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19 gennaio 2017


l'Amaca"

La tragedia imprevedibile e quelle strade bloccate dalla neve
Riccardo Barlaam su Il Sole24Ore


E' il momento del silenzio. La tragedia che ha colpito l'hotel Rigopiano mi ha colpito da vicino. Dentro. Nello stomaco, nell'anima. Da quando ho saputo non riesco a pensare ad altro. Quei posti li conosco bene. Sono luoghi dove ho trascorso le estati più belle della mia infanzia. Luoghi reconditi, nascosti da qualche parte con i ricordi, nelle pieghe dell'anima.


Non voglio entrare nelle polemiche proprio in un giorno come questo. Ma al commiato generale di tutte le istituzioni in pompa magna che vi capiterà di ascoltare da qui ai prossimi giorni nel tam tam mediatico seguente alla tragedia, mi viene da opporre una sola semplice considerazione: qualcosa si poteva fare. Sì, qualcosa si poteva fare. L'Abruzzo non è l'Australia. In Abruzzo, dove arriva il freddo dei Balcani, nevica sempre. A volte, come quest'anno, nevica più del solito. Le immagini della tragedia mi hanno lasciato senza fiato. Senza fiato nel vedere quella turbina che a fatica avanzava per ripulire la strada.
Ma perché non lo hanno fatto prima? Perché sono dovute arrivare le guide alpine come primi soccorritori con gli sci e le pelli di foca? Possibile non si potesse ripulire le strade via via che in questi giorni continua a nevicare? Lo so, molti di voi diranno che non è il caso di fare polemiche. E con rassegnazione, tipica siloniana, di abruzzese memoria, accettare anche questa tragedia. Tanto passerà. E gli abruzzesi, forti e gentili, si rialzeranno caparbi anche questa volta.

Ma l'hotel Rigopiano - per me che so com'era - bisogna considerare che non è in alta montagna, non è in cima al Gran Sasso, ma in un pianoro, a 1.200 metri di quota, nella zona di prima montagna dove si va d'estate a passeggiare o a fare pic-nic, prima di prendere al strada che porta al Passo Vetica e all'altopiano tibetano di Campo Imperatore, dove sì che comincia la montagna vera.
Allora mi dovete spiegare perché se qualcuno autorizza delle persone ad avere un'attività economica in una zona di prima montagna come questa - con coraggio imprenditoriale e investimenti milionari questi ragazzi hanno ristrutturato un vecchio albergo anni Settanta e lo hanno trasformato in un resort a quattro stelle in cui si andava a rigenerarsi dal mal di città - poi non gli garantisce i servizi minimi per esercitare quella stessa attività economica? Certo che nevica in Abruzzo. Ma vi immaginate voi che in Tirolo o in Alto Adige lasciano un albergo isolato dal mondo intero per via di una nevicata, seppure copiosa?

La tragedia della valanga sull'hotel Rigopiano, del combinato disposto tra sisma e nevicata, certo è un evento straordinario difficile da prevedere. Ma se le persone che sono rimaste intrappolate nell'hall dell'Albergo - che lo ripeto non è in alta montagna ma nella prima montagna pescarese, a 1200 metri di quota - avessero potuto prendere la loro auto e riscendere verso valle forse adesso sarebbero ancora qui.

Un'ultima annotazione, da testimone diretto:?l'estate scorsa sono ripassato in mountain bike davanti all'hotel Rigopiano. Era giugno. Con altri nove amici abbiamo attraversato gli Appennini. In quattro giornipartendo da Spoleto e passando per Norcia, Castelluccio di Norcia, Piani di Accumoli - zone poi colpite dal terremoto di agosto - Campotosto, Campo Imperatore, Gran Sasso, Rocca Calascio, Casteldelmonte... siamo arrivati fino al mare.

Ebbene, ricordo benissimo la sensazione di tristezza che ho provato mentre pedalavo sull'altopiano di Campo Imperatore transitando dalla?Provincia dell'Aquila a quella di Pescara. Le strade qui - dove sorgeva l'hotel Rigopiano - erano completamente devastate, piene di buche, l'asfalto danneggiato. Sembrava di passare per le strade della Bosnia dopo la fine della guerra. Ecco, così:?le strade che da Pescara portano all'albergo Rigopiano e poi salgono fino a Campo Imperatore sono abbandonate, come in un paese il giorno dopo la fine di una guerra. Stanno a testimoniare di un posto male amministrato, dove la promozione e la valorizzazione del territorio sono solo parole vuote di significato. La distanza di neve che separa l'hotel Rigopiano ai mezzi di soccorso dice la stessa cosa. Una cosa molto triste. Oggi che è il giorno del dolore e del silenzio.

  19 gennaio 2017