

La porta di Vedano al Lambro e la regina delle oche
Nella piacevole passeggiata che stiamo facendo lungo i sentieri e le memorie del Parco non poteva mancare un ingresso da Vedano al Lambro o meglio, come si diceva un tempo Uniti in Vedano. Infatti i comuni era più d'uno e piccolissimi .
La cartolina è viaggiata nel 1923. Dall'ingresso segnato da un portale con arco acuto, si intravede il lungo viale interno ombroso che porta al viale del Mirabello ed oltre, scendendo un salto del terrazzamenti sul fiume, si arriva alla Fagianaia (vedi cartolina).
Di fianco all'arco la casa di custodia e a lato una villetta d'epoca primo '900. Molti ragazzi, quasi tutti con un cappello, si mettono in posa per il fotografo e ci consentono di cogliere ed apprezzare le dimensioni del portale.
La signora Marta, che stava intraprendendo un viaggio nel 1923, un po' tragicamente scrive, in bella e nitida calligrafia, alla signorina Amalia di Modena: carissima, passeremo davanti a voi dopo le dieci circa della mattina di venerdì 31 p.v. se Dio c'assiste. Siate tanto cortese di preparare il paletò della mamma che prenderemo noi. Abbracci affettuosi, Marta.
Di fianco all'ingresso e confinante col Parco Reale si estende la tenuta ed il parco di Villa Litta (vedi stralcio della mappa del Brenna del 1845). Un cancelletto nella mura collegava il Parco a questa tenuta ed alla Villa. Da qui Umberto I°, si diceva e si dice, passava discretamente dal letto della consorte a quello della favorita, la contessa Eugenia Litta Attendolo Bolognini.
Una donna affascinate, dicono gli scritti su di lei, colta e amica di artisti e letterati e che, ancor giovane, era rimasta vedova. Il suo fascino offuscava quello non certo rilevante della Regina Margherita. Era un fascino a cui sembra fosse stato sensibile anche Napoleone III .
La contessa, più anziana del Re, lo accompagnerà più o meno discretamente sino alla sua morte.
Gli austriaci, la chiamavano la regina delle oche dato che si era schierata contro di loro ancora giovanissima (si era sposata a 18 anni ed era poi rimasta presto vedova).
Pochi ricordano che ebbe un figlio da Umberto I°, Alfonso, che morì abbastanza giovane ed a cui titolò in memoria il Padiglione Litta dell'Ospedale Maggiore di Milano.
Morì a Vedano al Lambro poco prima dello scoppio della guerra mondiale.
La sua biografia non è molto completa, pur essendo stata personaggio conosciuto e anche internazionale, perché prima della morte distrusse il suo archivio.
In questa strana villa De Sica, girò un famoso film che ottenne l'Oscar nel 1971: Il Giardino dei Finzi Contini tratto dal bel romanzo di Giorgio Bassani.
Non molti sanno che buona parte del territorio del Parco fu sottratto al Comune di Vedano e annesso a Monza nel 1928 . Dice il Decreto: Su proposta del Capo del Governo
.le parti di territorio dei Comuni di Biassono, Vedano al Lambro e Villa San Fiorano compreso entro la cinta del Parco Reale
sono aggregati al Comune di Monza allo scopo di unificare la giurisdizione territoriale del regio Parco.
La storia che porterà alla costruzione di una strana e grande villa di fianco al Parco nasce nel 1811 quando il conte Alberto Litta acquista le proprietà dei Gallarati Scotti in questa parte di territorio.
Trenta anni dopo, nel 1840 il figlio Giulio Litta Visconti Arese decide di costruire una nuova
villa e incarica l'arch. Luigi Chierichetti di progettarla in stile anglosassone Tudor, un grande giocattolo del tutto estraneo al nostro paesaggio ed alla nostra tradizione.
Nella tenuta viene incluso il complesso storico di Santa Maria delle Selve che tanta memoria anche popolare suscitava in tutta l'area e che fu ampiamente rimaneggiato alla fine dell'800 ed a cui il Chierichetti aggiunse un campanile eclettico, sempre Tudor.
Molti hanno scritto della particolare e quasi eterogenea composizione degli edifici della tenuta che per molti anni ha rischiato di essere compromessa da interventi edilizi cospicui e invasivi.
Il celere sviluppo sociale, economico sovente ci fa dimenticare le tante cose e storie a noi vicine e dove spesso passiamo senza entrare, conoscere, sapere, ricordare, curiosare, anche sognare.
Le foto della Villa e di Santa Maria delle Selve sono tratte da: "Le Ville storiche nel Territorio di Monza" - Associazione Pro Monza , 1987
Alfredo Viganò
20 maggio 2006
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