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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 30 AGOSTO 2025

25 agosto 2025

A sentire e vedere le "ultime" nei media, nei social, insomma nell'universo delle miriadi, spesso contradditori, di "input", di cui è estremamente difficile, se non quasi impossibile, controllare la validità e affidabilità, mi prende una sensazione di sgomento e inutilità. A che pro commentare, se la mia voce finisce per essere triturata e mescolata insieme ad altre milioni di voci nel calderone dell' universo mediatico, sotto il controllo degli algoritmi dell' Intelligenza Artificiale, nuovo onnipotente, "infallibile", ossequiato e idolatrato Moloch della dis-umanità contemporanea. Mi sembra invero di essere un sopravvissuto in un mondo di alieni. appartengo infa tti all' ultima generazione che ha imparato a scrivere su carta e quaderni con la penna e l'inchiostro, a comunicare per lettera o a viva voce, a considerare il telefono come mezzo di comunicazione "straordinario", da usare solo in caso di "necessità ed urgenza" (come i Decreti Legge!). Ancora ci si confrontava con individui in carne ed ossa, con la loro prepotenza, arroganza, forza ed anche violenza, però "limitate" e più o meno contendibili. Con questi individui in carne ed ossa ci si poteva confrontare, ragionare, giungere ad un compromesso, ad una condivisione. Oggi siamo in rapporto con un tutto impersonale e lontano, indifferente, per cui siamo dei numeri (nelle chiamate"!) a cui accediamo tramite comunicazioni digitali. Insomma c'è un sistema fuori di noi in quanto individui in carne ed ossa, ma di cui noi facciamo parte (direi, PASSIVA e SOTTOPOSTA!) e contro cui è vano combattere, in quanto muro invisibile e immateriale. L'"involuzione", se si vuol "filosofare", è cominciata con l'Ulisse omerico, che si è definito "Nessuno" (cioè, individuo dalle molteplici "identità", a seconda dell'interesse contingente), per arrivare al pirandelliano "Uno, nessuno, centomila". Oggi saimo andati oltre Pirandello: la nostra identità individuale non esiste più in quanto realtà concreta unitaria: essa si è dissolta in una miriade di identità fasulle, "fuori di noi" e di cui non abbiamo il minimo controllo. Una volta il nostro sapere e potere, anche se (e per il fatto che!) limitati e circoscritti, erano da noi dominati ed inseriti nella unità e compiutezza della nostra persona e della nostra storia individuale. Oggi, TUTTO è "fuori di noi": del tutto estraneo ed ostile. Siamo diventati, senza accorgersene, degli alieni in Terra.

Patrizia Visconti
Quanto hai ragione!

Umberto Puccio
Patrizia Visconti, vorrei non averla... e poter sperare in un nuovo (e piu "completo" e "avanzato"!) umanesim, ma tant' è... Bisogna ammettere che stiamo tornndo indietro: molto indietro, a mio avviso. 


28 agosto 2025

A pag.3 del quotidiano trentino "il T" di stamattina, 28 agosto, mi ha colpito "L'OPINIONE" di Valeria Parolari, intitolato "Parità, famiglia e vita: l'esempio norvegese", in cui l'autrice riferisce ciò che ha visto ad Oslo, della società e dello stile di vita norvegesi. Mi ha colpito, perché non ho potuto far a meno di confrontare quella realtà norvegese, cosi efficacemente descritta, con quella di Milano (o di Roma!) e dell'Italia, così come emergono quotidianamente. Il contrasto tra le due realtà non potrebbe essere più stridente e a nostro discapito. Ancor più falso e meschino appare il discorso autocelebrativo (ma anche ripetitivo: le "tre grandi Riforme, l'ennesimo attacco alla Magistratura e ai giudici "di sinistra" della nostra ineffabile Presidenta del Consiglio a chiusura del Meeting di Comunione e liberazione a Rimini. Certo, Milano non è Oslo; e l'indebitata e poverissima Italia NON è la piccola (in quanto ad abitanti) e ricchissima Norvegia. Ma vorrei concludere, riportando la fine dell'articolo di Valeria Parolari: "E allora la domanda vera è: QUANDO cominceremo a costruire anche noi un Paese che non lascia indietro nessuno?"


