![]() 1er Grand Prix d'Europe - 9-IX-1923
La cartolina porta sul retro lo stemma della SIAS (Società Incremento Automobilistico e Sport), con sotto: Circuito di Milano, infatti come tale era nato e titolato, tanto che alcune cartoline d'epoca, locandine, riviste, articoli e pubblicità non citano neppure Monza se non di sfuggita. Nel retro si precisa inoltre: Cartolina Postale con sotto, tra parentesi, Ufficiale. SFILATA VETTURE INAUGURAZIONE titola la cartolina ed in effetti di sfilata si tratta, con una grande varietà di vetture tra cui, davanti, alcune da corsa e, suppongo, quelle delle autorità. Le autorità stanno anche nella tribuna di fronte al traguardo. Nella cartolina, dalle ombre si vede che ancora splendeva il sole. I giornali riportano che alla gara vi fu un gran acquazzone. La pista era stata collaudata da due piloti: Felice Nazzaro e Pietro Bordino. A sinistra si nota che qualche lavoretto era ancora in corso, ma in effetti l'Autodromo fu realizzato a tempo di record. In una cartolina precedente, con vista dall'alto di tutto l'impianto, (vedi Autodromo e Bosco Bello e Autodromo e Matta Tapina), ho già posto in evidenza il dibattito di quel periodo che in realtà fu acceso sulla stampa sino all'inizio dei lavori, poi con l'avvio della grande corsa internazionale e l'insediamento definitivo del nuovo regime, tutto tacque, tranne code ricorrenti per gli incidenti mortali molteplici e continui. In realtà, nel panorama di allora, l'evento era di grande rilievo e portava a Monza gente di molti Paesi. Pochi erano i circuiti appositi per le gare, anzi c'era chi teorizzava che era meglio fare le corse sulle normali strade con i dovuti accorgimenti momentanei per le competizioni. Lo stesso Autodromo di Monza, nei progetti iniziali, comprendeva una parte appositamente destinata ed una che interessava la viabilità normale interna al Parco. Il 1922 era l'anno del 25° anniversario della fondazione dell'Automobile Club di Milano. Da qui l'idea del circuito e la scelta cadde sul Parco di Monza di cui da anni si discuteva il destino e l'uso con più idee, alcune fantasiose di ripristino delle coltivazioni agricole. Il Parco, allora gestito dall' Opera Nazionale Combattenti, fu scelto tra varie alternative, una alla periferia di Milano e l'altra vicino a Gallarate (l'attuale zona dell'aeroporto della Malpensa). Da qui anche la fretta di esecuzione che fu condotta in pochi mesi, in 110 giorni, come riportano le cronache, terminando il 29 luglio. La prima pietra di avvio dei lavori fu posta, insieme al pilota Felice Nazzaro, da quel Vincenzo Lancia di cui ho parlato nella cartolina L'automobile ai Boschetti.
Già nel settembre del 1922 si disputò il secondo Gran Premio d'Italia, mentre l'anno successivo si terrą il primo Gran Premio d'Europa. Nel '22 si svolse anche una gara internazionale motociclistica (vinta da Amedeo Ruggeri su Harley Davidson) e poi con le già potenti vetture del tempo, due giorni dopo: il 10 di settembre il secondo Gran Premio d'Italia, vinto da Pietro Bordino. Resta il fatto che da subito l'Autodromo risultò pericoloso e con vari problemi. Scrive il Corriere di Monza e Brianza nel '24 : Or son tre anni, quando nel settembre 1922 si è inaugurata la pianta di Monza, alcuni tecnici asserivano che sia la pista che il circuito stradale erano inadatti per le grandi velocità e che occorreva al più presto modificarli quasi totalmente. Allora fu un inveire contro queste critiche, che purtroppo alla distanza di soli due anni, appaiono in tutta la loro prima fondatezza. Il primo anno il Circuito di Monza volle la sua prima vittima: Khun su Austro-Daimler per cause non bene accertate si rovesciava e trovava la morte sotto la macchina. Nel secondo anno, nel 1923, Giaccone della Fiat e Sivocci dell'Alfa Romeo trovarono la morte in due incidenti causati dalla difettosa costruzione della pista. Quest'anno è stata la volta di Shorowsky che ha trovato la morte durante la disputa del Gran Premio d'Italia. Altre notizie si trovano nel sito Internet dedicato all'Autodromo, sui giornali del tempo e su vari testi e pubblicazioni.
