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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 19 LUGLIO 2025

15 luglio 2025

Sulla "minaccia" trumpiana di dazi al 30% alla UE ritengo molto interessante e degno di approfondita riflessione il "commento" di Massimo Cacciari "Nei pozzi avvelenati la pace è soltanto un armistizio", uscito su "la Stampa" di ieri mattina 14 luglio . Su questa minaccia, come su quella di ieri di dazi stratosferici ai Paesi che importano, soprattutto petrolio e gas naturale, dalla Russia di Putin, mi preme fare alcune osservazioni. Mi pare sbagliato ridurre queste "minacce"" ad una questione di guerra "commerciale" e di "riequilibrio" tra export e import, come astutamente (e fallacemente) vuole far creder Trump stesso. In realtà la "guerra dei dazi" è solo UN aspetto, del tutto coerente e corroborante con l'azione ideologico-politica e militare di dominio imperialistico sull'"Occidente" perseguita da Trump, non più in maniera "soft" come i precedenti Presidenti statunitensi, bensì in modi asseverativi e rudi (da "padrone delle ferriere"e da "imperatore " del Mondo!). Per questo le scadenze e l' entità dei dazi sono "secondari" e possono variare anche in maniera consistente. Oltre al "guadagno", che può anche essere minimo (ma pur sempre da Trump "venduto" propagandisticamente come un guadagno) a lui interessa soprattutto di mantenere ideologicamente, politicamente, finanziariamente, ma soprattutto MILITARMENTE l'Europa sotto il dominio dell'"allleato-padrone" americano. Lo strumento di questo dominio é la NATO. Mark Rutte è andato ieri da Trump: ed è sotto gli occhi di tutti (anche se fanno finta di non vederlo!) la "dipendenza" del Segretario generale della NATO dall'attuale Presidente statunitense. Ma anche più grave è che il Ministro della difesa tedesco, Pistorius sia andato anche lui da Trump per "assicurare" l'ingente riarmo della Germania (e dell'Ucraina!) prodotte da aziende statunitensi. Finché è la Meloni che va da Trump, gli effetti negativi sono "limitati" all'Italia e al suo già malridotto "welfare". Altra, e ben più grave, cosa per l'UE intera è questa "svolta" tedesca. Trump ci tiene, con vari mezzi, al guinzaglio: ma il "guinzaglio" maggiore è la NATO. Finché la UE rimane impigliata in questo guinzaglio, sarà costretta ad obbedire ai "diktat" del padrone americano. Ieri sera, a "in onda" su TV 7, Pierferdinando Casini, dopo aver analizzato in maniera critica la politica trumpiana, ha però concluso con un' affermazione, da lui e da altri molto retoricamente usata: "in un mondo di carnivori, gli erbivori sono necessariamente messi da parte". Conclusione implicita di questo rozzo sillogismo è che gli "erbivori", se non vogliono soccombere, devono trasformarsi a loro volta in "carnivori": cioè, ARMARSI e sottostare alla legge della forza. Di fronte al fatto che questo modo di pensare sia ormai accettato e diffuso anche in quella parte della politica e dell'opinione pubblica non solo "moderata", ma anche che si pensa e si definisce "progressista" e "di sinistra" (più o meno!), fa veramente cadere le braccia! Sia ben chiaro: una cosa è dotarsi di un esercito e di una difesa in quanto Stato federale europeo, sovrano e autonomo rispetto a qualsiasi "alleanza" militare; altra, e del tutto OPPOSTA, cosa è armare i vari Stati europei nell'ambito e sotto il controllo della NATO (leggasi: USA). Sarebbe l'ora di smettere di "ciurlare nel manico", facendo finta di non capire questa differenza.
...
Che il giornalismo e i media italiani siano "a senso unico" lo si può vedere se si confronta la rassegna stampa mattutina dei quotidiani italiani con quella dei quotidiani stranieri su RadioRAI 3. Per esempio, stamattina si riportava un articolo di un quotidiano ucraino di opposizione (sì, in Ucraina c'è un malcontento e un' opposizione, anche se "zittiti" e cancellati dal regime), in cui si condannava la "corruzione"del governo e degli oligarchi sostenitori di Zelensky, i suoi metodi "autoritari" (cambia i membri dell'esecutivo a suo piacimento) che lo rendono non dissimile dal regime dittatoriale di Putin in Russia. Anche in Ucraina si sono verificati strani "incidenti" mortali, o classificati come "suicidi", su cui la compiacente stampa italiana ha sorvolato. Al contrario di quelli, ampiamente sbandierati, accaduti in Russia. Eppure (e mi vengono i brividi!) c'è chi vorrebbe accelerare il processo di adesione dell'Ucraina all'UE. Forse si è dimenticati le perplessità sul permanere di corruzione e potere di oligarchi nella società e nella politica ucraina. O forse si pensa che lo stato di guerra giustifichi tutto e che la fine del conflitto trasformi l'Ucraina in un paradiso occidental-liberal-democratico. Si dovrebbe dar ascolto ad altre campane. altrimenti si rischia di rimaner prigionieri della propria "rappresentazione" di comodo: con conseguenze non del tutto auspicabili. E comunque, delusive.


