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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 12 LUGLIO 2025

06 luglio 2025

Ho sentito, poco fa (a "La lingua batte", su RadioRAI 3 di domenica 6 luglio) l'appassionato intervento di Paolo Rumiz sull' Europa e sull' "afonia" delle sinistre italiane ed europee. Consiglio i miei "lettori" di andarselo a risentire. Io non potrei aggiungere nulla, cercando di riassumerlo: a mio avviso, Rumiz ha espresso magistralmente la situazione in cui siamo. Soprattutto l'involuzione e la perdita delle parole "giuste", che abbiamo lasciate "sporcare", distorcere dal loro significato originario, usare come "armi di distruzione di massa" e come istigazioni ai più bassi istinti, invece di riappropriarcene come veicoli di confronto, di comunicazione, di collaborazione, di convivenza civile e PACIFICA. Abbiamo lasciato (alla destra!) che TUTTE diventassero PAROLE DI GUERRA.
Netanyahu non si smentisce: da sempre la sua finalità è la "depalestinizzazione" con qualsiasi mezzo (compresa l'eliminazione per fame e sete dei non ebrei) di tutto il territorio del biblico popolo eletto "dal fiume al mare". I palestinesi sono per lui "non uomini", sono una "razza inferiore" di usurpatori della "terra promessa". A parte questa connotazione "biblica" e fondamentalistica, la sua è a tutti gli effetti una posizione razzista. Non stupisce quindi che ci siano in Italia e in Europa molti suoi difensori e sostenitori ad oltranza, magari eredi politici ed ideologici diretti ed indiretti di coloro che firmarono le Leggi razziali antiebraiche e contribuirono, direttamente o indirettamente, all'Olocausto. Si comprende la loro gigantesca "coda di paglia": comprensibile, ma non giustificabile e più ripugnante della condotta dello stesso Netanyahu.

Daniela Stoffie
Premesso che la situazione è complicata da sempre, e che da sempre è stato fatto in modo da "minare" i vari tentativi di accordi, non è che i palestinesi siano meno razzisti. Con questo non salvo Netanyahu, ma non ho visto nessuna nota ufficiale di condanna da parte di palestinesi di quanto accaduto l'otto settembre....
Evidentemente la povertà, l'ignoranza, la rabbia portano alla violenza, nonché ad un odio "razziale"ma fino a che quelli di Hamas vengono visti dalla popolazione come "eroi" e non come terroristi… non ci siamo.

Umberto Puccio
la mia considerazione è su Netanyahu: che anche Hamas sia, analogamente e in maniera corrispondente, "razzista" non sposta di un'acca la questione. S i tratta di un diverso, seppur analogo discorso. Si sa infatti che due opposti "razzismi" sono inconciliabili e fonte di inaudite e disumane tragedie. Che poi, per ragioni "di parte", ci si arrampichi sugli specchi… lo capisco.

Daniela Stoffie
Umberto Puccio mi pare che ultimamente le considerazioni siano in generale solo "pro Palestina" e i razzisti oggetto di condanna "solo di Israele" che tra il resto vede moltissimi israeliani contrari alla politica di Netanyahu, mettendoci la faccia, facendo manifestazioni etc.
Credo sarebbe giusto essere un minimo obiettivi quando si vuole sostenere a vario titolo la "questione mediorientale".

Umberto Puccio
Daniela Stoffie Infatti ho parlato di Netenayhu e non di tutti gli israeliani e le persone di religione ebraica. Come bisognerebbe distinguere tra Hamas e i palestinesi, che, come tu ben sai, sono anche di religione cristiana. A proposito di un "un minimo di obiettività"... La "questione mediorientale" è complessa: ma qui si tratta di un episodio ben preciso, di un "comportamento" specifico, condannabile di per se stesso, a prescindere dalla complessità del contesto.

...



11 luglio 2025

Oggi, 11 luglio sono passati 30 anni dalla strage di Srebrenica. Ieri, 49 anni dal disastro di Seveso. Due date fondamentali nel processo di inquinamento dei rapporti politici internazionali e interpersonali e dei rapporti tra interessi economico-produttivi e salvaguardia della salute ambientale e umana, nonché degli equilibri climatici. Questi due "avvenimenti" avrebbero dovuto costituire un grido d'allarme, un "avviso ai naviganti" a cambiare decisamente rotta. Invece... Invece, considerando anche gli "avvenimenti" internazionali di questi stessi giorni (continuazione del genocidio a Gaza e della guerra russo-ucraina; Conferenza di Roma sulla "ricostruzione" postbellica in Ucraina; svolta "pro riarmo" e marcia indietro nella politica "green" della Commissione UE e di TUTTI - o quasi! - i Paesi europei, con in testa la stessa Germania), tutti questi anni sembrano essere passati inutilmente. Anziché migliorare, la situazione è ulteriormente peggiorata: come ha certificato il processo riguardante le imprese responsabili di inquinamento delle falde acquifere ad opera dei PFAS, l'inquinamento industriale è continuato, anzi si è "universalizzato" sino a riguardare l'acqua che beviamo e gli utensili che noi tutti usiamo. Come indica anche la vicenda dell'ex-ILVA di Taranto, continua, anzi si approfondisce la contrapposizione tra lavoro e produzione,da una parte; salute dei lavoratori e dell'ambiente naturale ed umano, dall'altra. Stride (e denota un cinismo che grida vendetta al cielo!) che si parli e si agisca in termini di nuovi armamenti; che si prevedano centinaia di miliardi di investimenti in questo campo; che si parli di "ricostruzione" e si assegnino "contratti" miliardari (a quali imprese? con quali criteri? in cambio di che cosa?), mentre si continua a sovvenzionare armamenti per continuare la guerra (e le sue "distruzioni"!) in Ucraina. La strage di Srebrenica non è stato il primo e neanche l'ultimo episodio di "pulizia etnica" nelle guerre della ex-Yugoslavia. Ne è stato però il più orrendo (e "conosciuto"), il più "vicino", per efferatezza e numero di vittime, a quanto sta succedendo da più di due anni a Gaza. Ma Srebrenica ci deve ricordare soprattutto che sono state le guerre di dissolvimento della ex-Yugoslavia non solo ad inaugurare l'epoca delle guerre "ibride" e totali, ma anche a riportare l'odio ETNICO-RELIGIOSO all'interno dei rapporti internazionali; e a mostrare "coram populi" l'impotenza degli Organismi Internazionali (l'ONU, che assiste inerte alla strage) e l'inesistenza, di fatto, del Diritto internazionale. Ci si meraviglia, ORA, che Trump e Putin (ma anche Erdogan e Netanyahu!) continuino (sottolineo "continuino"!) a farlo. Srebrenica ricorda anche agli esaltatori degli ottanta anni di pace in Europa che la penisola balcanica (e quindi la Yugoslavia) è sempre stata ed è a tutti gli effetti EUROPA. Come EUROPA è sempre stata e, malgrado tutto, è la Russia. A meno che non si voglia riscrivere la storia per sostenere la propria contingente visione ideologico-politica.


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RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


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  12 luglio 2025