAPOLITANO: «PRESIDIARE COSTE STRANIERE» - Le dichiarazioni del ministro Kyenge si muovono sulla stessa linea tracciata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che appreso : «Siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della Comunità internazionale e in primo luogo dell'Unione Europea». Per il presidente Napolitano si rendono necessari presidi sulle coste straniere: «È indispensabile stroncare il traffico criminale di esseri umani in cooperazione con i paesi di provenienza dei flussi di emigranti e richiedenti asilo. Sono pertanto indispensabili presidi adeguati lungo le coste da cui partono questi viaggi di disperazione e di morte».

IL MINISTRO E LA LEGA - In merito alle affermazioni del vicepresidente della Lega Nord Gianluca Pini che, giovedì, ha accusato il ministro di responsabilità morale per la tragedia di Lampedusa, la Kyenge risponde laconica che « oggi è stato raggiunto un punto di non ritorno rispetto a questa forza politica. Se uno vuole prendere il palcoscenico, non è questo il momento per farlo». Un atteggiamento stigmatizzato anche dal ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza: «Le dichiarazioni di Pini sono inaccettabili e irriferibili, neanche le prendo in considerazione, non si possono fare questi discorsi».


  3 ottobre 2013