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Modoetia saluta il ritorno del tesoro
Anna Marini (testo e foto)


Sabato 10 giugno Monza ha proposto la tradizionale Rievocazione storica, l'evento di apertura della Sagra di San Giovanni, che fin dal pomeriggio ha coinvolto il pubblico con le animazioni di ispirazione medievale. La kermesse si è sviluppata quest'anno attorno ad un tema particolarmente sentito della storia locale, “Anno Domini 1345, il tesoro di Teodolinda ritorna a Monza”. Dopo vent'anni di esilio nel Palazzo papale di Avignone, il tesoro originariamente custodito nella Basilica di San Giovanni (l'odierno Duomo) ritorna finalmente a Modoetia. Il momento solenne, presieduto ed annunciato dalle massime autorità cittadine, viene accolto con grande entusiasmo da tutto il popolo.

La caratteristica manifestazione, ideata e organizzata da Ghi Meregalli, ha mostrato alla testa del corteo l'innovazione che ne ha contraddistinto la trentaseiesima edizione: lo stendardo dipinto da Gaetano Grimaldi. Il gonfalone raffigura un soggetto di facile lettura e di immediata interpretazione per il grande pubblico: l'arcivescovo Giovanni Visconti, signore, insieme con il fratello Luchino, della città di Milano, nonché autorità religiosa cui si deve il ritorno a Monza dell'antico cimelio.

Una splendida occasione, quella di sabato, in cui ricordare e rivivere un evento storico di grande rilievo per la città trecentesca. Il popolo della Monza contemporanea, reso partecipe dell'accaduto narrato, diventa quello della Modoetia medievale, che saluta il ritorno del tesoro dopo un esilio ventennale. La città è quella illustrata dalle parole di Bonincontro Morigia, è il centro urbano attraversato dalle antiche contrade, i cui nomi sopravvivono nella toponomastica odierna. E' la Modoetia fortificata dall' imponente sistema difensivo voluto da Azzone Visconti: Il borgo protetto dalle 30 torri con i relativi ponti levatoi e circondato dalle acque del fiume Lambro; è il borgo dedito al commercio sotto i portici dell'Arengario.

Alle nove di sabato sera il pubblico è disposto in due file lungo via Italia, ma molti attendono in piazza Roma. Un lungo e composto serpentone, rapito dalle parole dello speaker, che dal balcone del Palazzo comunale prepara i presenti alla manifestazione. La voce narrante ricorda gli antefatti che precedono l'evento storico rappresentato e illustra i quadri scenici previsti nel corteo.

Dalla Torre viscontea sfilano per le antiche contrade del borgo le autorità civili e religiose del tempo. Si riconoscono i rappresentanti degli ordini monastici presenti a Modoetia: gli Umiliati, i Francescani e i Domenicani; le corporazioni che detenevano un così forte potere economico, da influenzare la vita politica; la ricca e variopinta corte con Isabella Fieschi, i notabili, i cortigiani, i musici e gli uomini d'arme; Il vero artefice del ritorno del tesoro, l'arcivescovo di Milano, circondato da personaggi di grande diplomazia. Arriva poi il popolo in festa, e, per l'occasione, gli “scacchi viventi”. Un ulteriore elemento inedito di questa trentaseiesima edizione della Rievocazione, che si aggiunge allo stendardo di Gaetano Grimaldi, è la ricchezza dei costumi indossati e degli oggetti portati in corteo. I figuranti che sfilano con incedere elegante, sfoggiano cappelli di straordinaria fattura, tra i quali spicca, ad esempio, il balzo, ben noto per conferire a chi lo indossa la caratteristica leggiadria. Vengono condotti, nella parata, la “cassa ben ferrata” che ha custodito il tesoro durante il viaggio di ritorno a Monza e i singoli pezzi della collezione. Si apprezzano, tra questi, la chioccia con i pulcini, simbolo di ecumenismo, il reliquiario del dente di San Giovanni, la corona votiva di Teodolinda, la copertina dell'Evangelario, la croce gemmata di Agilulfo, il pettine della regina, le ampolle con gli oli sacri provenienti dalla Palestina (Museo e tesoro del Duomo di Monza).


Da piazza Roma il corteo prosegue lungo via Vittorio Emanuele e via Lambro, per terminare in piazza Duomo. Qui la festa è annunciata dalle parole di Luchino Visconti e dal fratello Giovanni, che impartisce la benedizione ai presenti. Le esibizioni degli sbandieratori, i balli e i canti della Compagnia degli Zanni arricchiscono la manifestazione, ed un gruppo di teatranti acrobati di fama internazionale, i Folli di Ascoli Piceno, si ispirano ai fatti storici ricordati dall'evento, creando una suggestiva atmosfera medievale. Si chiude l'evento con la spettacolare discesa dal campanile del Duomo di una colomba, simbolo dello Spirito Santo che indicò in sogno alla regina Teodolinda il luogo esatto in cui edificare la chiesa palatina.
Lo splendido corteo, protagonista assieme al pubblico di questa trentaseiesima edizione della Rievocazione in costume, sta acquisendo un'importanza sempre maggiore. Ha infatti ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia che indica come eccellenza regionale la manifestazione. Un riconoscimento importante, per Il “progetto dall'elevata finalità sociale, storico, culturale e turistica”, che quest'anno ha coinvolto l'associazione “Ti dò una mano-Onlus”, impegnata nell'aiuto ai bambini di tutto il mondo.

Anna Marini



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  12 giugno 2017