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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 24 febbraio 2024

17 febbraio 2024

AA proposito di turpiloquio e di un termine ("stron..") molto usato sia nei rapporti interpersonali, sia nel dibattito politico, rilevo che chi si scandalizza di ciò, dovrebbe ricordarsi del Giuliano Ferrara e dei vari "picconatori" che agli inizi degli anni '90 hanno diffuso e imposto in TV e in tutti i mass-media il "politicamente scorretto".
Piccola, ma indicativa, curiosità: De Luca ha dato della "stron.." a Meloni e si è "meritato" la riprovazione universale. Giorni fa Biden ha dato dello "stron.." a Netanyahu e nessuno si è scandalizzato.
Certo, De luca non è Biden... ma insomma!

Luca Matulli
Capisco che tecnicamente sia la stessa parola, ma forse le differenze vanno ricercate altrove; Meloni non sta conducendo una guerra con 30mila vittime compresi bambini, e secondo, è una donna e proprio la sinistra ha lungamente rotto i maroni con politically correct e la menata del patriarcato.
Stride forte il silenzio delle donne di (pseudo) sinistra che a parti invertire sarebbero già in piazza a protestare con il bullismo machista, e non sarebbero mancati i triti riferimenti al fascismo 

Umberto Puccio
Caro Luca, la mia "notarella" era sull' uso di determinate parole (di turpiloquio e/o aggressive) e sulla "diversità" della reazione, a prescindere dalla persona che la usa. Hai completamente travisato il senso del mio discorso. Ma vedo che sei (proprio dal linguaggio che usi) un sostenitore irremovibile del "politicamente SCORRETTO". Un abbraccio (sperando di non romperti i c...).

Luca Matulli
Umberto   ma cosa dici? Semmai sono io che rompo 

Riccardo Ciampi
Non bisognerebbe mai offendere comunque de Luca non mi è mai piaciuto. 

Umberto Puccio
Appunto. La mia è una critica al turpiloquio, che, purtroppo, dagli inizi degli anni '90 è diventato la cifra predominante della comunicazione (più esattamente, "rissa"!). A prescindere dalle simpatie o antipatie personali.

Riccardo Ciampi
 il primo Sgarbi viene invitato apposta dai i presentatori per fare (spettacolo).


17 febbraio 2024

L' attenzione (in alcuni casi esagerata e "strumentale") ai molti gravi avvenimenti dell'ultimo mese ha messo la sordina ad un fatto accaduto il 31 gennaio scorso: Germania, Olanda e Polonia hanno firmato un Memorandum che istituisce tra questi tre Paesi una zona di libera circolazione e di passaggio per le persone aderenti, le truppe e i mezzi militari della NATO verso il confine Nordest dell'Europa. E' il prototipo di una specie di "Schengen militare" che il Segretario della NATO ha l'intenzione di estendere a tutti gli Stati UE confinanti con la Federazione Russa, accentuando e velocizzando così gli aiuti militari all' Ucraina. Questo Memorandum è estremamente indicativo (e, a mio avviso, preoccupante) di decisioni bilaterali (o multilaterali) dei singoli Stati della Ue, che scavalcano e si sostituiscono alle decisioni della Commissione europea.
L' altro aspetto preoccupante (e comunque contrario ad una Europa politicamente unita) è che la politica estera della UE rischia di identificarsi con quella della Nato.

Franco Isman
CHE è GUERRAFONDAIA !

Umberto Puccio
Sì, di fatto oggi la NATO, sotto il travestimento ideologico della "difesa della libertà e della democrazia occidentali", agisce per la continuazione e l'estensione della guerra". Il problema è che la politica estera di potenza e di estensione dei propri interessi degli Stati Uniti ha sempre usato il proprio potenziale militare (diplomatico e dei servizi segreti) per "esportare" la guerra. Quindi il ruolo degli USA nella NATO è IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE… 