29 agosto 2025

Alcuni avvenimenti nello scacchiere internazionale meritano un'attenta considerazione e un'approfondita riflessione. Il consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato, su proposta degli USA e di Israele, la fine della missione UNIFIL nel sud del Libano al confine con Israele. L'IdF continua a restare in territorio libanese, malgrado gli accordi che ne prevedevano il ritiro. Due soldati dell'esercito libanese sono stati uccisi da droni israeliani. Israele bombarda Beirut a suo piacimento, con la scusa della presenza di terroristi Helzbollah. Di fatto, in Libano la guerra continua. Israele bombarda massicciamente lo Yemen e la sua capitale, San'a', da cui i "ribelli" houthi lancerebbero missili contro il territorio israeliano. Sarebbe stata distrutta la sede del governo houthi nel centro della città e ucciso il suo Premier. Naturalmente, non si fa menzione di quante altre vittime "civili" abbia causato questo bombardamento. Ciò fa riflettettere sulla dolosa parzialità delle notizie: come nel caso della guerra russo-ucraina, si pubblicizzano le vittime di una parte, ma si tace della risposta (i bombardamenti nel territorio yemenita o russo) e delle vittime da essa causate. Eppure, non dovrebbero esistere morti di serie A (da sbandierare) e morti di serie B (da ignorare). Sotto silenzio è la situazione della Siria, in cui continua la "conquista" israeliana a Sud (con bombardamenti della stessa Damasco) e l'"espansione" turca a Nord. Non si sa più nulla dell'enclave curda al confine con la Turchia, dove erano RECLUSI, SOTTO CUSTODIA CURDA i terroristi dell'ISIS. L'UE si appresta a varare il DICIANNOVESIMO piano di sanzioni contro la Federazione Russa. Germania, Polonia e Paesi Baltici varano piani di armamenti. Ritornano le sanzioni contro l'Iran. Insomma, l'orizzonte internazionale è sempre più cupo. Guerra, bombardamenti, armi, sanzioni: nient'altro sotto il nostro cielo...


30 agosto 2025

Mi sono sempre chiesto a cosa è principalmente dovuta questa "regressione" bellicista, questa psicosi di guerra, di necessità di super armarsi che sembra avere, come un virus, infettato in maniera particolare l'Europa intera, ma anche il resto del mondo. Le risposte, che si sono abbozzate e superficialmente, a mio avviso, accettate dal "mainstream" prevalente, mi sembrano o troppo generiche; oppure parziali e riduttive. Si dice che tutto è cambiato all'avvento del nuovo millennio con la fine della "pax americana". E, per l'Europa, l'aggressione russa all'Ucraina, avrebbe causato la fine degli 80 anni di pace postbellica e della lunga, spensierata ed egoistica "ricreazione" del welfare europeo, così da imporre un necessario rientro alla dura scuola della guerra e delle armi, come PUNIZIONE e RISARCIMENTO di quei presunti otto decenni di ricreazione.
Mi azzardo a fornire una mia ipotesi di risposta: non è forse questa falsa ed ingannevole rappresentazione di un ottantennio di pace, in cui ci saremmo, noi europei, cullati; propagandata, accettata e introiettata da TUTTI; avallata anche dalle più prestigiose e autorevoli personalità (in primis, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella), ad essere la radice profonda di questa "regressione"? Storicamente falsa è, infatti, questa rappresentazione. Ed è spiazzante, nella sua contradditorietà, il Mattarella Presidente della Repubblica affermante l'ottantennio di pace in Europa; è il Mattarella, Ministro della Difesa del governo D'Alema, che, all'interno di questo ottantennio, ha fatto la guerra alla Serbia e bombardato Belgrado. Eppure, Belgrado e la Serbia ERANO (e sono!) Europa. Così come Europa era la Francia che faceva la guerra contro l'indipendenza dell'Algeria; o il Regno Unito, contro i "terroristi" dell'IRA irlandese; o la Spagna, contro gli indipendentisti baschi dell'ETA (Euskadi Ta Askatasuna); o la Germania, contro i terroristi della "Rote Armee Fraktion"; o la stessa Italia, contro le Brigate Rosse. Si dirà che quelle non erano guerre vere e proprie, nel senso tradizionale del termine: in verità già da allora (e dallo stesso secondo conflitto mondale) guerra "tradizionale", guerra civile, conflitto etnico-religioso, conflitto ideologico-politico e terrorismo si sono inscindibilmente mescolati. In realtà la seconda guerra mondiale non è mai finita: abbiamo continuato a farla anche FUORI dell'Europa, come se non ci riguardasse e non ne fossimo indirettamente coinvolti e responsabili. Abbiamo inoltre modificato la natura e le caratteristiche della guerra stessa. Non dobbiamo quindi "pentirci" e "pagare" per una pace che non c'è mai stata. La "bufala" bellicista e guerrafondaia andrebbe una buona volta sbugiardata. Una pesante responsabilità si assume chi, in buona o cattiva fede, continua ad alimentarla, magari invocando retoricamente (e ipocritamente!) la pace stessa.


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RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


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