11 marzo 2024
Alcune considerazioni sul risultato delle elezioni regionali in Abruzzo:
L'aumento delle astensioni (all'opposto delle precedenti elezioni in Sardegna): il "non voto può derivare da vari fattori: disinteresse e sfiducia nella politica; insoddisfazione nei confronti di chi ha governato e non soddisfatto particolari interessi locali; insufficiente "appeal" dei candidati presidenti e consiglieri; mancanza, in TUTTE le coalizioni e le liste, di una offerta politica credibile e coinvolgente.
Risulta estremamente difficile stabilire quale di questi fattori abbia giocato e quale dei due "schieramenti" abbia favorito o danneggiato.
Un elemento le due elezioni (in Sardegna e in Abruzzo) avevano in comune: erano entrambe una sfida alla precedente coalizione di governo. Quindi, per gli "sfidati", un giudizio su come avevano governato; per gli "sfidanti", non avendo governato, la capacità di presentare una proposta politica organica e convincente, nonché candidati affidabili, localmente conosciuti e apprezzati.
A mio parere, una delle ragioni della "vittoria" in Sardegna e della "sconfitta" in Abruzzo della coalizione di sinistra, oltre alla diversità del sistema elettorale e i diversi comportamenti della coalizione di centro-destra, sta nella presenza in un caso e nell'assenza nell' altro di una proposta organica e convincente, espressione di una convergenza delle forze politiche proponenti.
In Sardegna, la sinistra ha "vinto;" senza il "Terzo Polo"; in Abruzzo, ha perso con il "Terzo Polo". Che credibilità può avere una coalizione in cui due componenti non solo si odiano, ma considerano un terzo (il M5S) del tutto incompatibile e di cui hanno sempre detto (e continuano a dire) peste e corna.
Questa che si è presentata come un'accozzaglia non penso possa motivare al voto gli indecisi. E penso anche che questo "campo larghissimo" non si debba ripetere. "Errare, humanum est; perseverare, diabolicum"!
Ma questa è una mia contestabile opinione.
13 marzo 2024
Il 13 marzo 2013 Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa con il nome di Francesco. Questo undicesimo anniversario, rispetto ai precedenti, è passato un po' in sordina. Solo sul "Corriere della sera" del 14 marzo Aldo Cazzullo ha pubblicato un'anteprima del libro autobiografico di Papa Francesco "La mia storia nella Storia", di prossima uscita.
In effetti Papa Francesco è stato sin dall'inizio del suo pontificato un personaggio scomodo e in certo qual modo "scandaloso" (in senso evangelico!) e "rivoluzionario": sino ad essere definito "comunista" e "anticristo". Paradosso nei confronti di chi si richiama allo spirito e alla lettera del messaggio di Gesù e dei Vangeli.
Si capisce che il suo no alla guerra (a tutte le guerre) e il suo impegno concreto per la pace hanno dato fastidio, quando è scoppiata la guerra in Ucraina e tra Israele, Hamas e i Palestinesi e quindi si è affermata la logica del "da che parte stai". Logica che il Papa, per sua natura non può accettare e contro cui si è sempre adoperato.
È partito un tiro incrociato, sia da parte israeliana (ed anche delle Comunità Ebraiche in Europa), sia da parte di Zelensky, della Chiesa ucraina e dallo stesso Segretario generale della Nato. Si è aggiunto anche il Nunzio Apostolico in Ucraina, che ha implicitamente criticato Bergoglio.
Giorni fa è stata trasmessa alla TV la parte finale di un' intervista (fatta a FEBBRAIO, ma come se fosse data 48 ore prima) ad una TV svizzera, in cui Papa Francesco, rispondendo all'intervistatore che aveva usato la metafora della "bandiera bianca", ha affermato che è un atto di coraggio alzare bandiera bianca per arrivare ad una tregua ed ad una trattativa tra i due contendenti.
Si è, volutamente e pregiudizialmente, voluto distorcere e travisare la frase del Papa, facendola apparire come un sostegno ad una resa incondizionata da parte dell'Ucraina all'invasore e dittatore Putin. Mi sembra evidente, dato quanto chiaramente e decisamente affermato da Papa Francesco da undici anni ad ora, che questa "interpretazione" sia in malafede.
Ed anche preoccupante, perché indizio di un generale indirizzarsi (non solo del mondo "occidentale") verso la guerra e il riarmo. Chi concretamente si adopera per un negoziato tra le parti? Erdogan? Lo stesso Macron, che si era attivato in questa direzione, ha fatto una clamorosa inversione ad U, diventando il paladino dell'armamento della UE e prospettando l'ipotesi di contingenti militari dei Paesi UE nel territorio ucraino, cioè sul campo di battaglia.