19 febbraio 2024

Ciò che è successo a Firenze in quel cantiere edile per la costruzione di un supermercato della Esselunga, è il compendio del crollo morale e materiale della società italiana. Già Dante diceva, riferito all' Italia tardomedioevale e comunale, "Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?" Il Manzoni dei "Promessi sposi", riferendosi alla Lombardia secentesca (e, indirettamente, all'Italia ottocentesca) criticava le "grida" spagnole (oggi si direbbe l'eccesso e il bizantinismo delle leggi) e metteva alla berlina gli avvocati "azzeccagarbugli". Vien da pensare che poco o nulla sia cambiato.
L'irrisolto problema di fondo è quello del rispetto delle regole: o meglio, di ciò che fa sì che le regole non vengano di fatto applicate e rispettate. Facendo la tara della loro intricata e spesso ambigua formulazione, le Leggi trovano il primo ostacolo nell'inesistenza dei relativi Decreti attuativi, che sono ciò che rende effettivo il dispositivo di legge. Cioè le strutture, il personale che cura la loro applicazione e controlla che vengano rispettate.
Le regole sono la linfa di una società civile e di una democrazia.
Ma sono soprattutto la difesa della parte debole della cittadinanza, di chi ha meno potere economico-finanziario e, sotto questo aspetto, è "diseguale" rispetto a chi gestisce il potere economico e politico.
Se ci si domanda "Cui prodest" il non rispetto delle regole, la risposta mi pare evidente: a chi, sotto il paravento di Leggi formalmente giuste e democratiche, continua di fatto a fare i comodi suoi: o, comunque, a mantenere una situazione a lui favorevole.
Lascio l'individuazione di questo "chi" al lettore. Azzardo una risposta: alle corporazioni dominanti.
A proposito di "corporazioni", invito a riflettere su alcuni dati: in Italia il numero degli avvocati è di gran lunga superiore a quello degli altri Stati europei; la percentuale degli avvocati nel Parlamento italiani è la più nutrita. Fatta salva l'onestà e probità del singolo, sorge il dubbio che la farraginosità delle leggi a monte, sia, a valle, funzionale alla litigiosità, al moltiplicarsi delle cause civili e... alle parcelle degli avvocati! A pensar male...


20 febbraio 2024

Stamattina, all' Alta Corte di Londra si è aperta l'udienza per la decisione definitiva sull'estradizione del fondatore di Wikileaks Julian Assange negli Stati Uniti. Assange rischia una condanna sino a 175 anni di carcere per aver reso disponibili 700mila documenti secretati relativi alle azioni militari e diplomatiche degli Usa dal 2010. Assange, dal 2019, è detenuto nella prigione londinese di massima sicurezza di Belmarsh. Molti gli articoli che hanno menzionato il fatto e la figura del giornalista: la Deutsche Welle, il Fatto Quotidiano, Avvenire, il Corriere della Sera.
Auspico che i mass-media, i politici e l'opinione pubblica nazionale e internazionale seguano gli esiti di questo processo con la stessa partecipazione e intensità emotiva con cui hanno appreso e stigmatizzato l'assassinio del dissidente russo Navalny. A prescindere dalle differenze dei due casi e dei due Stati coinvolti, si tratta pur sempre della libertà di informazione e di denuncia, della incolumità del giornalista. Si tratta del rispetto di uno dei diritti fondamentali dell'uomo, a prescindere dalla configurazione politico-istituzionale degli Stati, democratica o dittatoriale che essa sia. Nel passato, le reazioni a violazioni simili sono state molto diverse: non mi risulta un'indignazione universale per l'assassinio di Khashoggi da parte dei sicari sauditi (che fece allora Renzi?); o per quello di Regeni da parte dei Servizi segreti di Al-Sisi (dittatore!?); o per i giornalisti incarcerati nella Turchia di Erdogan (dittatore!?); o, infine, per i giornalisti morti nella striscia di Gaza.
Ho sentito in questi giorni molti esprimere la stessa mentalità nei confronti delle donne che esercitano il loro diritto alla libertà personale (anche di abbigliamento!) e che per questo sono assassinate: "se la sono cercata!". Meglio non disturbare il can che morde! Sta di fatto che oggi, sotto qualsiasi luna il mestiere del giornalista libero (e non "ingaggiato"!) è molto, molto pericoloso.


21 febbraio 2024

Ultim'ora: la Farnesina ha convocato l'ambasciatore saudita per chiarimenti sulla morte di Khashoggi.
Ohpps: scusate il refuso: la Farnesina ha convocato l'ambasciatore russo per chiarimenti sulla morte di Navalny.
Ca va sans dire!


