22 gennaio 2024
Nei giorni scorsi il quotidiano tedesco "Bild" dava la notizia, di fonte autorevole, di un attacco imminente alle tre Repubbliche Baltiche da parte della Russia di Putin. Contemporaneamente Estonia, Lettonia e Lituania si sarebbero accordate per una cooperazione militare, per un aumento degli investimenti in armi e, dulcis in fundo, per la creazione di un muro "difensivo" ai confini con la Bielorussia e la Federazione Russa. In questi stessi giorni, nella stessa zona di confine si sta svolgendo la più grossa "esercitazione" della Nato dagli anni della Guerra fredda.
Si dirà che ciò corrisponde ad una strategia "dissuasiva". Può essere. Ma la storia insegna che agitare lo spauracchio di un'aggressione e di una guerra finisce per concretizzarla, per rendere possibile che un "incidente" la faccia scoppiare.
C'è in tutto il mondo un brutto clima dei rapporti tra Stati: tutti aumentano gli armamenti e "mostrano i muscoli" contro i nemici e gli aggressori, veri o presunti che essi siano. Soprattutto tra Stati che detengono un arsenale nucleare. Ciò è, quantomeno, inquietante. C'è anche un pericolo: che si inneschi un circolo vizioso tra crisi produttiva a livello mondiale; e, all'opposto, un aumento degli investimenti nella produzione di armi, a scapito di tutti gli altri. In altri termini si sta passando da un'economia di pace ad un'economia di guerra.
Storicamente, la fantasia umana ha escogitato mille diverse "ragioni" per fare la guerra. Bisognerebbe finalmente riflettere, prima di imboccare, volenti o nolenti, tale strada, su quali sono gli esiti finali di tale scelta.
22 gennaio 2024
Che i mass-media e la rete siano diventati soggetti politici, che "entrano" nella dinamica politica e, volutamente o no, influenzano e indirizzano le scelte e gli umori dei cittadini elettori è ormai un dato di fatto universalmente accettato.
Non è però abbastanza chiaro (anzi è volutamente tralasciato e nascosto) che ciò agisce negativamente sulla correttezza informativa (in termini linguistici, sulla funzione "denotativa" del linguaggio, a favore di quella "persuasiva").
Un esempio macroscopico è quanto è successo nei giorni scorsi per le due giornate in cui prima i deputati, e poi i senatori del PD si sono confrontati tra di loro su alcuni temi generali. Giorni prima si è scatenata sulla stampa e alla televisione una "rappresentazione" del tutto distorsiva dell'evento. Si è parlato di "conclave" del partito, con rievocazione storica dei precedenti "conclavi" e dei loro effetti politici, sia interni al PD, sia sul quadro politico nazionale. Tutto ciò ha precostituito e indirizzato la valutazione post-evento, in una critica a Elly Schlein, alla sua inconsistenza e vaghezza, al suo non prender posizione sulla candidatura alle elezioni europee.
E' stato praticamente ignorato quanto detto pubblicamente dalla Schlein stessa: che si trattava di un seminario di deputati e senatori dei gruppi parlamentari del PD. Quindi NON è stata una riunione del Partito e da essa non doveva scaturire alcuna decisione riguardo alle elezioni europee.
Purtroppo è invalsa questa cattiva abitudine di attribuire all'avversario cose, posizioni e intenzioni distorte, per poi aver buon gioco a criticarle. E' un mezzuccio retorico che testimonia una carenza di argomenti seri su cui confrontarsi.
Il fatto ha però una non trascurabile rilevanza politica: indica che il "fenomeno" Schlein risulta "ostico" a tutti. Ci sono dei precedenti (come il "trattamento" riservatole da Lilly Gruber) che mostrano come la Schlein continui ad essere sottoposta non solo ad un comprensibile fuoco nemico, ma anche ad un meno comprensibile (e, a mio avviso, autodistruttivo) "fuoco amico".
