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1 agosto 2017

Vitalizi, M5S chiede urgenza ma Senato dice no
ADN Kronos


L'aula del Senato ha respinto, con votazione per alzata di mano, la richiesta del M5S di dichiarazione di urgenza sul ddl di abolizione dei vitalizi.
Intervenendo nell'aula del Senato per dichiarare il voto contrario del suo gruppo alla richiesta d'urgenza avanzata dai 5 stelle, il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha spiegato: "Le senatrici e i senatori del Pd vogliono esaminare con rispetto e attenzione un provvedimento così rilevante che ci arriva dalla Camera a nostra prima firma e certo non dai 5 stelle. Il Senato non deve dilungare inutilmente la discussione e non lo farà, ma non deve troncarla artificialmente".
"Vogliamo esaminare anche questo provvedimento con lo scrupolo necessario, studiandone il contenuto e gli effetti, valutandone l'impatto sul sistema parlamentare e i risvolti di costituzionalità, che non sono certamente aspetti secondari e che la Commissione dovrà valutare con la necessaria attenzione. Il ddl sulle pensioni dei parlamentari - ha sottolineato il capogruppo dem - farà in Senato il suo corso regolare, rigorosamente senza alcun rallentamento e senza nessun trucco né per intralciarne la trattazione, né per modificarne il cammino. I senatori del Pd hanno un'unica richiesta da fare su questo provvedimento: che venga esaminato con serietà, con scrupolo e senza demagogia. E che la discussione democratica del Senato sia pure vivace, ma resti sempre all'interno di quel comportamento civile che è l'unico modo conosciuto per costruire dei buoni provvedimenti".

Dura la replica dei 5 stelle. “Con il voto del Pd contro la procedura d'urgenza per la calendarizzazione del pdl sui vitalizi, Renzi deve ritirarsi a vita privata, come aveva già promesso di fare in caso di sconfitta al referendum - afferma in una nota il capogruppo M5S alla Camera, Simone Valente - Infatti, gli accoliti del segretario del Pd a Palazzo Madama rinviano l'approvazione immediata del taglio dei vitalizi alle calende greche". "E' chiaro a tutti gli italiani - sottolinea - la colossale truffa e presa in giro del Pd nei confronti del Paese”.
“Noi ci siamo battuti per far diventare legge questo provvedimento e per tagliare i privilegi della casta e continueremo a farlo, anche in sede di approvazione del bilancio della Camera, in cui chiederemo, fra l'altro, la cessazione del vitalizio in modo automatico, senza ulteriore deliberazione da parte dell'Ufficio di Presidenza della Camera, o quantomeno la cessazione del vitalizio parlamentare per i soggetti condannati in via definitiva a pene superiori a due anni di reclusione, e il ricalcolo dei vitalizi attualmente goduti dagli ex deputati, con il sistema contributivo previsto dalle leggi Dini e Fornero. Il Pd che farà, voterà contro?”, conclude Valente.
Per il capogruppo del M5S Enrico Cappelletti "il respingimento in Aula al Senato della richiesta del Movimento 5 stelle di esaminare con urgenza la legge sui vitalizi è la dimostrazione che il Pd in primis, e gli altri partiti che hanno votato a favore della legge alla Camera, in realtà non hanno alcuna intenzione di perdere questo privilegio, sono dei voltagabbana e i cittadini devono saperlo".
"Anziché accogliere la nostra richiesta di procedere celermente - prosegue il pentastellato - hanno preferito bocciarla e rinviare l'esame del testo alle calende greche, in maniera da affossare il testo e finire la legislatura. Il M5S è coerente con la sua posizione, degli altri gruppi non possiamo dire altrettanto".


  1 agosto 2017