prima pagina pagina precedente



da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 5 LUGLIO 2025

30 giugno 2025

Su "La Stampa" di stamattina, 30 giugno, vorrei segnalare due articoli; uno, di Massimo Cacciari, "Così hanno sepolto il diritto internazionale"; l'altro, di Maurizio Maggiani, "Se tutti provassimo vergogna sarebbe già una rivoluzione". In particolare trovo molto coinvolgenti le frasi con cui Maggiani inizia il suo articolo e che riproduco di seguito: "Provo vergogna, questo è il sentimento che mi domina, provo vergogna per me, per quello che sono. Provo vergogna alzandomi ogni mattino di buon'ora e scoprendomi ancora vivo, in discreta salute, pronto a nutrirmi con abbondanza il corpo e lo spirito di buoni cibi e buone intenzioni intanto che il notiziario del mattino mi comunica che nulla di quello che sono, che faccio, che penso, che progetto ha nel frattempo spostato di un solo millimetro il bilancio dell'orrore quotidiano in favore della vita, di una sola vita. Lo so, potrei alleggerire il carico della mia pena cominciando col vergognarmi di essere europeo munito di regolare e convalidato passaporto dell'Unione; non mi costerebbe niente vergognarmi della vigliaccheria, dell'ignavia, della nullità di ciò che dell'Unione ne resta, mi basterebbe ricordare che da quando la guerra di Gaza si è fatta massacro, carneficina, strage di innocenti, esercizio di sadismo istituzionalizzato, interviene con ferma viltà suggerendo al governo israeliano 'moderazione', con il savoir faire del distinto signore che assiste ad uno stupro per strada e con garbo invita alla moderazione lo stupratore".
Si può facilmente intuire il contenuto del resto del lungo articolo di Maggiani, il cui succo si trova in questa frase. "Non si risponde all'odio con le belle parole, ma con il pensiero, e il pensiero o si fa corpo o non è che una foglia di fico".
Le notizie sono sempre più desolanti. Di fronte ai massicci bombardamenti e agli "sfondamenti" russi sul fronte, Zelensky non trova di meglio che denunciare la convenzione di Ottawa di divieto di fabbricazione ed esportazione di mine antiuomo, esprimendo l'intenzione di fabbricarle e installarle a difesa del proprio territorio. Non mi soffermo su quanto ciò significa. A Gaza, la situazione non si sblocca. Si aggrava invece lo sterminio dei palestinesi in Cisgiordania, con distruzione di interi villaggi e l'installazione di nuovi insediamenti ebraici.
Al G7 Trump ha ottenuto la ridiscussione della convenzione di Ottawa del 2021 sull'applicazione della "global minimum tax" al 15% sulle grandi multinazionali high tech, ottenendo una riduzione per quelle americane. Ma quel che mi preoccupa di più è che Trump mi pare abbia vinto, non solo e non tanto nelle singole "partite", bensì nel modo di pensare, di comportarsi, di atteggiarsi nei confronti degli altri delle persone con cui ci troviamo a "convivere": la stessa prepotenza, tracotanza, violenza, mancanza di rispetto, lo stesso egotismo narcisistico. Sbaglierò, ma ho sempre più la fastidiosa impressione di trovarmi di fronte a sempre più numerosi piccoli "trumpini".


1 luglio 2025

L' ennesima recente denuncia e condanna, da parte del Presidente della Repubblica, della situazione delle carceri italiane e del continuo aumento del numero dei suicidi tra i carcerati (e lo stesso personale carcerario), unite alle precedenti e numerose, relative ad altre situazioni italiane (aumento della povertà assoluta, del lavoro "povero", della violenza e dei suicidi giovanili, dei "femminicidi", etc.) rivela una realtà non solo opposta ai dettami della nostra Costituzione, ma anche indegna di un Paese minimamente "civile": di un Paese, soprattutto, "senza futuro" (non solo a causa dell'"inverno demografico"). Ciò che però è preoccupante è l'aporia di fondo: la realtà della società e della politica italiane continua a procedere in modo ESATTAMENTE OPPOSTO alle parole e alle ripetute denunce del Presidente della Repubblica. Con un paradossale "effetto boomerang": esse risultano prive di un ben che minimo effetto. Vuote e inconsistenti, come parole al vento, come un abbaiare alla Luna. E' la denuncia di un catastrofico fallimento della nostra Costituzione in quello che ne rappresenta l'anima e il custode supremo. A mio parere, sarebbe più utile che Mattarella parlasse DI MENO ed agisse DI PIU': per esempio, nel confronto dell'abuso INCOSTITUZIONALE dei Decreti Legge e dei "voti di fiducia". Possibile che Mattarella non sia riuscito a dire quel che la Corte di Cassazione ha detto del Decreto Legge "Giustizia"? In che Paese siamo, che diamo ad organismi giudiziari la surroga di compiti e responsabilità che dovrebbero essere assolti da altri organismi dello Stato, in primis dalla PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA?

