
Favole e Filastrocche
per bambini, i loro genitori e nonni
Tredicesima puntata
Testi di Giacomo Scotti, disegni di Enrico Mason e Narima Mason
Un bambino mi chiede:
Le favole, che cosa sono?
Sono un poco di fantasia per farti pił buono.
Sono un piccolo dono in prosa o in poesia.
Le mie piccole favole in versi sono i sorrisi tuoi che qui dispersi.
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LE FAVOLE
dedicato a voi tutti e in particolare
ai bambini e alle bambine della Palestina e di Israele
Umberto De Pace, Patrizia Zocchio, Giuseppe Biassoni |
dalla raccolta

VIAGGIO NEGLI ABISSI DEL MARE
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Nello sterminato regno dei mari,
in quell'impero di incanti
dall'Equatore ai Poli,
i pesci non sono soli.
Molti altri, tanti,
i più strani abitanti
si aggirano in quei mondi
dalle coste agli abissi più profondi.
Un universo intero si nasconde
giù giù sotto le onde
con praterie, foreste immense e monti,
senz'albe nè tramonti.
È un continuo guizzare, brulicare
in quei mondi di mare
dove, tra singolari mostri orrendi,
vivono innumerevoli
esemplari stupendi.
Dall'Oceano Indiano ai mari sotto i ghiacci
vivono giardini di fiori viventi.
Esseri di tutte le specie
si annidano in neri crepacci,
su rocce fosforescenti,
dentro i meravigliosi
palazzi dei coralli,
in cieli luminosi,
in caverne profonde e lunghe valli.
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Nessuno potrà contare
gli abitatori del mare,
nè percorrerli tutti quei sentieri
che corrono nel fondo degli oceani,
nè penetrarli tutti quei misteri
di un mondo ancora quasi sconosciuto
di un immenso popolo muto.
Eppure uomini arditi sono scesi,
alla vita sospesi,
nel seno più profondo
di quel liquido mondo.
Ed hanno visto in quelle acque infinite,
in quelle distese fiorite,
le più straordinarie meraviglie.
Hanno visto avverarsi le favole
di pesci e di conchiglie.
Nelle acque calme e nere
hanno visto le schiere
delle Asterie raggianti,
delle Nappe striscianti,
dei Ciclostomi dorati,
dei crostacei iridati.
Tra serpenti marini che sfrecciano
e stelle adagiate sui muschi,
si annidano i molluschi,
i giganteschi polipi e i paguri.
In quegli abissi oscuri
si svelano alla vista
segni animati d'oro e di ametista,
di smeraldo e topazio, di rubino...
La notte si trasforma in un mattino.
A ogni passo splendori
e colori, colori...
quelli sgargianti delle Esplanarie
e delle Meandrine,
le fragili campanule bianche e turchine
delle Fisalie vestite da sposa,
nastri e festoni di avorio e rosa
delle Nullipore...
L'Isabella dorata, verde e violetta
disputa la sua preda alla Civetta
nera e gialla.
Tra una Gorgonia e un pesce farfalla
ecco appare e scompare
la favolosa Seppia e accende il mare
di sprazzi luminosi e di scintille.
Ed altre luci accendono
miliardi di pupille.
In quelle che a noi sembrano
tenebre eterne,
sinistri abissi minacciosi e truci,
i crepacci, i cespugli e le caverne
sono pieni di luci.
Anche nel firmamento
delle acque più tenebrose
splendono luminose
le meravigliose sfere lunari
delle Cinzie dei mari.
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IL VENTO NELLA BAIA
Venuto dall'oceano tempestoso,
in una baia il vento si fermò.
Guardò quel mare piccolo,
azzurro e luminoso,
e se ne innamorò.
Pensò: Questo è il mio mare
e qui voglio restàre.
Era una rada bella,
con barche e pescatori,
chiusa quasi a tenaglia
fra due promontori.
Più il vento la guardava,
più se ne innamorava.
Poi prese a soffiare
così cantando al mare:
Amo i tuoi lidi, la ghiaia
dei tuoi fondi, e gli approdi.
Io t'amo in cento modi!
Io t'amo a cento nodi!
Amo i tuoi pesci rapidi
ed ogni tua conchiglia.
Io t'amo a cento miglia!
Così dicendo, il vento
si spandeva, cresceva,
e dando sfogo al cuore
soffiò con più vigore.
Il mare ne fu scosso,
e fu mosso, agitato,
anch'esso innamorato
ma un po' sgomento.
E sospirando disse, disse al vento:
Lo sai che t'amo anch'io,
o fresco vento mio.
Ma sono un'insenatura,
un golfo, una rada,
e un vento violento mi fa paura.
Perciò, sta attento,
non soffiare forte.
La tua furia potrebbe portare
la rovina e la morte.
Sarei mare senza sponde
se non ci fosse la terra;
sarei mare senza le onde
se non ci fossi tu
che porti la freschezza;
ma senza uomini e barche
sarei deserto, un mare di tristezza.
Il vento ascoltò il mare,
si fece quieta brezza.
E, sempre innamorato, da quel giorno,
alitando, carezza
il mare e la costiera tutta intorno.
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26 gennaio 2025
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