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RiPensiamoci
La guerra di Lorenzo Cremonesi
Tania Marinoni


“RiPensiamoci - la forza della ragione nell'epoca della comunicazione globale” si intitola il nuovo ciclo di appuntamenti organizzato da Novaluna, associazione culturale di informazione e divulgazione in ambito sociale, politico e di attualità. La serie di incontri, come ha illustrato la presidente Annalisa Bemporad giovedì 18 ottobre al primo dei quattro eventi, è ispirata al celebre dipinto di Goya Il sonno della ragione genera mostri e alla biblioteca aperta da pochi anni in Danimarca, che in un periodo come questo, governato da continui stimoli emotivi, invita al ragionamento. Per il pensiero, indispensabile è certamente l'informazione: la ricezione di dati e messaggi sembra essere oggi facilitata dalla rete, che ha reso alla portata di chiunque la conoscenza. L'acquisizione delle informazioni è in realtà un percorso da compiere con grande spirito critico, specialmente laddove le news vengono fornite prive di fonte e sono finalizzate a suscitare emozioni. Molti ed eterogenei sono i linguaggi attraverso i quali è possibile apprendere, e la conoscenza implica sempre l'apertura di nuove strade sul mondo.


La prima delle serate organizzate al Binario 7 ha condotto il pubblico in Medio Oriente. Alla guida di questo viaggio, tanto affascinante quanto drammatico, è Lorenzo Cremonesi, inviato di guerra per il Corriere della Sera ed esperto dei conflitti che da anni scuotono i territori incastonati tra Europa, Asia occidentale e Nord Africa. A condurlo a Monza per la seconda volta è anche l'intermediazione di Umberto Isman, suo amico, con il quale condivide la passione per l'alpinismo. Invitato lo scorso anno dalla Scuola di formazione politica Alisei, Cremonesi presentò alla Camera del Lavoro il suo ultimo libro . “Da Caporetto a Baghdad” è una raccolta di testimonianze, cronache e riflessioni sviluppata sugli eventi bellici tra il 1914 e il 1918 e riletta alla luce dei conflitti mediorientali.

Allo studio della guerra il corrispondente si dedica da quarant'anni: è un fenomeno che ha incontrato fin da fanciullo, attraverso le parole degli adulti, quando nei loro ricordi conservavano vive le immagini del secondo conflitto mondiale. Quegli anni erano ancora testimoniati dai bunker che sorgevano vicino alla sua abitazione e dai sacchi di sabbia ordinati dal regime per estinguere gli incendi provocati dai bombardamenti. Negli anni Sessanta i racconti legati all'epopea bellica arricchivano la quotidianità e animavano le conversazioni tra parenti e amici. Il secondo conflitto mondiale era ancora una presenza estremamente viva.

Oggi questa narrativa, a distanza di settant'anni, sembra del tutto scomparsa e con essa anche la consapevolezza di tali orrori. La coscienza della drammaticità di quegli avvenimenti svolse un ruolo fondamentale nella costituzione della Comunità europea: nacque una nuova mentalità orientata alla pace e una classe dirigente ispirata al principio della cooperazione internazionale. Tuttavia, da qualche anno, la guerra è una realtà sopravvissuta solo nei libri di storia, relegata al passato e quindi ritenuta impensabile per le nuove generazioni; lo stesso dramma investe sempre di più la tragedia della Shoah, che vede scomparire tutti i suoi testimoni. Non era così, commenta Cremonesi, nel 1976 a Tel Aviv, quando una donna gli mostrò sull'avambraccio il numero che impresse per sempre nella sua memoria le atrocità dello sterminio.

Se negli anni Settanta i diversi movimenti studenteschi si richiamavano alle forze che si contrapposero durante la seconda guerra mondiale, da tempo tutto questo sembra essere scomparso. Per citare esempi di una memoria viva, Cremonesi torna idealmente a Dresda; la città tedesca viene ricordata per aver subito nel febbraio 1945 un terribile bombardamento alleato che in una sola notte provocò 140.000 morti. Nel 1991 alcune anziane signore vendevano per le vie del centro, ancora in rovina, fotografie della tragedia: nelle loro parole e sui loro volti traspariva il livore nutrito per anni contro gli americani “criminali”.

Ciò che viene dimenticato è maggiormente destinato a ripresentarsi, ammonisce Cremonesi, e il tempo necessario per essere catapultati in una dimensione governata dal caos è estremamente breve. Così, mentre in Italia viviamo assopiti nella pericolosa convinzione di una pace perenne e assodata, la guerra esplode nelle terre al di là del mare e sconvolge popolazioni a noi terribilmente vicine. Ce ne dimentichiamo, ma questa tragedia continua a compiersi attorno a noi.
Come la pace, anche un altro importantissimo diritto richiede di essere tutelato: la libertà di espressione. Se in Europa la satira mostra apertamente le contraddizioni insite nella società e nella politica, in molti paesi non è concesso muovere critiche alle istituzioni.

Dal conflitto israeliano-palestinese all'Iraq, dalla Libia alla Siria: diversi sono gli scenari bellici narrati giovedì sera da un testimone oculare d'eccezione. Così come drammatiche sono le fotografie scattate direttamente sui campi di battaglia: immagini che documentano teatri di devastazione, luoghi desolati, in cui la morte entra a far parte della vita di ogni giorno. Le condizioni che in tempo di pace sono ritenute impossibili, in guerra strutturano la dimensione del quotidiano.

Al nutrito pubblico riunito nella sala Picasso del Binario 7, Lorenzo Cremonesi trasmette un messaggio importantissimo: conservare viva la memoria degli orrori tipici di ogni guerra, perché quanto accaduto in passato non possa ripetersi in futuro.

Tania Marinoni

Di seguito i prossimi appuntamenti
Martedì 23 ottobre - ore 21, Cinema Capitol (Via Pennati 10)
"L'INSULTO" DI ZIAD DOUEINI
Film introdotto da Patrizia Canova.
Ingresso con contributo libero.

Mercoledì 7 novembre - ore 18, Binario 7 (Sala Chaplin, Via Turati 8)
"MAURIZIO MOLINARI"
2018. Fuga dall'Europa.

Martedì 20 novembre - ore 21, Cinema Capitol (Via Pennati 10)
"OGNI COSA E' ILLUMINATA" DI LIEV SCHREIBER
Film introdotto da Patrizia Canova
Ingresso con contributo libero.

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  30 settembre 2018