22 febbraio 2024

Ho notato che anche i commentatori più "equilibrati", nel parlare delle vicende di Navalny e di Assange, riducano le differenze tra i vari articoli e le varie prese di posizione a espressione della logica di parte, della contrapposizione tra guelfi e ghibellini, del bene contro il male (in cui il bene è sempre quello della propria "parte"). Che ciò si verifichi è un dato di fatto: ed è la constatazione della preoccupante e pericolosa affermazione della logica di guerra.
Mi permetto, però, di suggerire di non cadere, involontariamente, nell'errore di attribuire questa logica anche a chi esamina e commenta questi due avvenimenti secondo una logica diversa. cioè quella della "terzietà", del rifiuto dei "due pesi, due misure", della difesa del diritto alla libertà di espressione, di stampa e di dissenso anche politico. A prescindere dalle differenze (che ci sono) tra i due casi, chiedere un ugual indignato coinvolgimento e un'ugual riprovazione sia per la morte di Navalny, sia per la condanna al carcere di Assange è il rifiuto della logica di parte.
Mi sembra invece che siamo tornati al periodo delle guerre di religione e della Controriforma: del "fine giustifica i mezzi". Cioè del fine "buono" che giustifica e legittima qualsiasi mezzo "cattivo".
Penso (e spero di non essere il solo) che la democrazia si identifica, ed è giustificata, nei mezzi, cioè nei modi delle relazioni umane, sanciti dalla Costituzione. La difesa dei diritti umani vale in tutte le situazioni: è una condizione della loro universalità. La loro violazione va contrastata e condannata: sia che avvenga in Arabia Saudita, o in Iran, o in Egitto, o in Italia, o a Gaza, o in Israele, o negli Stati Uniti, o nella Federazione Russa. Nelle "dittature" o nelle "democrazie".
A meno che questa universalità sia nei fatti disattesa e fatta valere solo per una parte dell'umanità. Quella che si considera "buona".


22 febbraio 2024

Ho avuto la (s)fortuna di vedere (a "Tagadà" di oggi, 22 febbraio) l'intervista a Marco Minniti. Devo prendermela con il mio inguaribile masochismo. Ormai dovrei mettermi l'animo in pace e non continuare a sorprendermi del fatto che, di fronte ai discorsi di Minniti (e alla sua lunga storia politica e governativa) gli elettori hanno votato e continueranno a votare Meloni (meglio l'originale, che si presenta come nuovo, della copia vecchia e autoscreditatasi!). E continuare a sorprendermi anche perché Schlein rischi il flop se nel Partito di cui è segretaria rimangono personaggi politici come Minniti. La posizione espressa da Minniti sulla guerra in Ucraina è di un ultraatlantismo che farebbe scomparire lo stesso Kissinger. Del resto Minniti di servizi segreti e di "intelligence" se ne intende, avendo avuto la delega come sottosegretario per i servizi segreti in vari governi passati (Letta e Renzi); ed essendo presidente della fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis), di cui Cossiga era presidente onorario. Cossiga e "Gladio: remember?


23 febbraio 2024

Si dice che continuano a Parigi le trattative tra Hamas e Israele per una tregua. Hamas dovrebbe liberare tutti gli ostaggi ancora nelle sue mani. In cambio Israele libererebbe le migliaia di palestinesi reclusi nelle sue carceri prima e dopo il 7 ottobre. Se si considera che da quella data ad oggi centinaia di palestinesi di Gerusalemme Est e della Cisgiordania sono stati imprigionati (e alcuni anche uccisi), mi risulta poco chiaro quale sarebbe l'interesse di Hamas a questo scambio: a meno che non sia segretamente assicurato alle milizie rimanenti un lasciapassare verso uno Stato arabo disposto ad accoglierle. Quale? Egitto? Qatar? Arabia Saudita? E le migliaia di palestinesi scarcerati, dove andrebbero? Resterebbero nella Cisgiodania "occupata" e passibili di essere nuovamente incarcerati?
Ciò che avverrà prima dell'inizio del Ramadam, risponderà a questi miei interrogativi. Data la posizione esplicitata dal Governo israeliano, ho timore che le risposte non saranno favorevoli ai palestinesi.

IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
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SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie


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  24 febbraio 2024