prima pagina pagina precedente




sulla stampa
2 maggio 2014


Finalmente i fatti di papa Francesco
la lepre marzolina su criticaliberale.it

San Wojtyla con Pinochet e con il famigerato pedofilo padre Marcial Maciel Decollado, fondatore dei Legionari di Cristo.

Dopo s. Erasmo protettore dell'addome, s.Agostino protettore contro gli animali nocivi, SS. Cosma e Damiano protettori dai calcoli renali, S. Rita da Cascia indispensabile nei casi matrimoniali disperati e difficili, S. Clotilde che protegge dalla conversione dei mariti, S. Farailde utilissima contro il mal dei denti, S. Fiacrio protettore contro la emorroidi, S. Rocco che ci evita la filossera, S. Brizio protettore del fegato, S. Pancrazio protettore contro i geloni, S. Lorenzo protettore contro le lombaggini, S. Erasmo che ci salva dai languori, S. Cutberto di Lindisfarne protettore dei marinai, il sempre più invocato S. Leonardo di Noblat indispensabile contro l'obesità, s. Zita che fa ritrovare le chiavi di casa, san Bernardo di Mentone protettore degli sciatori e in sua assenza S. Amalberga protettrice contro le lussazioni, S. Marculfo che cura la scrofola... dopo S. Gallo che naturalmente è il protettore dei gallinacei, santa Caterina di Alessandria protettrice degli arrrotini, Sant'Armando di Maastricht protettore dei venditori di birra, san Giovanni Evangelista protettore dei cartolai, il più che santo Adriano di Nicomedia protettore dei fabbricanti di armi, Santa Bona ovviamente protettrice delle hostess...
dopo questi e mille altri, da oggi, grazie a papa Francesco, anche i pedofili, i dittatori e i banchieri da black list avranno finalmente il loro santo protettore.



La svolta di Pisapia:
il sindaco ricorda Ramelli, ucciso nel '75 da estremisti di sinistra
A Milano il primo cittadino (senza fascia tricolore) ai giardini Ramelli con l'assessore Maran e consiglieri pd: nemmeno la Moratti aveva mai partecipato. De Corato: "La pacificazione si fa con gesti come questo"
Oriana Liso su la Repubblica

Il sindaco Giuliano Pisapia, un assessore (Pierfrancesco Maran), consiglieri comunali del Pd, il segretario cittadino dei democratici Pietro Bussolati. Tutti assieme, per la prima volta, per ricordare Sergio Ramelli, il giovane di destra ucciso 39 anni fa da militanti di Avanguardia operaia. A Milano è il giorno della pacificazione. O almeno del tentativo, visti i due cortei di destra e di sinistra attesi in serata. Ai giardini Ramelli, in via Pinturicchio, il sindaco è arrivato (anche se senza fascia tricolore, così come peraltro i rappresentanti della Provincia di Milano) per un momento di ricordo. Ad accoglierlo c'erano Riccardo De Corato, il consigliere di Fratelli d'Italia, storico rappresentante della destra in città, e molti esponenti del centrodestra.
"Spero che questa presenza possa servire a evitare che sorgano problemi per la città tra chi ha idee opposte: non solo problemi di ordine pubblico ma sulla necessità di convivenza della città", ha commentato il sindaco rifacendosi alle parole incise sulla lapide di Ramelli: 'In nome di una pacificazione nazionale che accomuni in un'unica pietà tutte le vittime innocenti della nostra storia come monito alle generazioni future affinché simili fatti non debbano più accadere'. La lapide è stata inaugurata nel 2005: "C'era anche l'allora capogruppo pd Emanuele Fiano", ricorda De Corato, e c'era l'allora sindaco Gabriele Albertini.



Aldrovandi, iscritti del Sap si ribellano:
"Spiegazioni o ce ne andiamo"
Sulla pagina Facebook del sindacato i commenti dei militanti delusi dai vertici: "Noi dovremmo essere d'esempio"
Rosario Di Raimondo su la Repubblica

BOLOGNA - Dopo gli applausi, i fischi. Sono decine i commenti indignati che ha collezionato la pagina Facebook del Sap, il sindacato di polizia che ieri, a Rimini, ha salutato con un'ovazione gli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. Ad arrabbiarsi sono anche alcuni iscritti della stessa organizzazione sindacale, che adesso minacciano di stracciare la tessera e dicono: "Dovremmo essere un esempio per la comunità".

"Siamo il primo sindacato a lottare per i diritti del poliziotto. Ma penso che i vertici del Sap hanno esagerato. Sicuramente viviamo un momento particolare dove tutti ci attaccano e ci bistrattano. Ma da qui ad applauire dei colleghi che per colpa hanno cagionato la morte di un ragazzo...Resto sepre convinto che la legge c'è e noi dobbiamo essere d'esempio".
Più netto il commento di Gianluca, che preannuncia già l'addio dal Sap: "Io a ottobre tolgo la tessera. Bisogna essere uniti e far rispettare i proprio diritti (abbiamo sempre i contratti bloccati con stipendi da fame). Ma bisogna punire e star contri chi con questi gesti infanga il nome della polizia. Poi andiamo a Roma a prendere botte da orbi".

Tra la pioggia di commenti - qualcuno pubblica anche la foto di Federico Aldrovandi con la testa coperta di sangue - arriva anche quello di Gaetano, che chiama in causa i suoi vertici: "Il segretario nazionale spieghi tale gesto agli iscritti. Noi paghiamo un sindacato per difendere i diritti dei poliziotti che si fanno il culo sulla strada e combattono la criminalità. Gente che difende i diritti dei cittadini. Non pago per coloro che applaudono gli ex colleghi che si sono macchiati di infami delitti e che sono stati condannati, macchiando di sangue anche la divisa di chi fa il proprio dovere con dignità. Spieghino agli iscritti e alla gente il significato di tali applausi".

(NDR Molto poche in realtà le critiche degli iscritti)


  2 maggio 2014