![]() Leonard Cohen, nella voce di Antonio Gentile
e nel gesto di Laura Monteleone Anna Marini
Domenica 27 gennaio la sala consiliare di Mulazzano dedica un magnifico tributo a Leonard Cohen, il malinconico cantore canadese, che scandagliò con la musica l'animo umano. Appassionato regista dell'evento è Antonio Gentile, anima del Lucignolo, che alla voce di questo straordinario autore ashkenazita affida la celebrazione del Giorno della memoria. Un'opera, quella del Poeta recentemente scomparso, trasversale e poliedrica, che riflette il suo tormento, ascrivibile, secondo alcuni, alle sue origini ebraiche. Le malinconie esistenziali e i turbamenti religiosi incontrano la melodia e le rime divengono canzoni. Nelle sue opere le polarità dicotomiche, evocate in un'interpretazione capovolta, sono il terreno su cui Cohen esplora l'individualità. Cala la nebbia, nella sera, sul romantico centro lodigiano e nella sua magia lo spazio civico diventa il luogo eterno delle muse. Al lume dei ceri risaltano i drappi rossi alle sedute e al buio si attende l'omaggio al Poeta. E' la complicità tra Antonio Gentile e Laura Monteleone ad introdurre il mistero spirituale di Leonard Cohen, una dimensione affascinante, intrisa di interrogativi, che ha accompagnato l'artista fino alla fine dei suoi giorni. Leonard Cohen varcò la soglia dell'eterno un anno fa, dopo aver trascritto sulle pagine del tempo il suo testamento di profonda saggezza. E' un autore non più vivente, ma tra i contemporanei Antonio lo invoca sulla scena: dialoga con quella personalità così legante, che appare a volte persino altera; con quell'anima nobile percorsa da una malinconia dal sapore yiddish. Leonard Cohen era ebreo e al Popolo eletto Antonio Gentile si sente vicino, in una sorta di profonda simpatia che permette la condivisione dei turbamenti, delle sofferenze e delle passioni. Hineni, Sono pronto: la più spirituale delle parole che la religione ebraica ha donato al mondo risuona in Cohen come una premonizione. La esclama il Poeta a Dio nel suo You want it darker, e la sua voce diventa quella di Abramo, dell'uomo che si aprì al Signore sacrificando il suo unico figlio. E' quel passo biblico che quarant'anni fa Cohen cantò con ritmo incalzante nei panni della vittima immolata: La storia di Isacco, che regalò il suggestivo e parallelismo con la tragedia della guerra destinata alle nuove generazioni. Ma oggi l'offerta è celebrata con le parole del padre: Hineni, Hineni; I'm ready, my Lord, esclama il Poeta nelle vesti di Abramo. Cohen si apre alla pace come nel commosso saluto al suo autentico amore: Marianne. Prima che la sua Musa si addormenti per sempre, le regala l' ultima tenerezza: il toccante addio in forma di prosa, così smile alla lirica che un tempo le dedicò. So long, Marianne. E sull'universo femminile la regia di Antonio si sofferma a esaltare le splendide immagini del Poeta. Nella donna, declamata con un moderno stilnovo, l'artista scorge lo strumento di salvezza: si compie, in tal modo, la dicotomia che nell'amore vissuto e interpretato da Cohen racchiude assieme il sesso e la spiritualità. Così, Suzanne, la donna che profuma di arance e di oriente, prende per mano l'artista e lo conduce nel suo mondo in riva al fiume, dove il sole scende come miele sulla Nostra Signora del Porto. Il romanticismo di Coehn si intreccia alla malinconia degli amori persi e, nelle vesti di moglie, la sua donna diventa zingara. Triste allusione ad un amore finito è il toccante brano The gypsy's wife. Ma la speranza dell'artista persiste ed è annunciata da un elemento spirituale: la luce che vince sempre, attraverso quella fessura presente in ogni cosa. E' questo il tema di Anthem, un inno sacro con cui si celebra la speranza in una migliore umanità. E sulle note dell'Alleluja Antonio Gentile coinvolge il suo pubblico in una partecipazione corale: ciascuno modula la voce sul brano che ha conosciuto nel tempo oltre 180 cover. Quel canto composto da un dio turbato dove l'arte poietica di creare Poesia è strettamente correlata ai temi religiosi, alla violenza e all'amore. Rivive a Mulazzano Leonard Cohen nella giornata dedicata alla Shoah, alla tragedia che ha colpito il suo Popolo. Risuona la sua voce d'oro, che ha cantato la solitudine, i turbamenti e l'universo femminile. La geniale interpretazione di Antonio Gentile e di Laura Monteleone celebra in un'armoniosa sinergia le liriche del Poeta che ha declamato le rime con la musica. E come recitano le splendide parole di Adelina Faraldo: Chissà se nel suo paradiso avrà finalmente risolto il suo grande dubbio: il desiderio di amare l'amore attraverso l'altra metà del cielo o Dio, cioè il desiderio di arrivare a Lui: Anna Marini
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