Luca Matulli
Indignarsi solo ora per il metodo della decretazione trovo sia ipocrita quando è stato il normale modus operandi dal 2006, ragion di più è ipocrita quando il governo è diretta espressione della maggioranza in Parlamento. Piuttosto è stato inaccettabile fino a due anni e mezzo fa!
Per le carceri si può adottare il metodo Salis prendendo le doppie case ai ricchi radical chic, compresi i membri della Cassazione che vista la loro sensibilità saranno ben felici di cederle, oppure rimpatriare gli extracomunitari criminali che statisticamente sono oltre un terzo della popolazione carceraria!
Finché ci saranno più italiani per bene che subiscono aggressioni e uccisioni più di quanti eventi simili accadono nelle carceri non credo che moralmente sia un peso inaccettabile, e se unito al punto precedente, cioè fare scontare le pene nei paesi di origine, risolveremmo il problema del sovraffollamento carcerario e con esso la qualità del recupero come da Costituzione.

Umberto Puccio
Luca Matulli per la precisione, l'uso della decretazione d'urgenza, tramite DPCM, è avvenuto (e motivato) per il periodo del Covid ed è stato sostituito, senza che ce ne fosse più l'urgenza e la necessità, da Draghi (CON LA CONNIVENZA DI MATTARELLA!) con l'uso dei Decreti Legge, magari con la "giustificazione" della "ripresa" economica e dell' attuazione del PNRR. Per il resto delle tue affermazioni, no comment!

Luca Matulli
Umberto Puccio volevo solo dire che non si può essere autori e abusare di un metodo per anni e poi fare gli indignati quando fa lo stesso il tuo avversario politico, per di più legittimato dal consenso democratico (in ulteriore crescita dopo oltre metà della legislatura, caso unico nella storia italiana credo).
Inoltre, nessuno ha citato i famigerati e dubbiamente costituzionali DPCM, atti amministrativi costituzionalmente previsti per scopi non strettamente normativi. Sia tu nel tuo post che Mattarella parlavate dei Decreti Legge, che non sono semplici atti amministrativi ma hanno dignità politica, ancora di più nel perimetro di un governo espressione della maggioranza parlamentare che lo approva convertendoli in legge in 60 giorni! Risolvendo così ogni dubbio in merito al valore democratico dell'azione governativa.
Gli stessi DL che sono stati usati dal 2006 da Prodi in avanti, in gran misura dalle sinistre quando al governo, quindi per la gran parte degli ultimi 19 anni, anche da governi tecnici e non politici, cosa che trovo molto più deprecabile.


Umberto Puccio
Luca Matulli Allora fai finta di non capire la sequenza: DPCM, con valore vincolante, universale e immediato, del periodo della Pandemia Covid, TRASFORMATI da Draghi (connivente Mattarella) nell'uso, a Pandemia finita, dei Decreti Legge "a gogò" per governare. Metodo che Meloni ha "ereditato" da Draghi, tenendo sotto scacco (per i suoi "precedenti") lo stesso Mattarella. Che i Decreti Legge "sono stati usati dal 2006 da Prodi in avantia, in gran misura dalle sinistre... etc." è un'affermazione azzardata e priva di riscontri oggettivi, tanto da rasentare la fakenew. Ti ricordo che molti governi sono caduti perché "sfiduciati". I cosiddetti "governi Tecnici" sono un (deplorevolissimo!) caso a parte: e comunque non assimilabili ai governi di "sinistra".

Franco Isman
L'ho chiesto a Sapientina...
GOVERNO PERIODO N. DL DL / giorni
Monti 16.11.2011 – 28.04.2013 37 14,3
Letta 28.04.2013 – 22.02.2014 21 14,3
Renzi 22.02.2014 – 12.12.2016 60 11,1
Gentiloni 12.12.2016 – 01.06.2018 52 10,3
Conte I 01.06.2018 – 05.09.2019 33 14,0
Conte II 05.09.2019 – 13.02.2021 54 9,8
Draghi 13.02.2021 – 22.10.2022 65 9,5
Meloni 22.10.2022 – 07.07.2025 100 9,2
NB Il numero dei DL è approssimativo


3 luglio 2025

Oggi, 3 luglio, un duplice anniversario: tre anni, dal tragico distacco (e conseguente valanga) di un enorme seracco terminale del ghiacciaio della Marmolada (11 vittime); trent'anni, dalla morte di Alex Langer.
Stamattina, sul quotidiano trentino "il T", sono usciti due contributi che mi pare opportuno segnalare. Il primo è un editoriale di Fabio Gobbato "Langer tradito in Sudtirolo".
Il secondo è una Lettera in redazione del lettore trentino Vittorio Marchi "La lezione indimenticabile di Alex Langer. Maestro di vita che ha mostrato la fragilità".