La seconda cartolina è molto particolare. Mussolini si recò alla manifestazione. La cartolina, che fa parte di una serie, titola: Primo Gran Premio d'Europa 9- IX 1923 Km.800.- S. E. Mussolini esamina la Fiat di Nazzaro (la scritta è anche in francese e inglese per testimoniare il ruolo internazionale della manifestazione). Il Corriere di Monza e Brianza dell'8/9/1923 dice : Si annuncia intanto in via ufficiale l'intervento alla grande battaglia fra uomini e motori, del capo del Governo. L'on. Mussolini assisterà infatti al Gran Premio d'Europa e darà anzi il segnale della partenza. Egli vede con simpatia La sagra dei motori -egli diceva- è un avvenimento che per molti aspetti può essere inquadrato nel fascismo. Il fascismo è, infatti, un movimento eminentemente sportivo.... Mussolini è ripreso mentre osserva il motore di una macchina con a fianco il pilota, con altri che non riconosco, e con un barbuto militare in divisa che giurerei fosse Italo Balbo. Sul retro, con in piccolo la riproduzione del premio (una Coppa sostenuta da tre piccole cariatidi) sta la scritta in francese :Gran Prix d'Europe e sotto FIAT 1° e 2° . Nel '22, in ottobre si era svolta la Marcia su Roma e in soli tre anni si arriverà alla tacitazione sportiva di ogni opposizione ed alla dittatura (poco meno di un anno dopo, nel '24, l' onorevole Matteotti sarà rapito e massacrato da squadristi che molti hanno ritenuto veri e propri sicari). Non fu il solo caso di dittatura in Europa, ciò avvenne anche in Bulgaria, Lituania, Albania, Yugoslavia, Romania, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Estonia, Grecia, e con la trasformazione in dittatura dell'Unione Sovietica dopo la vittoria della Rivoluzione d'ottobre, con l'eliminazione, anche lì, di ogni opposizione dentro e fuori il partito bolscevico (nel 1922 Stalin fu eletto segretario generale e nello stesso anno venne fondata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche). A Monza, in quegli anni era nata anche la grande manifestazione della Mostra Internazionale delle Arti Decorative (si svolgeva da maggio ad ottobre) che si teneva nella Villa Reale (vedi cartoline precedenti) e che cercava di richiamare una parte di cultura e arte di avanguardia, nazionale ed internazionale. In quegli anni Monza viveva una particolare stagione che vedeva, per vari aspetti tecnici, economici, culturali e artistici, la presenza di grandi personalità spesso in divenire. Dopo tre manifestazioni, se ben ricordo dai dati e dalle cartoline, l'evento fu portato a Milano alla Triennale.
La terza cartolina ritrae la partenza del Gran Premio d'Europa. La macchina di Nazzaro è nella terza fila (seconda nella cartolina) col numero 8 che già si leggeva nella prima. Salamano, che poi vincerà la corsa, è al centro dei tre della penultima fila. Come si nota molte cose sono cambiate ma non la divisa ufficiale dei carabinieri che stanno ai bordi della pista. La numero 15 bianca nella prima fila che si vede è la Miller di Murphj. L'Alfa Romeo, tra le favorite del tempo con tre grandi piloti (Ascari, Campari, Sivocci), non partecipò alla gara per lutto. Infatti Sivocci, come prima si è riferito, era morto per un incidente durante le prove. Anche la Fiat aveva un morto ma preferì continuare la partecipazione alla corsa. La quarta cartolina sembra futuristicamente mostrare la velocità del bolide di Bordino che sfreccia davanti alla tribuna (era partito in prima fila). La macchina è la numero 2. Già l'anno prima Bordino aveva vinto la gara a Monza. Sulla tribuna si notano le tende rigate, per proteggere dal sole e, in tutte le cartoline, l'incosciente presenza del pubblico ai margini della pista senza alcuna protezione in caso di incidente. Pure le auto da corsa potevano già arrivare a 180 km/h. Solo gravi incidenti successivi, in Italia come in Francia, porteranno l'attenzione su questo problema, oltre alla sicurezza dei piloti, sino ai giorni nostri.
La quinta cartolina ci mostra l'auto Fiat del vincitore Salamano che passa sul curvone. La scritta ricorda: Salamano su Fiat batte il record del giro (Km. 159,010 all'ora). Si tratta della n. 14 che sta uscendo dalla curva, seguita dalla n. 7 subito dietro. La sesta dice: La Fiat di Nazzaro e di Salamano s'inseguono sorpassando un concorrente. Siamo di fronte alle tribune di arrivo dove stanno anche i carabinieri. Salamano, qui ancora dietro, supererà Nazzaro e taglierà per primo il traguardo. Come si vede un complesso pezzo di storia o comunque di memoria lega la città all'Autodromo, piaccia o non piaccia. Alfredo Viganò
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