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Apartheid:
Israele ha perso l'anima Franco Isman
Popolo deicida. Perfidi giudei. E gli ebrei furono rinchiusi nei ghetti, perseguitati, espulsi, uccisi nei pogrom, fino alla soluzione finale di Hitler che deportò e assassinò sei milioni di ebrei. Ma già verso fine Ottocento nacque il sionismo, un movimento che aveva l'obiettivo di costituire un'entità statale ebraica in Palestina, allora sotto la dominazione ottomana, uno stato in cui l'antisemitismo non potesse esistere. Una spinta morale fortissima, una speranza di poter vivere in pace, i kibbuz dove professori universitari lavoravano la terra. *** Poi nel maggio 1948 la risoluzione quasi unanime dell'ONU che decretava la costituzione in Palestina di due Stati, uno palestinese ed uno ebraico, il rifiuto degli stati arabi e l'aggressione al neonato stato di Israele con la dichiarata intenzione di buttare a mare gli ebrei. Poi la guerra dei Sei giorni del 1967, scatenata da Israele, e quella del Kippur del 1973 dall'Egitto. Infine, tralasciando di parlare di altri vent'anni di scontri, con il terrorismo arabo, le spedizioni punitive di Israele in Libano e contro la striscia di Gaza, il coraggioso tentativo di pace di Sadat, per questo assassinato da un estremista arabo, e di Rabin, assassinato da un colono israeliano estremista, e quello di Camp David, nel 1993-1995 gli accordi di Oslo fra OLP e Israele con la determinazione di un confine provvisorio fra il territorio palestinese (suddiviso nelle tre zone A, B e C) e Israele, la famosa linea verde. Avrebbe potuto essere l'inizio della pace e della collaborazione fra i due popoli. L'OLP annunciò la rinuncia alle azioni violente ma Hamas viceversa non cessò le sue azioni terroristiche, in particolare con gli atroci attacchi suicidi contro la popolazione civile. Israele da parte sua, sotto la guida di Benjamin Netanyahu, al potere negli anni 1996-1999 e poi ininterrottamente dal marzo 2009 ad oggi, iniziò da subito una politica espansionistica e di rapina nei confronti dei palestinesi. Il muro, costruito in teoria sulla linea verde, ottenne il suo scopo di bloccare gli attentati suicidi ma sconfinò profondamente all'interno del territorio palestinese, che Netanyahu si rifiuta di chiamare in altro modo che Samaria, incorporando in Israele vastissimi territori con sorgenti d'acqua ed insediamenti ebraici e realizzando addirittura numerosi nuovi quartieri della stessa Gerusalemme, tutti dichiarati illegali dall'ONU. Ne ho parlato diffusamente e documentatamente nell'articolo scritto a conclusione del viaggio in Palestina fatto nell'agosto 2005 e la situazione è peggiorata ma praticamente sempre quella. Nei territori palestinesi amministrati da Israele (zona C) era chiaramente vigente un regime di apartheid, lo abbiamo visto fin dall'inizio nel viaggio dall'aeroporto di Tel Aviv a Gerusalemme percorrendo una bellissima autostrada, presidiata con posti di blocco, vietata ai palestinesi che devono viceversa percorrere strade alternative strette e tortuose. Altro esempio molto grave è che, mentre i coloni israeliani delle colonie illegalmente insediate sono soggetti al codice penale israeliano, i palestinesi sono sottoposti al codice militare che consente, fra l'altro, l'arresto e la detenzione senza limiti di tempo a discrezione dell'autorità militare. Yehudit Karp, ex vice procuratore generale, ci dice che l'Alta Corte di Giustizia in Israele con una sua recente sentenza ha fornito un sigillo legale di approvazione per l'esistenza di due sistemi legali separati nella stessa area geografica sotto un unico governo. Uno è privilegiato per i cittadini ebrei dell'autorità dominante che vivono nella regione (in contrasto con il diritto internazionale) e i cui diritti umani sono protetti, e l'altro discriminatorio, oppressivo e draconiano per coloro che sono governati, residenti nella regione, che sono identificati in base a una diversa appartenenza nazionale o etnica. Israele, l'Israele di Netanyahu, ormai vuole apertamente arrivare al Grande Israele, dal Mediterraneo alle rive del Giordano, cerca in tutti i modi di incoraggiare i palestinesi ad andarsene e se la prende anche o soprattutto con i bambini. Israele opera al di fuori della legalità internazionale ma il buon ebreo non riesce a vederlo, è cieco e accusa invece chi cieco non è di essere antisemita. E invece l'antisemitismo, che sta rialzando la testa e tornando ad essere pericoloso, trova nuovo spunto anche da questi atroci comportamenti di Israele. Franco Isman
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