Alla fragilità dell'ambiente e degli equilibri ambientali e climatici, nonché alla stupidità e irresponsabilità degli umani (che da questa "lezione" langeriana non hanno tratto nulla, anzi!), verrebbe da aggiungere, proprio mentre subiamo (lamentandoci!) le conseguenze della attuale continuata ("straordinaria"?) ondata di calore, che a rincarare la dose ci hanno pensato Ursula von der Leyen e la Commissione UE che hanno deciso una maggiore "flessibilità" nella riduzione di emissioni prima del 2050, nonché la possibilità, a partire dal 2026, di utilizzare crediti di compensazione internazionale del carbonio nel computo delle emissioni: seconda "mazzata" (direi quella definitiva!) alla politica green europea dopo le centinaia di miliardi del piano di Riarmo dei paesi Ue, sottratti all'ambiente e alla costruzione di quella Europa di "pace possibile e dolce" auspicata, appunto, da Alex Langer.

Contro questa decisione ha preso posizione Elly Schlein, minacciando di far mancare i voti PD all'interno del gruppo PSE in sede di votazione del Parlamento europeo. Certo, non so quanti del suo partito la seguiranno e la Commissione può rendere esecutivi i propri provvedimenti anche SENZA L'APPROVAZIONE del Parlamento europeo. Inoltre, secondo la strategia dei "due forni" la von der Leyen può "contare" anche sui voti dei gruppi parlamentari europei di destra (in primis, quelli di Fratelli d' Italia). Sarebbe comunque "qualcosa", meglio del vuoto politico siderale.

Mi preme sottolineare la "visione" complessiva di Langer e del suo concetto di "conversione" ecologica, che è anche e soprattutto "riconversione" della società, della cultura e della democrazia stessa. Sinora si è proceduto (poco e male!) sulla "transizione ecologica" ridotta a transizione energetica, cioè all'implementazione delle energie alternative e della mobilità elettrica. Ciò è del tutto insufficiente, ingannevole e illusorio, perché continua a "sfruttare" e "stressare" il pianeta in cui viviamo oltre ogni sua possibile sopportabilità. Come suggeriva il dolce , ma tenace Langer (e, con maggiore veemenza, Papa Francesco) è necessario un "cambio di paradigma": culturale, economico-finanziario e politico.
Ma, più passa il tempo senza alcun passo avanti, più la strategia langeriara di una "conversione" lenta e minimale, ma "dolce" e accettata e condivisa da quelli più coinvolti e "minacciati", perde di fattibilità e, scontrandosi contro il muro di una realtà che procede in direzione contraria, dà adito alla strumentale e interessata accusa di ideologismo.

E così, paradossalmente, l'ideologia del "realismo prammatico" (in soldoni, del continuare a fare, con qualche "ritocco", quel che si è fatto in passato e che ci ha portati alla situazione in cui siamo.
Tira una brutta aria di ritorno ad un moderatismo conformistico catto-democristiano: vedasi l'articolo di Susanna Tamaro ("il Corriere della sera" di stamattina) sui "gay pride", in cui, sotto la critica a presunti eccessi del cosiddetto "orgoglio gay", traspare una certa, anche se negata, omofobia. Fa il paio con l' intervento di Federico Rampini a "Quante Storie", noto fustigatore della cosiddetta "cultura woke" e inneggiante , nel suo ultimo libro, alle "magnifiche sorti e progressive" della civiltà occidentale che avrebbe prodotto nel corso della storia tutto ciò che di buono e progressivo esiste al mondo e di cui noi, ingrati uomini occidentali, ci vergogniamo, invece di andarne fieri: come invece fanno gli asiatici, i cinesi e tutte le altre vitali e prolifiche culture emergenti. Quanto di italiano ed europeo sia rimasto della doppia cittadinanza (italostatunitense) di Federico Rampini, lascio decidere al lettore. A me sembra che, sotto la sbandierata appartenenza ai democratici e alla sinistra (americana e italiana) che lui frequenta, ma accusa di "snobbismo" e "wokismo", si celi un effettivo trumpismo, di fronte al quale impallidisce la stessa Meloni (che almeno è più schietta e diretta).
Trovo molto indicativo dell'"ambiguità" del clima politico italiano che un personaggio come Federico Rampini sia onnipresente nei media e nei "salotti buoni" dell'intellighentia italiana.


