
Favole e Filastrocche
per bambini, i loro genitori e nonni
Quarta puntata
Testi di Giacomo Scotti, disegni di Enrico Mason
Un bambino mi chiede:
Le favole, che cosa sono?
Sono un poco di fantasia per farti pił buono.
Sono un piccolo dono in prosa o in poesia.
Le mie piccole favole in versi sono i sorrisi tuoi che qui dispersi.
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LE FAVOLE
dedicato a voi tutti e in particolare
ai bambini e alle bambine della Palestina e di Israele
Umberto De Pace, Patrizia Zocchio, Giuseppe Biassoni |
dalla raccolta
ALCUNI MESI, STAGIONI E UNA FESTA

ARATURA AUTUNNALE
Il vomere sconvolge e sveglia al vento
il regno sonnolento
delle fertili zolle.
La terra si fa molle,
nera, calda, odorosa,
mentre il sole si posa
sulla cima di un colle.
Il grembo della terra
fumante si disserra;
il raggio che lo inonda
inebria all'alba i solchi e li feconda.
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C'ERA UN OMBRELLO
C'era un ombrello
da pioggia e da sole,
per tempo brutto
e per tempo bello.
Era un ombrello bello e carino
serviva al padrone
da ombrellino...
e da ombrellone.
Colorato, trasparente
sulla spiaggia era attraente.
Con la bora
andava in malora.
O forse, contento,
volava col vento.
E con la pioggia
cosa faceva?
Piangeva, piangeva...
HO SCOPERTO LA BRINA
Aprendo la finestra, stamattina,
ho scoperto... la brina!
Dappertutto, sui poggi e nelle valli,
tronchi e rami scintillavano
di piccoli cristalli.
Bianche, leggere mani delicate,
invisibili mani di fate
avevano messo al collo degli alberi
collane di stelle d'argento.
Erano cento e cento e ancora cento:
su ogni fiorellino,
sulle siepi, sui pascoli e perfino
sui ferri dei cancelli delle ville.
Insomma stelle a mille.
Hanno brillato al sole solo un poco,
tremolando a quel fuoco.
Commosse, poi, si sono sciolte in pianto
ed è cessato subito l'incanto.
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GLI ALBERI A NOVEMBRE
Le braccia tese al cielo, scheletrite,
il faggio lì sul colle sembra morto.
Ma non è morto, dorme. Anche la vite,
che si è spogliata e appoggia il collo storto
al palo, si riposa. Domattina
la neve scenderà, la neve a fiocchi.
e tutti gli alberi sulla collina
ci appariranno come fiori agli occhi:
fiori giganti, bianchi; e i loro rami
bellissimi, fantastici ricami.
CAPODANNO IN FAMIGLIA
Uno dopo l'altro se ne vanno
i mesi, i giorni, le settimane.
Dell'anno vecchio, cosa rimane?
Ecco che già comincia l'anno nuovo
e una giornata bella come questa
è fatta per far festa.
Auguri, auguri, auguri
per i giorni e i mesi futuri!
Giorno di festa, giorno di allegria
in casa vostra ed in casa mia.
Intorno alla tavola, finita la cena,
stanno il papà,
la mamma, noi figli.
Sui volti una gioia serena,
abbiamo negli occhi il cuore;
ci diciamo parole buone
e consigli,
parole d'amore.
Al babbo leggo in fronte l'onestà,
sulle sue gote d'oro
la mamma porta i segni
della bontà.
Noi figli, in mezzo a loro,
siamo lucenti di felicità.
Dividiamo le ansie e il bene,
il pane e l'affetto,
la gioia dell'anno che passa
e la speranza di quello che viene.
Dentro il nido del petto
c'è tutta la famiglia.
Non è una meraviglia?
Passano, se ne vanno,
i primi minuti del nuovo anno.
Dalla finestra scende nella via
la nostra allegria.
Ed allegria si spande tutto intorno.
Ma non mi basta:
in questo grande giorno
vorrei porgere a mamma ed a papà
speciali auguri di felicità.
Vorrei potergli dir tante parole
belle come l'aurora
e calde come il sole,
parole che nessuno ha detto ancora...
Vorrei, vorrei... Non posso,
sono troppo commosso.
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10 maggio 2024
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