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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 13 gennaio 2024

9 gennaio 2024

Mi sembra importante la notizia data da "Il Sole24h" di oggi dello spostamento di due anni (cioè al 2027) degli investimenti previsti dal PNRR per il rammodernamento di ecografie, TAC, Risonanza Magnetica e altri dispositivi negli Ospedali pubblici del SSN.
Si conferma la linea tenuta dal Governo nella "rimodulazione" del PNRR, approvata dalla Commissione europea con il "via libera" alle varie tranche di miliardi.
Sanità pubblica e scuola pubblica sono state messe "in mora", sono diventate le cenerentole del "banchetto" di 200 miliardi del PNRR.

Su questo, a mio avviso, dovrebbe concentrarsi l'opposizione. E non rispondere alle provocazioni e ai tranelli dei sedicenti "non-neofascisti", cui conviene inchiodare gli avversari sulla questione se il "saluto fascista" sia libertà di espressione o "ricostituzione del Partito Fascista".
L'episodio della celebrazione della ricorrenza dell'uccisione di due giovani missini ad Acca Laurentia nella tragica stagione degli scontri tra due estremismi degli anni Settanta non è però da sottovalutare, proprio per quanto detto da Elly Schlein, che ha rievocato il 1924.

Ci sono tra il 1924 (delitto Matteotti e inizio della dittatura col discorso di Mussolini "Farò di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli" e le leggi "fascistissime") e il 2024 più differenze, che analogie.
L' analogia: che entrambi i presidenti del Consiglio sono arrivati a tale posizione secondo procedure democratiche (dopo elezioni e conferimento dell'incarico da parte del Re nel primo caso; del Presidente della Repubblica nel secondo).
C'è però una grossa, e pesante come un macigno, differenza: a mio avviso, in peggio (oggi rispetto a cento anni fa). Allora era la crisi del liberalismo ottocentesco, di una democrazia di élite e censitaria, con una prospettiva di una futura (dopo un nuovo e più terribile bagno di sangue) più avanzata democrazia generalizzata, basata sull'uguaglianza di diritti di tutti i cittadini, in quanto appartenenti al genere umano.
Oggi, invece, si tratta della crisi di QUESTO MODELLO di democrazia, il più avanzato sin qui sperimentato. Crisi generalizzata in tutte le democrazie occidentali: e dovuta ad una propria implosione e all'affermarsi di un populismo di massa, il cui antesignano è stato proprio il populismo mussoliniano.

Oggi, non solo in Italia, il pericolo imminente è quello di una diversa forma di autoritarismo, che non ha avuto bisogno di "manganellate", di "olio di ricino", di distruzione di associazioni di lavoratori e di uccisioni di oppositori politici per affermarsi, in quanto le strutture della democrazia solidale e cooperativa si sono distrutte DA SOLE, si sono liquefatte, come i partiti di riferimento e come la cosiddetta "egemonia" della cultura "di sinistra".
La vicenda del trumpismo statunitense e del suo affermarsi in una grossa fetta dei nordamericani, che rende possibile la rielezione di Trump alle prossime elezioni, testimonia la spaccatura della società americana in due parti, non di avversari, bensì di nemici gli uni contro gli altri armati.
Questa "spaccatura" si registra, in misura più o meno netta, in Italia e in quasi tutti i Paesi europei. Nel cosiddetto "Occidente liberaldemocratico" ci si dovrebbe preoccupare, oltre che delle autocrazie "orientali", anche e soprattutto dell'autoritarismo prossimo venturo, senza lasciarsi imbrigliare in finte battaglie di retroguardia.

Le elezioni europee sono alle porte: non rimane molto tempo per invertire quel che pare una prevalente tendenza politica in Europa e nel Mondo.