4 luglio 2025

Trump ha deciso di "tagliare" definitivamente gli aiuti militari (compresi i missili "difensivi" tipo "Patriot") all'Ucraina. Zelensky si è lamentato, come se fosse una condanna a morte per l'Ucraina e ha chiesto aiuto e nuovi armamenti ai Paesi europei, in particolare a Inghilterra, Germania e Polonia. Da tempo, anche se con alterne "sceneggiate" di "cazzottate" ed "abbracci", Trump ha "scaricato" Zelensky e puntato su un altro oligarca già pronto a sostituirlo. Ieri c' è stato un "colloquio" telefonico tra il gatto Trump e la volpe Putin, in cui i due "compari" hanno inscenato la solita manfrina. "Metti fine alla guerra in Ucraina, visto che io non fornirò più armi a Zelensky!" - "Sì, lo farò quando avrò rimosso le cause che, secondo me, l'hanno scatenata e raggiunto i miei obiettivi!". Infatti sono proseguiti e intensificati anche oggi i bombardamenti su Kiev e tutta l'Ucraina. E Trump dice che telefonerà a Zelensky. Per dirgli cosa? Trump e Putin continuano a menar il can per l'aia: hanno già messo in cascina il loro obiettivo: la spartizione delle ricchezze minerarie dell'Ucraina e delle miliardarie commesse per la ricostruzione, aperte alla partecipazione di società oligarchiche statunitensi, ucraine e russe. Chi sembra essere rimasta fuori da questa spartizione è la UE, che si ostina a sostenere il "perdente" Zelensky, che Trump, dicendogli: "Non hai le carte", ha messo fuori gioco, pur assicurandosi il contratto di sfruttamento ventennale delle ricchezze minerarie e agricole dell'80% dell'Ucraina. Putin aspetta di aver finito di occupare l'altro 20% (e magari qualcosa in più!) in cui si trovano altrettante, se non più importanti, ricchezze minerarie. Si spera che questo circolo si chiuda il prima possibile, in modo che non continuino ad aumentare le vittime di questo cinico e disumano gioco, in cui c'è da chiedersi cosa ci ha "guadagnato" l' Europa. Forse solo i guadagni degli azionisti delle industrie militari.


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
SABATO 09.12.2023
SABATO 16.12.2023
SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024
SABATO 20.01.2024
SABATO 27.01.2024
SABATO 03.02.2024
SABATO 10.02.2024
SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024
SABATO 02.03.2024
SABATO 09.03.2024
SABATO 16.03.2024
SABATO 23.03.2024
SABATO 30.03.2024
SABATO 06.04.2024
SABATO 13.04.2024
SABATO 20.04.2024
SABATO 20.04.2027
SABATO 04.05.2024
SABATO 11.05.2024
SABATO 25.05.2024
SABATO 01.06.2024
SABATO 08.06.2024
SABATO 15.06.2024
SABATO 22.06.2024
SABATO 29.06.2024
SABATO 06.07.2024
SABATO 13.07.2024
SABATO 20.07.2024
SABATO 27.07.2024
SABATO 03.08.2024
SABATO 10.08.2024
SABATO 17.08.2024
SABATO 24.08.2024
SABATO 31.08.2024
SABATO 07.09.2024
SABATO 14.09.2024
SABATO 21.09.2024
SABATO 28.09.2024
SABATO 05.10.2024
SABATO 12.10.2024
SABATO 19.10.2024
SABATO 26.10.2024
SABATO 02.11.2024
SABATO 09.11.2024
SABATO 16.11.2024
SABATO 23.11.2024
SABATO 30.11.2024
SABATO 07.12.2024
SABATO 14.12.2024
SABATO 21.12.2024
SABATO 28.12.2024
SABATO 04.01.2025
SABATO 11.01.2025
SABATO 18.01.2025
SABATO 25.01.2025
SABATO 01.02.2025
SABATO 08.02.2025
SABATO 15.02.2025
SABATO 22.02.2025
SABATO 01.03.2025
SABATO 08.03.2025
SABATO 15.03.2025
SABATO 22.03.2025
SABATO 29.03.2025
SABATO 05.04.2025
SABATO 12.04.2025
SABATO 19.04.2025
SABATO 26.04.2025
SABATO 03.05.2025
SABATO 10.05.2025
SABATO 17.05.2025
SABATO 24.05.2025
SABATO 31.05.2025
SABATO 07.06.2025
SABATO 14.06.2025
SABATO 21.06.2025
SABATO 28.06.2025

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


Condividi su Facebook
Segnala su Twitter

EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net

Commenti anonimi non saranno pubblicati


in su pagina precedente

  5 luglio 2025