27 gennaio 2024
La ricorrenza annuale, il 27 gennaio, del Giorno della Memoria della Shoah assume una rilevanza particolare quest'anno, perché avviene mentre è coinvolto come parte attiva quello Stato, Israele, costituitosi alla fine del secondo conflitto mondiale, non solo come riparazione della storica "diaspora" della nazione ebraica e riconoscimento della giustezza dell'aspirazione sionistica ad un proprio Stato, ma anche e soprattutto come "risarcimento" dello sterminio operato dalla Germania nazista (con la complicità attiva dell' Italia fascista e dei nazisti dei Paesi inglobati nel Terzo Reich, come l' Ungheria di Edith Bruck) di gruppi di persone di religione ebraica in tutta l' Europa occupata.
Mi permetto di citare alla lettera la definizione del Presidente della Repubblica, nel suo intervento in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria: "...sterminio organizzato e programmato ai danni di donne e uomini definiti di razza inferiore". Questa definizione concludeva una esauriente e precisa analisi storica sulle "responsabilità prime" di Mussolini e della Repubblica di Salò in tale sterminio.
Le parole usate da Mattarella sono estremamente indicative: non dice "di razza EBRAICA", bensì di "razza INFERIORE". Con ciò precisa, secondo verità storica, che lo sterminio, anche se rivolto come soluzione finale contro "donne e uomini di religione ebraica", ha coinvolto, pur in misura quantitativamente minore, altri gruppi di "donne e uomini" considerati "inferiori" (come i Rom; o gli omosessuali). Mattarella ha così evidenziato l'aspetto universale e generale del Giorno della Memoria e della stessa Shoah: che riguarda sia gli Ebrei sia tutti gli uomini considerati come "inferiori", "diversi". In una parola "non uomini".
Per questo mi sembra limitante considerare il Giorno della Memoria come un'esclusiva degli Ebrei di Israele e di tutto il mondo. Tutti, vittime e carnefici, abbiamo un debito nei confronti dell'umanità negata. La memoria storica collettiva deve quindi essere "attiva" riferita al presente. Come scritto da Primo Levi, "è successo: e quindi può RIPETERSI". Non nella sua unicità storica, ma nella sua paradigmicità: cioè nella sua universalità e atemporalità, come i "classici" della letteratura mondiale.
Ritengo del tutto "esecrabili" e sostanzialmente razziste le definizioni di "bestie", di "animali da schiacciare come tali" usate da Netanyahu nei confronti dei terroristi di Hamas: un mettersi sullo stesso piano dei boia di Auschwitz. La "difesa" del proprio Stato minacciato di eliminazione è del tutto poco credibile. Scorretta è l'identificazione totale dell'ebraismo con la politica attuale dello Stato d'Israele
IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA
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Il discorso di Fine d'anno
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Neologismi
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La retorica dell'anniversario
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Smartphonite
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C'era una volta il dialogo!
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La crisi istituzionale che viene da lontano
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Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
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Le parole della politica: autonomia
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Europa ed europeismo
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La Svolta
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Le parole della politica: "statalismo"
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Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
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Utopia
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Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
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Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
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L'insegnamento delle pandemia
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Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
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"Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
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Homo insaziabilis
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Le parole della politica: "purtroppo"
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Economia e Politica
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Politica e Giornalismo politico
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Parlamento e Governo
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"Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40
Le parole della politica: competenza, competente
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Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
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Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
44 Kabul, l'America e l'Europa
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50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 Privatizzare
58 Guerra, pace e pacifismo
59 Il PD prossimo venturo
60 La rivoluzione di Bergoglio
61 Quirinale: il gioco dell' oca
62 Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 La riforma della Costituzione
64 Presidenzialismo alla francese?
65 Il caso Rovelli
66 Il Presidente e l'etnia
67 Festa della Repubblica
68 Tutti i nodi vengono al pettine
69 "Modificavit ridendo mores"
70 Oligarcomachia
71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 Fuoco incrociato
74 Gianni Vattimo
75 Onnipotenza della tecnologia?
76 A quale scopo?
77 Logica duale
78 Le parole della politica
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81 Premierato
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27 gennaio 2024