16 luglio 2025

Trump afferma che la guerra russo-ucraina NON è la SUA guerra. Ciò non toglie che la utilizzi per guadagnarci su e per indebolire i suoi concorrenti e rafforzare il potere imperiale degli USA nel confronto geopolitico con le altre potenze globali (Europa, Russia, Cina). Approfittando del conflitto tra UE e Federazione russa in Ucraina, le ha indebolite entrambe, vendendo il gas liquido statunitense ai Paesi UE ad un prezzo maggiore del gas russo e ricattando la UE con la minaccia di togliere lo scudo statunitense della NATO alla "difesa" dell'Europa e la fornitura di armi all'Ucraina. Il suo capolavoro è stato di farsi pagare (col 5%!) dai membri europei della NATO gli armamenti per proseguire la guerra prodotti in gran parte da imprese statunitensi. Si è prima assicurato (con l'accordo con Zelensky sulle terre rare e altri minerali "pesanti"; e con i "contratti" per la Ricostruzione postbellica dell'Ucraina) un consistente tornaconto e una "presenza" importante (e condizionante!)' nel futuro dell'Ucraina e della stessa UE. Si riserva di dare (o non dare, a seconda dei suoi variabili "rapporti" con Putin) a Zelensky missili a lunga gittata per "radere al suolo" Mosca.
Da questa guerra, invece, l' UE è stata danneggiata ed indebolita: ci ha "guadagnato" una profonda crisi produttiva e industriale, un grave abbassamento del livello di vita dei suoi cittadini e del "welfare" pacifico che ne costituiva il vanto e il collante necessario. Il conflitto russo-ucraino non è la guerra di Trump, ma NON ERA neppure la guerra dell'UE. Era un conflitto tra oligarchi russi e ucraini per il dominio e lo sfruttamento delle ingenti ricchezze dell'Ucraina stessa. L'errore strategico degli europei è stato, a mio avviso, quello di inserirsi in questo conflitto (anzi,di averlo "innescato", sostengono le malelingue!) senza averne il potenziale militare (nonché una visione e direzione UNITARIE!) e dipendendo, politicamente e militarmente, dagli USA e dalla NATO. Perciò, ora ne subiscono le conseguenze negative. Invece, poco comprensibile (almeno per me!) è che si persista, da parte europea (soprattutto dagli ostinati "euroatlantici"), nell'errore. Può darsi che abbiano ottenuto, nella Conferenza sulla ricostruzione, la promessa di sostanziose "contropartite", di cui non è trapelato nulla e che è abbastanza arduo prevedere: forse l' egemonia politico-militare della Germania vonderleyenizzata (novella "Lady di ferro" - e "di bombe"!) sulla UE, a scapito degli Stati "mediterranei", cui verrebbe lasciata la "grana" dei migranti e dei rapporti con l' Africa. Chissà! Mi risulta però difficile immaginare sostanziosi vantaggi per l'Italia e la sua disastrata condizione economico-finanziaria. Guadagni per l'Oto Melara, la Edison, la Termomeccanica e il settore aereo-spaziale? Probabile. Ma il gioco varrebbe la candela?


