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a cura di Fr.I. - 4 novembre 2013


Henri Matisse, “Ritratto di donna”, già nella collezione di Pierre Rosenberg, a Parigi.

In una casa di Monaco di Baviera, il tesoro dei nazisti:
1.500 capolavori creduti persi
Fabio Isman su artemagazine.it

Incredibile: a quasi 70 anni dalla fine della guerra, è venuto alla luce un tesoro d'arte, sequestrato dai nazisti; 1.500 dipinti, che valgono forse un miliardo di euro. Immensi nomi, come  Pablo Picasso, Henri Matisse, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Marc Chagall, e altri artisti comunque famosi. Con 300 opere di quella che i nazisti chiamavano «arte degenerata» e quindi avevano confiscato: si credevano perdute per sempre, sotto le bombe inglesi della Raf a Dresda. Invece no: in tutto era in un elegante e vasto appartamento di Monaco di Baviera, custodito dalla fine della guerra, e, in parte, venduto ogni tanto, un pezzo dopo l'altro, clandestinamente.

Ottantenne irreprensibile. Il sequestro è avvenuto nel 2011, ma è stato svelato soltanto adesso dal settimanale tedesco “Focus”, dopo due anni in cui è stato tenuto segreto, per non compromettere le indagini in corso. Un signore di 80 anni, di ottima famiglia e che viveva in modo solitario e riservato (ne aveva ben donde), senza destare sospetti e senza alcun documento previdenziale, né assicurazioni, a settembre 2010 viene casualmente controllato dalla dogana, mentre, in treno, torna a Monaco dalla Svizzera. Ha con sé un'elevata somma di danaro, 9 mila euro in tasca, in una busta, di cui stenta a spiegare la provenienza. Parte un'indagine, per evasione fiscale. Dopo alcuni mesi, la perquisizione, e la terribile, ma affascinante sosrpresa.

Il domatore di leoni
Max Beckmann, «Il domatore di leoni», venduto per 864 mila euro.
 
Famiglia famosa. Il signore di 80 anni si chiama Cornelius Gurlitt, famiglia di musicisti ed esperti d'arte. Suo padre Hildebrandt, morto negli Anni 50 del secolo ormai scorso, era un importante mercante, e, negli Anni 30 e 40, aveva acquistato i dipinti «degenerati». Muore nel 1956, anche dopo la guerra era riuscito a salvarsi e continuava a fare il mercante, ed il figlio non aveva fiatato con nessuno. Per campare, ogni tanto vendeva, ovviamente di nascosto, qualcuna di queste opere che teneva in una casa disordinata, tra i barattoli di conserva e mille suppellettili. Così, per esempio, Il domatore di leoni, di Max Beckmann, tramite la casa d'aste Lempertz di Colonia, per 864 mila euro. E tra i dipinti, ritrovato perfino un Ritratto di donna di Henri Matisse, che apparteneva a Pierre Rosenberg, un collezionista ebreo assai noto a Parigi, costretto ad andare in esilio e totalmente depredato. Rosenberg era il nonno di Anne Sinclair, celebre giornalista francese e già moglie del banchiere internazionale Dominique Strauss-Kahn; al nonno, ha dedicato un libro, 21, rue La Boétie, in Italia pubblicato da Skira. Ora, il Matisse forse le sarà restituito.

Le provenienze. La dogana bavarese ha preso in custodia i dipinti, e chiesto a una storica dell'arte, Meike Hoffmann di Berlino, di indagare sulle opere, e sulla loro provenienza. Di due terzi delle 300 «degenerate», ha già compiuto la catalogazione; delle altre, sta ancora cercando gli antichi proprietari, e le modalità delle vendite, se vendite sono state. Quadri comunque sottratti agli ebrei, o confiscati dal Reich. Il tesoro dei nazisti.

Prigionieri di guerra. Forse, le opere d'arte sequestrate, o magari acquistate forzosamente, sono gli ultimi prigionieri di guerra del conflitto mondiale che si è concluso nel 1945: ogni giorno, se ne scoprono di nuovi. Recentemente, l'Olanda ne ha ritrovati 139, come abbiamo riferito, nella sue collezioni pubbliche, e 15 musei tedeschi si sono consociati per ricostruire un'importante collezione sequestrata, del famoso mercante Alfred Flechtheim (Artemagazine ha dedicato un articolo all'argomento), che si è totalmente dissolta dopo che anche lui è stato perseguitato e costretto all'esilio. Ma di una scoperta come quella di oggi, non si ricorda un precedente analogo. L'appartamento nell'elegante quartiere di Schwaibig, zona “chic” di Monaco di Baviera, non nascondeva soltanto un segreto, ma un autentico tesoro d'arte. Depredata.

Il domatore di leoni
Göring presenta a Hitler un quadro razziato


  4 novembre 2013