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RIFLESSIONI
L'insegnamento della Pandemia
Umberto Puccio


Si è molto disquisito sui possibili effetti "positivi" della Pandemia Covid 19, sugli "insegnamenti" che se ne potrebbero trarre per il singolo individuo e per la comunità nazionale e mondiale. Spesso in modo ipocritamente retorico, con un finto "mea culpa" che non implica il cambiamento dei comportamenti futuri: secondo la inveterata mentalità cattolica della confessione/pentimento per i peccati del passato e del continuare a peccare nel futuro!

Si è detto che la Pandemia ci avrebbe insegnato la necessità di contrastare i cambiamenti climatici e di difendere l'ambiente per la sopravvivenza stessa della specie umana. Tutti gli studi storici hanno dimostrato il rapporto tra cambiamenti climatici e verificarsi di epidemie e pandemie. Certo, un' evidenza e consapevolezza storico-scientifica si è trasformata, grazie all' attuale Pandemia, in sentimento comune, in introiezione del tutto emotiva, non filtrata ed elaborata razionalmente in modo da tradursi in conseguenti e adeguati comportamenti pratici: cioè in un cambiamento radicale del cosiddetto "paradigma".

L'uso di espressioni quali "ripartenza", "resilienza", "ritorno alla normalità" indica la persistenza di una risposta conservativa, della precedente "normalità", del precedente paradigma. Il cambio di paradigma (cioè, del modello di sviluppo capitalistico) è auspicato e delineato in termini generali NON TRADUCENTISI in programmi e azioni politiche specifiche e concrete. Si parla di difficile, ma necessario "compromesso" tra le ragioni dell' Economia e quelle della Sanità (e della difesa dell'Ambiente), continuando a far riferimento ed ad usare le categorie del vecchio paradigma economico.

Si continua a parlare di decrescita del PIL (nazionale, europeo e mondiale) e della necessità di invertire la tendenza riportandolo in zona positiva; di quantità di capitali da investire nei sistemi sanitari per combattere la Pandemia (MES) o per ridare fiato e far "ripartire" l'economia europea (Recovery Found).

Il caso italiano è emblematico: in rapporto alla QUANTITA' del PIL prodotto e al numero degli occupati nei vari settori produttivi nel passato si ripartisce la quantità dei capitali da investire nel futuro. Di qui le agevolazioni fiscali e gli incentivi all' industria automobilistica, o alle infrastrutture stradali, o a quelle ferroviarie dell' Alta Velocità (e del tutto residualmente alla rete ferroviaria locale e/o metropolitana).

Tutti, anche quelli che in passato hanno operato per demolirlo e per privatizzarlo, fanno un ipocrita "mea culpa" e piangono lacrime di coccodrillo per la decennale riduzione degli investimenti dello Stato nel Sistema Sanitario Pubblico: e cianciano di destinare i milioni del MES alla Sanità Pubblica e fanno finta di non sapere in quale stato di carenza e/o insufficienza si trovi: nell'organizzazione; nei meccanismi di selezione e preparazione di dirigenti, medici, infermieri; nelle retribuzioni adeguate alle rispettive responsabilità e capacità professionali.

Dato che le strutture del sistema pubblico sono, per le ragioni sopra elencate, incapaci e/o inadeguate ad utilizzare gli ingenti investimenti del MES (o del Ricovery Found) essi saranno dirottati in misura maggiore di quanto non accada sino ad oggi nelle Cliniche Private Convenzionate, generalizzando il modello già prevalente nella Regione Lombarda.
Si concluderà cosi il processo di privatizzazione della Sanità Pubblica. Risultato: lo Stato Italiano, per garantire al cittadino italiano l'uso dei servizi sanitari garantiti dalla Costituzione (universalità e gratuità delle prestazioni sanitarie), pagherà due volte. Una, per mantenere un sistema pubblico di medicina territoriale di base mal funzionante e mal pagato; l'altra per ingrassare le Cliniche Private (che già ora attirano Dirigenti e Medici Ospedalieri più capaci e aggiornati professionalmente pagandoli di più del Sistema Sanitario Statale).

Qui si apre il discorso sulla attuale privatizzazione di fatto della Sanità Pubblica (e dell' analoga situazione dell' Istruzione Pubblica). Nonché sulla trasformazione delle Aziende pubbliche in Società per azioni a capitale misto. La farsa della vicenda del crollo del Ponte Morandi e del "contenzioso" tra Stato e Benetton è indicativa in proposito: e su di essa è calato un silenzio di tomba, malgrado siano già da tempo scaduti i termini della revoca!
Non sembra, comunque, che ci sia la volontà politica di attuare la vera ed unica riforma rivolta al futuro ed adeguata alle sfide colossali dei "tempi nuovi": ridare allo Stato la competenza e la gestione effettiva dei servizi pubblici essenziali: istruzione, sanità, trasporti e telecomunicazioni; e valutare la produttività di questi settori non in termini di mercato (aumento dei profitti azionari), bensì in termini di sicurezza ed efficienza dei servizi offerti a tutti i cittadini (secondo quanto stabilito dalla nostra Costituzione che dovrebbe garantire a tutti i cittadini italiani il diritto all'istruzione, alla salute, alla mobilità, alla libera comunicazione.

Se questo significa "statalismo", allora è la nostra Costituzione ad essere statalista. E si capisce chi e perché la vorrebbe cambiare e snaturare.

Umberto Puccio

RIFLESSIONI
GLI ARTICOLI PUBBLICATI
  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo", "garantismo"
31 – L'insegnamento della Pandemia

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  20 ottobre 2020