10 gennaio 2024

Alcune considerazioni su due fatti di ieri, 9 gennaio:
1) l'approvazione, alla Commissione Giustizia del Senato, della proposta di Legge di abolizione dell'abuso d' ufficio;
2) la possibile "riapertura" della cosiddetta "strage" di Erba, già arrivata al terzo definitivo grado di giudizio con la condanna all'ergastolo di una coppia di coniugi. Sembrano due fatti diversi, ma hanno delle analogie, non per gli esiti che potranno avere, ma per le reazioni che hanno già suscitato. Il caso della strage di Erba ha dato lo spunto all' ennesimo attacco ai giudici: Capezzone ha parlato addirittura di "nuovo caso Tortora" e ha rinnovato la richiesta di una piena responsabilità civile dei giudici.
Nell'altro caso (e qui sta la contraddizione, o meglio, due pesi, due misure), con l'abolizione dell'abuso d' ufficio si dà a chi detiene poteri decisionali (tipo i Sindaci) la totale immunità rispetto alle eventuali responsabilità civili delle sue decisioni.

Per uscire da questa artificiosa e strumentale contrapposizione tra "garantisti" e "giustizialisti" (ruoli rivestiti e scambiati disinvoltamente a seconda della convenienza politica del momento) suggerirei alcuni ragionamenti di fondo sulla condizione di alcune categorie (alcune delle quali - giudici e insegnanti - "costituzionalmente protette") e il loro ruolo. Alle due succitate aggiungerei i medici e gli amministratori pubblici. Sono tutte persone che hanno l'obbligo deontologico di "giudicare" e "decidere" e corrispondente potere, perché lo fanno al fine della giustizia, della salute, dell'educazione e del benessere della collettività e del singolo individuo.
Ne risulta che bisogna distinguere tra "uso" e "abuso" di questo potere. Con la parola "abuso", si intende, anche giuridicamente, o un "allargamento" e estensione impropria di tale potere; o il suo uso a fini di interesse personale, di favore, in cambio di compensi (dicesi anche "tangenti") verso terzi. Questa ultima fattispecie ricade nel reato di concussione e corruzione. E' azzardato ritenere che abolire l'abuso d'ufficio favorisca corruzione e concussione? Lascio a ciascuno la risposta.
Rimane però la questione principale, che attiene alla piena e corretta funzionalità di tali ruoli (di giudice, di insegnate, di medico, di amministratore pubblico): cioè la garanzia di poterli esercitare in tranquillità e serenità, cioè di essere "coperti" dallo Stato (di cui si è dipendenti e in cui nome si agisce) rispetto alle nostre decisioni e ai suoi effetti su terzi. Altrimenti nessuno deciderà più e si affermerà il "todos caballeros". Ci sono le specifiche procedure; ci sono gli organi preposti a valutarne il rispetto ed a comminare le relative ammende amministrative, in caso di trasgressione NON DOLOSA (cioè, involontaria) di tali procedure e regole.

Mi sembra però che oggi in Italia prevalga la cultura del sospetto e della sfiducia nei confronti di chi ricopre ruoli di responsabilità pubblica. E questa cultura la si "cavalca" con provvedimenti contrari ad ogni logica di correttezza ed equità amministrativa: come quello dell'abolizione del reato di abuso d' ufficio, con l'argomentazione capziosa che tale reato paralizzerebbe l' attività amministrativa dei Sindaci.
L' abuso d'ufficio va rimodulato, NON abolito.


11 gennaio 2024

25 anni fa, l' 11 gennaio 1999, moriva Fabrizio De André. Questa ricorrenza è per me molto importante, perché la sua figura ha costituito un faro negli anni centrali della mia vita non solo per le sue canzoni (che ho sempre amato e canticchiato), ma anche per la sua visione del mondo e le sue illuminazioni politiche (vedi "La domenica delle salme"), con cui registrava la svolta (negativa) postottantanove e quasi prefigurava il caos del nuovo millennio, da cui è stato risparmiato per la sua morte prematura.

In quella canzone, andando controcorrente rispetto all' euforia generalizzata, parlava del "cadavere di utopia", della fine di qualsiasi visione critica e di slancio verso un futuro diverso. Una società che, fiera della sua "vittoria" (?), si ripiegava su sé stessa, sul proprio benessere "affluente", su un egoismo individualistico e "di cricca", dimenticandosi degli ultimi, degli emarginati, dei diseredati, degli sfruttati e degli "sfrattati" (anche dai loro Paesi). Insomma, una società senza una reale "opposizione" (interna e esterna), senza alcun "contrappeso" che ne limitasse l'illusione di onnipotenza e di compiaciuta superiorità; una società che ha messo in cantina il problema della giustizia sociale e solo oggi si rende conto che questo problema gli sta scoppiando sotto i piedi. E quale soluzione prospetta? Armi, sempre più armi. Guerre, sempre più guerre.

