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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 9 AGOSTO 2025

4 agosto 2025

Alle pagine 8 e 9 de "La Stampa" di stamattina 4 agosto è uscita un'ampia, profonda e coinvolgente riflessione di Maurizio Maggiani (titolata "Il baratro dell'umanità"), di cui consiglio la lettura e la "meditazione". Ne riporto alcuni "occhielli" e la conclusione:
"La sospensione della coscienza ha fatto della Palestina e del mondo intero un immondo carcere in cui tutto può procedere";
"Non c'è nessuno al mondo che, esercitando ragione e volontà, possa nutrire una qualche speranza per la Palestina. E dico Palestina per dire la parte più cocente per il tutto";
"L'Umanità è un'illazione, una costruzione intellettuale, una medicina, madre feconda di molto agire di inestimabile valore, ma l'umanità non ha mai cessato di cogliere ogni occasione per farsi disumana";
"I lunghi anni della mia epoca fiorenti di tragedie, nonostante tutto sono stati anni in cui era pur lecita qualche speranza, il gran finale non era stato ancora scritto da nessuno, nemmeno tra il più potente tra i potenti";
"Si sono rotti tutti gli argini, alcuni al mio tempo poderosi, perché dilaghi l'indecenza, l'impunità, la menzogna, l'arbitrio";
"...credo che nel sistema carcerario italiano non resti praticamente nulla del dettato costituzionale, ridotto ad un inferno lambito qua e là da sparute chiazze di purgatorio; un luogo di puro supplizio e alienazione dove l'unico modo di sopravvivere, indistintamente per detenuti ed agenti di custodia, sia nella SOSPENSIONE DELLA COSCIENZA. E allora tutto può procedere. E non è forse questo, la sospensione della coscienza, il massimo gesto possibile di libero arbitrio, che basta a fare della Palestina e del mondo intero, perché la Palestina è sempre e comunque la parte per il tutto, un immondo carcere in cui tutto può procedere? Con una certezza, la coscienza non ha un interruttore che si possa spegnere e riaccendere, non è un abito che si possa portare in lavanderia."
Forse si dirà che è pessimismo "moralistico". Ma, onestamente, quali "argini" ci sono rimasti? Non ne vedo alcuno. Ho creduto che ci fosse nel messaggio profetico di Papa Francesco, nel miracolo da lui compiuto dell'identificazione dei valori cristiano-cattolici con i valori "laici" nella comune universalità della sofferenza umana, del Cristo NON "vincente, regnante e imperante", bensì sofferente, torturato, vilipeso: il Cristo degli ultimi e non dei primi.
Per me questo argine non c'è più: Leone XIV fa pendere la bilancia sui valori cristiano-cattolici e della Chiesa cattolica. Lo "spettacolo" del milione di "Papaboys" per il Giubileo dei giovani, conclusosi ieri a Roma non mi è, personalmente, piaciuto: ci ho visto (ma forse mi sbaglio) uno sfoggio di potenza, una "chiamata alle armi", seppur armi della pace e dell'amicizia. Papa Prevost è, a mio avviso, più simile a Papa Wojtyla: è più "occidentale " e "crociato". Si muove soprattutto al livello più alto della geopolitico, del gioco dei potenti e "prepotenti" della terra, lasciando sguarnito il livello più basso: quello, prediletto da Papa Bergoglio, dei sottoposti e "impotenti".


5 agosto 2025

Giorgia Meloni, attaccando i giudici del Tribunale dei Ministri, che hanno archiviato la sua posizione sul "caso Almasri", separandola da quella di due Ministri e un Sottosegretario, ha rivendicato a sé la piena responsabilità del loro operato, di cui ha affermato di esserne stata informata, pienamente consapevole e di averlo approvato. La nostra ineffabile Presidenta si dimentica che, allo scoppio del "caso", si è sottratta alla richiesta di risponderne in Parlamento, in quanto questione "tecnica" (di competenza dei relativi Ministri e Sottosegretario) e non "politica". Ora, invece, fa una disinvolta e spudorata capriola, ad uso della sua "crociata" contro la Magistratura (vedi Legge di Riforma costituzionale sulla Giustizia) e della "punzecchiatura" al governo Conte (che si sarebbe "dissociato" dal suo ministro degli Interni, Matteo Salvini. Oltre a questo, mi ha però colpito l' arroganza meloniana: mi ha ricordato un famoso discorso con cui Benito Mussolini, in difficoltà dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, si assunse la piena responsabilità di tale episodio: se ne vantò... e diede inizio alla dittatura". A parte il merito, è questa "postura" della Meloni che mi preoccupa.

Elena Drago Umberto Puccio c'è n'è ben donde, anche se lei è abbastanza furba da cambiare metodo, giusto quel tanto da non farcene accorgere


6 agosto 2025

Con la prima bomba atomica americana di ottanta anni fa è iniziata l'epoca del terrore atomico e dell'autodistruzione dell'umanità. Non è cambiato nulla, anzi siamo peggiorati. La forza, anche nucleare, domina il mondo e i rapporti tra Stati, sempre più numerosi quelli dotati dell'arma nucleare. Il Trattato sul "tetto" dei reciproci arsenali nucleari tra Stati Uniti e Federazione Russa è prossimo alla scadenza e non verrà certo rinnovato: la volontà attuale è al loro potenziamento. Basta confrontare le foto di Hiroshima il 7 agosto 1945 e di Gaza oggi per capire in che stato ci siamo ridotti, ANCHE SENZA USARE LA BOMBA ATOMICA.
"Commemorare" è ormai diventato esercizio di pura e ipocrita retorica: e dimostrazione di avvilente e umiliante impotenza...


7 agosto 2025

La violenta e minacciosa reazione di Giorgia Meloni alla denuncia al Tribunale Internazionale dell'Aia per complicità nel genocidio di Gaza, inoltrata da Fratoianni e Bonelli, ha evidenziato l'importanza (e la gravità!) della posta in gioco: le Riforme Costituzionali della Giustizia e del Premierato. La sua accusa alla Sinistra di usare strumentalmente la Giustizia per batterla, non riuscendoci per via politico-parlamentare può essere interpretata come un involontario riconoscimento di un effettivo pericolo. E comunque della possibilità di una sconfitta politica, che si cerca di esorcizzare con la populistica "rappresentazione" di una presunta "dittatura" dei giudici che vorrebbero sostituirsi ai legislatori e governanti. Sta di fatto che Giorgia Meloni alza la voce e assume sempre più atteggiamenti da "comando io!".
Certo che NON è Biancaneve e che le opposizioni NON sono i Sette Nani. E non è, purtroppo, "un Conte qualsiasi". Conte, in minoranza, si è, come vuole Costituzione, dimesso. Meloni vuole restare a vita, a costo di "dimettere" il Parlamento!


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RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


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  9 agosto 2025