prima pagina pagina precedente indice vite




Favole e Filastrocche
per bambini, i loro genitori e nonni
Terza puntata
Testi di Giacomo Scotti, disegni di Enrico Mason


LE FAVOLE
Un bambino mi chiede:
Le favole, che cosa sono?
Sono un poco di fantasia per farti pił buono.
Sono un piccolo dono in prosa o in poesia.
Le mie piccole favole in versi sono i sorrisi tuoi che qui dispersi.


dedicato a voi tutti e in particolare
ai bambini e alle bambine della Palestina e di Israele
Umberto De Pace, Patrizia Zocchio, Giuseppe Biassoni


dalla raccolta

ALCUNI MESI, STAGIONI E UNA FESTA




IL PRIMO MESE

Il piccolo mi chiama: - Guarda nonno
il sole scende in mare...
Anch'egli forse, ha sonno,
rispondo, e pure lui va a riposare.
Insiste il mio bambino
con domande di aurore e di tramonti,
e come fa a girare
dalla sera al mattino.
Io gli rispondo: il sole, no, non gira,
è la terra che corre intorno.
Ma il piccolo persiste e tira tira,
ride, mi spinge a terra insieme a lui.
Alla fine che faccio?
Mi levo in piedi, me lo prendo in braccio
e gli dico che il sole
non dorme mai.
Ma so, le mie parole
non spiegano la storia di una stella
nè può spiegare un verso
la storia immensa e bella
delle notti e dei giorni
dell'universo.



IL MESE PIÙ CORTO
(FEBBRAIO)

Fra i dodici dell'anno
che in fila se ne vanno
per monti e per paesi,
io sono il più piccolo
e il più buffo dei mesi.

Per bizze ed allegria
nessuno mi è uguale.
Pensate: in casa mia
c'è il carnevale.

Ed il gran freddo, il gelo?
E la neve dal cielo?
Ed il vento che ghigna?
Nel vento, io allegro fischio
e mi poto la vigna.

Fra la neve e il nevischio
dell'inverno mio crudo,
le prime gemme semino
sull'alberello nudo.



UNA FAVOLA VERA
(Dall'inverno alla primavera)

Sotto un sottile strato di neve
dorme il germoglio e beve
i succhi della terra.
Poi viene il sole e già fa capolino
uno stelo che cresce
ed ecco! si disserra
il primo fiorellino.
Ha un viso delicato e chioma d'oro
dice: Buongiorno al giorno!
All'improvviso, altri fiori a lui intorno
gli rispondono in coro.
Io guardo e dico: - Ecco una bella scena
di una favola vera!
È una giornata splendida, serena
proprio di primavera!



LA PRIMAVERA


I peschi, alberi della Cina,
hanno chiamato a nozze la primavera
lassù, sulla collina.
Nell'aria c'è qualcosa che non c'era;
ed anche il vecchio capitano,
ascoltando la nenia del mare
dentro la conchiglia,
sembra dimenticare
le sue navi in bottiglia:
fa un gesto con la mano,
alza gli occhi al sole,
va a cogliere viole.



PESCE D'APRILE


Cerca una corda
e lègami il vento;
vola nel cielo
col bastimento;
comprami un chilo
di sale scipito,
un quarto d'uovo
di gallo arrostito,
tre etti di code
di ranocchietti,
una fetta di sole affumicato
o due filoni
di pane mangiato:
fa' queste cose,
via, sii gentile,
ti darò in premio
un... pesce d'aprile.

              


IL GALLO CANTÒ


Un giorno, sul fienile
saltò il gallo e cantò:
Allegri, è giunto aprile!
E a terra svolazzò.

Aprile si vedeva
sui campi, tra i fiori.
Tra i fiori, le viole.
E in cielo risplendeva
il sole, un gran sole.

Sull'aia le galline
facevano clamore
razzolando, beccando
chicchi color dell'oro.

Il gallo, in mezzo a loro,
pareva un imperatore.




PUNTATE PRECEDENTI
Presentazione
Prima puntata
Seconda puntata


EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net
Commenti anonimi non saranno pubblicati

in su pagina precedente

  15 aprile 2024