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27 febbraio 2017



Eutanasia, morto dj Fabo.
L'ultimo viaggio in Svizzera. Cappato, ha morso un pulsante per morire. Cappato: 'Domani andrò ad autodenunciarmi '. Nell'ultimo audio: 'Sono qui senza l'aiuto del mio Stato.
ANSA

'Dj Fabo e' morto alle 11,40, ha scelto di andarsene rispettando le regole, di un paese che non e' il suo''. A dare la notizia è Marco Cappato sul suo profilo Facebook. Nella struttura svizzera dove Fabiano è morto - la clinica Dignitas di Forck - presenti la mamma, la fidanzata e alcuni amici.
Cappato, domani andrò ad autodenunciarmi - "Al mio rientro in Italia, andrò ad autodenunciarmi, dando conto dei miei atti e assumendomene tutte le responsabilità". Lo ha detto Marco Cappato all'ANSA. Il reato che si configurerebbe sarebbe quello di 'aiuto al suicidio', ha detto. Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, ha accompagnato Dj Fabo in Svizzera per ottenere il suicidio assistito in una clinica specializzata.
Dj Fabo "ha morso un pulsante per attivare l'immissione del farmaco letale: era molto in ansia perche' temeva, non vedendo il pulsante essendo cieco, di non riuscirci. Poi però ha anche scherzato". A raccontare all'ANSA gli ultimi momenti di vita del Dj Fabo, che ha ottenuto il suicidio assistita in una clinica svizzera, è Marco Cappato dell'Associazione Coscioni, che ha accompagnato Fabo in questo suo ultimo viaggio.
Il giovane, cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un incidente stradale, ha anche scherzato poco prima di dare avvio alla procedura: "E se non ci riesco? Vorrà dire - ha detto Dj Fabo, come racconta Cappato - che tornerò a casa portando un po' di yogurt, visto che qui in Svizzera è molto più buono". Appena terminate le procedure preliminari però, ha proseguito Cappato, "Dj Fabo ha voluto procedere subito, ha voluto farlo subito senza esitare".
Dj Fabo agli amici, 'fatemi un favore, mettete sempre cinture' - "Non prendetemi per scemo ma devo chiedervi un favore: mettete sempre le cinture. Non potete farmi un favore più grande". Sono le parole che Dj Fabo ha detto ai tre amici che lo hanno accompagnato nella clinica svizzera dove ha ottenuto il suicidio assistito e che sono rimasti con lui fino alla fine. Lo riferisce all'ANSA Marco Cappato, dell'Associazione Coscioni, che ha seguito ed accompagnato Dj Fabo nella clinica oltralpe. Dj Fabo è rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale nel 2014. Il giovane, racconta Cappato, "ha pronunciato queste parole da solo, senza aiuti. Ha trascorso i suoi ultimi momenti in vita con gli amici ed i familiari più stretti. Fino a poco prima che ci lasciassimo - afferma Cappato - ha continuato a ringraziarmi".



Mario Adinolfi
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA
su Facebook 27/02/2017 - censurato e cancellato

«Dj Fabo è morto. Ora la nostra domanda è semplice: speculando su questa tragedia, che legge volete? Volete il sistema svizzero che sopprime un disabile a listino prezzi? Iniezione di pentobarbital, pratiche e funerale, diciottomila euro tutto incluso. Volete sfruttare l'onda emotiva per ottenere questa vergogna? Hitler almeno i disabili li eliminava gratis». E' il contenuto del posto pubblicato sul suo profilo Facebook dal Mario Adinolfi, fondatore del Popolo della Famiglia.

su Facebook 27/02/2017

Tra il 1939 e il 1941 l'Ente Pubblico per la Salute e l'Assistenza Sociale del Terzo Reich "disinfettò" (cioè uccise) 70.273 malati gravi (disabili fisici e psichici), ad un ritmo dunque di 23mila l'anno. La legge sull'eutanasia in Olanda e Belgio ha prodotto circa 15mila morti nel 2016, su una popolazione inferiore della metà rispetto a quella della Germania nazista. Il fine era il risparmio: curare costava molto, 3.50 Reichsmark a disabile. Voi credete che i 23mila tedeschi uccisi nel 1941 non abbiano avuto scelta mentre i 15mila del Benelux nel 2016 sì. Ed è questo che non avete capito. Se passano leggi sull'eutanasia, puoi stare sotto Hitler o la finta democrazia, scelta non c'è: c'è chi fa di conto e chi non produce va eliminato. In Svizzera si fanno pure pagare, Exit e Dignitas incassano 18mila euro a cliente. Non vi fanno schifo?