Anche contro la guerra (tutte le guerre) De Andrè ha scritto canzoni memorabili, più efficaci e coinvolgenti di tutti i discorsi "pacifisti".
Oggi più che mai avremmo bisogno di un De André e del suo "anarchismo", che non è mancanza di regole, bensì libertà di non farsi dar le regole da altri se non dalla propria coscienza di uomini liberi e simpatetici con tutti gli altri, soprattutto se diversi da noi. Oggi, "anarchia" e "anarchico" sono brutte parole, usate in senso negativo. Al contrario, mi pare necessario riprendere e riaffermare l'"anarchismo" di De André. Che definirei piuttosto, con due neologismi:"anacratia" (contro il potere che massifica e opprime) e "euarchismo" (regole buone).


12 gennaio 2024

La votazione sull' invio di armi all'Ucraina ha registrato una parziale dissociazione dalla linea di astensione del PD da parte di alcuni deputati (tra cui Guerini) e senatori del partito, che hanno votato con la coalizione di governo e Italia Viva.

E' stato notato (da Ricciardi, l'altro ieri; e da "Il Manifesto", ieri) che la Schlein agisce "di rimessa" e si lascia, di fatto, imporre dalla Meloni gli argomenti di confronto (spesso "introdotti" provocatoriamente dagli esponenti del governo, per inchiodare il PD a battaglie, legittime e doverose per chi si richiama all' antifascismo costituzionale, ma distraenti dalle questioni di fondo.
In particolare Ricciardi richiamava Elly Schlein alla "radicalità" con cui aveva presentato l'indirizzo della sua Segreteria, come rottura chiara e netta con il passato, con un programma che attirasse i molti che hanno abbandonato il partito o che non hanno più votato, per mancanza di un'offerta politica chiara e convincente, nettamente contrapposta a quella conservatrice e reazionaria della destra. Schlein aveva sottolineato che i contenuti del suo programma non dovevano essere "annacquati" per agganciare parte del centro e raggiungere così una maggioranza (aleatoria, in quanto composta di elementi contradditori) per "vincere" le prossime elezioni e governare (ma a che prezzo e per quanto tempo?); bensì, su quel programma e su una identità di sinistra ben precisa, ampliare i propri consensi e raggiungere, se non ancora il governo del Paese, una solida e grande forza di opposizione.
Ricciardi, da cattolico, punzecchia giustamente Elly Schlein sul tema della Pace, in particolare sulla guerra in Ucraina, in cui il PD fa una distinzione, che appare pilatesca, tra la fornitura delle armi e la "difesa" dell'Ucraina dall' invasione russa.

Ieri Romano Prodi ha suggerito a Elly Schlein di non candidarsi come capolista alle prossime elezioni europee e di non cadere nella "trappola" della competizione con Giorgia Meloni (sarebbe perdente e controproducente). Le argomentazioni di Romano Prodi sono totalmente condivisibili.
Il problema di Elly Schlein, che spiega la sua debolezza, sia nel partito, sia nella compagine parlamentare, è che, come ha dimostrato la "diserzione" di Guerini e company, nel PD contano ancora molto gli ex-renziani e la vecchia guardia.
Se non si libera di questa zavorra, Elly Schlein non andrà molto lontano. Impresa, in effetti, molto difficile.

Sul piano internazionale, l'attacco di USA e Regno Unito sul territorio dello Yemen è molto grave. Come i bombardamenti di Israele sul territorio del Libano. Non tanto e non solo per il possibile "allargamento" del conflitto in Medio Oriente, ma anche perché il principio della "sovranità territoriale" viene applicato a corrente alterna, secondo i propri variabili interessi geo-politici.

IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
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SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie


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  13 gennaio 2024