Non che "consiglieri" e "addestratori" americani ed europei non ci siano già da tempo in Ucraina. Una notizia, non smentita, apparsa tempo fa sul "New York Times" rivelava la presenza di ben dodici basi sotterranee della CIA in territorio ucraino, la prima dopo la rivoluzione di Piazza Maidan.
L' imminenza delle elezioni sia in Europa, sia negli Stati Uniti (e quindi la gara propagandistica a chi mostra di più i muscoli) può essere una spiegazione plausibile, ma, a mio avviso, poco rassicurante.
Sta di fatto che, allo stato attuale, Papa Francesco appare desolatamente solo. E chi si azzarda a sostenerlo viene tacciato di "ultrapacifismo".
15 marzo 2024
Anche se accadono cose molto più gravi (nuovi naufragi e morti annegati nel Mediterraneo; Von der Leyen e Meloni che vanno in Egitto da Al Sisi; pericolose e irresponsabili minacce reciproche da parte dei due "schieramenti" della guerra in Ucraina; Netaniahu che non sembra volersi fermare nel suo progetto di distruzione totale di Gaza), è un diversivo la tragicommedia della scelta del candidato alle prossime elezioni regionali in Basilicata nel "campo" alternativo alla coalizione governativa.
Della serie: "Facciamoci del male!". Non si capisce perché Calenda e Renzi, che ritengono che al centro "si aprono praterie", non provino a percorrerle; e che le altre forze di questo "campo" non augurino ai due buona fortuna.
Prodi richiama all'unità più larga possibile, per "vincere" le elezioni. Ma l'esperienza dell'Ulivo non è più riproducibile.
Se il "campo alternativo" non si dà, su temi concreti (lavoro e difesa degli sfruttati e malpagati, nonché del diritto universale alla salute e all'istruzione), una ben precisa identità di sinistra, non proverà mai a scoprire quanto "larghissimo" potrebbe essere questo campo.
IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA
 |
SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
SABATO 09.12.2023
SABATO 16.12.2023
SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024
SABATO 20.01.2024
SABATO 27.01.2024
SABATO 03.02.2024
SABATO 10.02.2024
SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024
SABATO 02.03.2024
SABATO 09.03.2024
SABATO 16.03.2024
RIFLESSIONI
 |
1
Riflessioni
2
Principi irrinunciabili
3
Tesoretto
4
La scuola
5
Catalogna e affini
6
Competenze
7
Identità e diversità
8
Identità e diversità 2
9
Igiene lessicale
10
Democrazia
11
Anniversari
12
Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13
Popolo!
14
Né patria, né matria, FRATR
ÍA
15
L'ipocrita polemica sulle fake news
16
Il discorso di Fine d'anno
17
Neologismi
18
La retorica dell'anniversario
19
Smartphonite
20
C'era una volta il dialogo!
21
La crisi istituzionale che viene da lontano
22
Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23
Le parole della politica: autonomia
24
Europa ed europeismo
25
La Svolta
26
Le parole della politica: "statalismo"
27
Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28
Utopia
29
Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30
Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31
L'insegnamento delle pandemia
32
Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33
"Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34
Homo insaziabilis
35
Le parole della politica: "purtroppo"
36
Economia e Politica
37
Politica e Giornalismo politico
38
Parlamento e Governo
39
"Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40
Le parole della politica: competenza, competente
41
Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42
Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
44 Kabul, l'America e l'Europa
45 Julian Assange
46 Astensionismo
47 Delega fiscale
48 La destra coerenza di Renzi
49 Successo o bla bla bla ?
50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 Privatizzare
58 Guerra, pace e pacifismo
59 Il PD prossimo venturo
60 La rivoluzione di Bergoglio
61 Quirinale: il gioco dell' oca
62 Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 La riforma della Costituzione
64 Presidenzialismo alla francese?
65 Il caso Rovelli
66 Il Presidente e l'etnia
67 Festa della Repubblica
68 Tutti i nodi vengono al pettine
69 "Modificavit ridendo mores"
70 Oligarcomachia
71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 Fuoco incrociato
74 Gianni Vattimo
75 Onnipotenza della tecnologia?
76 A quale scopo?
77 Logica duale
78 Le parole della politica
79 Antisemitismo
80 In margine ad alcuni articoli
81 Premierato
82 Quante storie
Condividi su Facebook
Segnala su Twitter
EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net
Commenti anonimi non saranno pubblicati
2 marzo 2024