Dj Fabo, dito puntato contro il Parlamento: «Poco coraggio»
Dal leghista Zaia al Pd Marcucci invocano il varo della legge rimasta ferma alla Camera. Fratoianni (Si) parla di «vergogna». Ma non mancano (poderose) sacche di resistenza. I centristi: «È omicidio consenziente». Argentin: «Anche io disabile, ma posso capirlo»
Valentina Santarpia su il Corriere della Sera


Non fa neanche in tempo Pino Pisicchio, presidente del gruppo misto alla Camera, a chiedere che «prevalga la pietas e non i vessilli politici», che il suo appello viene travolto da un balletto di reazioni alla morte del dj Fabo, deceduto in Svizzera per suo volere lunedì alle 11.40. «Dolore, rispetto e una preghiera per la morte», scrive il segretario della Lega Matteo Salvini, chiedendo di «garantire la libera scelta di ogni cittadino, ma soprattutto assicurare una vita dignitosa a chi invece vuole continuare a combattere e ai suoi familiari». «Mi vergogno di un Paese e di un Parlamento incapace di dare dignità e libertà a chi chiede autodeterminazione. #fabolibero», scrive su Twitter Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana. «Non è possibile che nel nostro Paese l'eutanasia faccia così paura, sono moltissime le leggi sull'argomento che giacciono in parlamento , ma nessuno osa per mancanza di coraggio affrontare fino in fondo la questione», dice Ileana Argentin, del Pd.
Anche la deputata è disabile, affetta da una amiotrofia spinale, «muovo solo le dita della mano sinistra», spiega, ma ciò nonostante vede lucidamente la differenza tra chi, come lei, riesce a considerare la vita «una conquista irrinunciabile pur non potendomi grattare il naso se mi prude o fare pipì da sola» e chi, come Fabiano Antoniani, viveva «da tre anni nel buio totale a causa della sua cecità e nell'immobilismo completo dovuto ad una tetraplegia» e ha quindi scelto di «lasciarsi andare» per «mantenere la sua dignità ». «Il Parlamento vari quanto prima una legge ben fatta sul testamento biologico», sottolinea il governatore del Veneto Luca Zaia. E lo stesso appello arriva da diversi parlamentari del Pd, come il senatore Andrea Marcucci che scrive: «Come senatore mi sento responsabile di un Parlamento bloccato dai veti. Legge sul testamento biologico adesso. #fabolibero». Accusa il governo anche lo scrittore Roberto Saviano: «Fabo è morto in esilio perché il suo Paese, il nostro Paese, non ha ascoltato il suo appello».

«I nostri iscritti hanno votato e sono d'accordo ma non è questo il problema: questo Parlamento non esiste», dice il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, a chi gli chiede se i Cinque Stelle siano favorevoli ad una legge sul fine vita. «La proposta l'abbiamo calendarizzata ma non è questo il problema: non esiste un Parlamento che lavora, c'è un Parlamento che galleggia». Anche i Radicali sottolineano: «Nonostante la stragrande maggioranza degli italiani si dica favorevole alla libertà di scelta, ancora oggi il Parlamento non fa che rimandare il dibattito sul fine vita».

Grazie alla campagna «Eutanasia Legale» promossa dall'Associazione Luca Coscioni, il 3 marzo 2016, per la prima volta nella storia del Parlamento italiano, è infatti iniziato il dibattito sulle «Norme in materia di eutanasia». Incardinato nelle commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera, è rimasto però fermo per mesi. Affinché riprenda la discussione, l'Associazione Luca Coscioni ha agevolato la creazione di un intergruppo parlamentare. Al momento, riferisce l'associazione, sono 241 (25% del totale) i parlamentari favorevoli a una legge sul fine vita: 180 deputati (29%) e 61 senatori (19%). Ma ci sono ancora forti resistenze.

«Lo Stato non può dare la morte», dice Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare. «Non abbiamo diritto di anticipare la morte», incalza l'Udc Paola Binetti, ricordando che sono almeno 7 o 8 i partiti in Parlamento, «dall'Udc, dove sono io, all'Ncd, a Forza Italia, ai `fittiani´, ai Civici e Democratici, a Democrazia Solidale», in cui «il filo rosso che li lega è una più forte esplicita presa di posizione coerente con la proprie credenze e tradizione cattolica» e che avrebbero già approvato la legge, se avesse esplicitato il suo «no» chiaro all'eutanasia. «Aiutare a morire chi, per disperazione, malattia, o qualunque altro motivo, voglia porre fine alla propria vita, vuol dire costruire una società da cui fratellanza e solidarietà sono escluse», secondo Eugenia Roccella, parlamentare di Idea. E il deputato Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare «Democrazia Solidale-Centro Democratico»), presidente del Movimento per la Vita Italiano, parla, a proposito della morte di Dj Fabo, di «omicidio consenziente». Cauto pure il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta: «Il Parlamento non deve scappare, ma stop alle forzature: non bisogna correre il rischio di dare il via libera a un'inaccettabile riduzione del ruolo del medico a mero esecutore testamentario». Ma il commento di Marco Cappato e Filomena Gallo stronca tutti: «Fabo è libero, la politica ha perso».


  27 febbraio 2017