17 luglio 2025

Piccolo indovinello: c'è uno Stato che ultimamente: 1) ha bombardato ben quattro capitali di Stati sovrani stranieri (Damasco, Teheran, Beirut e Sanah); 2) ha invaso col suo esercito il territorio di Libano e Siria, occupandone permanentemente parte; 3) ha assassinato (in vari modi, compreso lo scoppio dei cellulari), FUORI DAL PROPRIO TERRITORIO e in tutto il mondo, persone definite "terroristi" e attentatori alla propria esistenza; 4) adotta un ferreo regime di apartheid nei confronti dei palestinesi; 5) rade al suolo la città di Gaza, massacrando e minacciando di totale "deportazione" (o di chiusura in un enorme campo di concentramento) gli abitanti ancora sopravvissuti.
In quale categoria inserireste questo Stato? In quella degli "Stati democratici"? O in quella degli "Stati canaglia" (di cui avrebbe tutti i "titoli" di essere il capofila)?


19 luglio 2025

Si dice che la vasta indagine della magistratura sullo sviluppo edilizio di Milano e la giunta comunale di Bepppe Sala NON è "Tangentopoli". E neppure "Palazzopoli", come qualcuno l' ha definita, come se fosse una questione di palazzinari e di politici corrotti. In realtà è, a mio avviso, qualcosa di ancor più grave ed inquietante, che coinvolge trasversalmente politici, imprenditori, professionisti in una lobby di sfruttamento delle risorse pubbliche, A PRESCINDERE DALLA LORO EFFETTIVA UTILITA' GENERALE, che viene ridotta a pretesto e disattesa. Se si vuol dare un nome a questo "scandalo" (che riguarda non solo una grande città e un Comune come quello di Milano, ma anche il più piccolo Comune di ogni parte d'Italia) userei il termine "Consulenzopoli". Oggi non servono più le "tangenti" e le "mazzette" (abbastanza facilmente individuabili e perseguibili). L'odierno meccanismo "corruttivo" passa attraverso l'attribuzione delle "consulenze" tecniche e lo scambio di favori, molto più difficilmente individuabili e perseguibili: specie dopo l'abolizione dell'"abuso d'ufficio" e la "neutralizzazione" del "conflitto d'interesse". La posizione dei Partiti, improvvisamente tutti (o quasi) "garantisti" sul caso Milano mostra un grave scadimento del costume e della morale pubblica. L' Italia è scivolata a livello dell'ultimo e più arretrato paese africano. Se confrontiamo Milano (la più moderna metropoli italiana!) con le città del centro-nord Europa, dei Paesi Baltici e degli stessi dell'Est ex-sovietici, il paragone è avvilente e umiliante: in pochi decenni queste città sono diventate moderne e ultrafunzionali nei servizi, nei trasporti, nella vivibilità. Milano, senza un piano organico di sviluppo e funzionamento urbanistico, è diventata invece la città più cara, con "monumenti" edilizi, fini a se stessi, opere di famosi architetti e fonti di lauti guadagni (pagati in parte dal danaro pubblico) per grosse imprese multinazionali (come quella, statunitense, implicata nel caso dello Stadio di Milano). Quello che più fa male è che la dimensione dell'interesse pubblico sembra svanire a favore di un dilagante interesse privato: che non ha colore ed odore, se non quello del danaro.


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RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


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