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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 16 marzo 2024

11 marzo 2024

Alcune considerazioni sul risultato delle elezioni regionali in Abruzzo:
L'aumento delle astensioni (all'opposto delle precedenti elezioni in Sardegna): il "non voto può derivare da vari fattori: disinteresse e sfiducia nella politica; insoddisfazione nei confronti di chi ha governato e non soddisfatto particolari interessi locali; insufficiente "appeal" dei candidati presidenti e consiglieri; mancanza, in TUTTE le coalizioni e le liste, di una offerta politica credibile e coinvolgente.
Risulta estremamente difficile stabilire quale di questi fattori abbia giocato e quale dei due "schieramenti" abbia favorito o danneggiato.
Un elemento le due elezioni (in Sardegna e in Abruzzo) avevano in comune: erano entrambe una sfida alla precedente coalizione di governo. Quindi, per gli "sfidati", un giudizio su come avevano governato; per gli "sfidanti", non avendo governato, la capacità di presentare una proposta politica organica e convincente, nonché candidati affidabili, localmente conosciuti e apprezzati.
A mio parere, una delle ragioni della "vittoria" in Sardegna e della "sconfitta" in Abruzzo della coalizione di sinistra, oltre alla diversità del sistema elettorale e i diversi comportamenti della coalizione di centro-destra, sta nella presenza in un caso e nell'assenza nell' altro di una proposta organica e convincente, espressione di una convergenza delle forze politiche proponenti.
In Sardegna, la sinistra ha "vinto;" senza il "Terzo Polo"; in Abruzzo, ha perso con il "Terzo Polo". Che credibilità può avere una coalizione in cui due componenti non solo si odiano, ma considerano un terzo (il M5S) del tutto incompatibile e di cui hanno sempre detto (e continuano a dire) peste e corna.
Questa che si è presentata come un'accozzaglia non penso possa motivare al voto gli indecisi. E penso anche che questo "campo larghissimo" non si debba ripetere. "Errare, humanum est; perseverare, diabolicum"!
Ma questa è una mia contestabile opinione.


13 marzo 2024

Il 13 marzo 2013 Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa con il nome di Francesco. Questo undicesimo anniversario, rispetto ai precedenti, è passato un po' in sordina. Solo sul "Corriere della sera" del 14 marzo Aldo Cazzullo ha pubblicato un'anteprima del libro autobiografico di Papa Francesco "La mia storia nella Storia", di prossima uscita.
In effetti Papa Francesco è stato sin dall'inizio del suo pontificato un personaggio scomodo e in certo qual modo "scandaloso" (in senso evangelico!) e "rivoluzionario": sino ad essere definito "comunista" e "anticristo". Paradosso nei confronti di chi si richiama allo spirito e alla lettera del messaggio di Gesù e dei Vangeli.
Si capisce che il suo no alla guerra (a tutte le guerre) e il suo impegno concreto per la pace hanno dato fastidio, quando è scoppiata la guerra in Ucraina e tra Israele, Hamas e i Palestinesi e quindi si è affermata la logica del "da che parte stai". Logica che il Papa, per sua natura non può accettare e contro cui si è sempre adoperato.
È partito un tiro incrociato, sia da parte israeliana (ed anche delle Comunità Ebraiche in Europa), sia da parte di Zelensky, della Chiesa ucraina e dallo stesso Segretario generale della Nato. Si è aggiunto anche il Nunzio Apostolico in Ucraina, che ha implicitamente criticato Bergoglio.
Giorni fa è stata trasmessa alla TV  la parte finale di un' intervista (fatta a FEBBRAIO, ma come se fosse data 48 ore prima) ad una TV svizzera, in cui Papa Francesco, rispondendo all'intervistatore che aveva usato la metafora della "bandiera bianca", ha affermato che è un atto di coraggio alzare bandiera bianca per arrivare ad una tregua ed ad una trattativa tra i due contendenti.
Si è, volutamente e pregiudizialmente, voluto distorcere e travisare la frase del Papa, facendola apparire come un sostegno ad una resa incondizionata da parte dell'Ucraina all'invasore e dittatore Putin. Mi sembra evidente, dato quanto chiaramente e decisamente affermato da Papa Francesco da undici anni ad ora, che questa "interpretazione" sia in malafede.
Ed anche preoccupante, perché indizio di un generale indirizzarsi (non solo del mondo "occidentale") verso la guerra e il riarmo. Chi concretamente si adopera per un negoziato tra le parti? Erdogan? Lo stesso Macron, che si era attivato in questa direzione, ha fatto una clamorosa inversione ad U, diventando il paladino dell'armamento della UE e prospettando l'ipotesi di contingenti militari dei Paesi UE  nel territorio ucraino, cioè sul campo di battaglia.
Non che "consiglieri" e "addestratori" americani ed europei non ci siano già da tempo in Ucraina. Una notizia, non smentita, apparsa tempo fa sul "New York Times" rivelava la presenza di ben dodici basi sotterranee della CIA in territorio ucraino, la prima dopo la rivoluzione di Piazza Maidan.
L' imminenza delle elezioni sia in Europa, sia negli Stati Uniti (e quindi la gara propagandistica a chi mostra di più i muscoli) può essere una spiegazione plausibile, ma, a mio avviso, poco rassicurante.
Sta di fatto che, allo stato attuale, Papa Francesco appare desolatamente solo. E chi si azzarda a sostenerlo viene tacciato di "ultrapacifismo".


15 marzo 2024

Anche se accadono cose molto più gravi (nuovi naufragi e morti annegati nel Mediterraneo; Von der Leyen e Meloni che vanno in Egitto da Al Sisi; pericolose e irresponsabili minacce reciproche da parte dei due "schieramenti" della guerra in Ucraina; Netaniahu che non sembra volersi fermare nel suo progetto di distruzione totale di Gaza), è un diversivo la tragicommedia della scelta del candidato alle prossime elezioni regionali in Basilicata nel "campo" alternativo alla coalizione governativa.
Della serie: "Facciamoci del male!". Non si capisce perché Calenda e Renzi, che ritengono che al centro "si aprono praterie", non provino a percorrerle; e che le altre forze di questo "campo" non augurino ai due buona fortuna.
Prodi richiama all'unità più larga possibile, per "vincere" le elezioni. Ma l'esperienza dell'Ulivo non è più riproducibile.
Se il "campo alternativo" non si dà, su temi concreti (lavoro e difesa degli sfruttati e malpagati, nonché del diritto universale alla salute e all'istruzione), una ben precisa identità di sinistra, non proverà mai a scoprire quanto "larghissimo" potrebbe essere questo campo.


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

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SABATO 16.03.2024

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie


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  2 marzo 2024