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Le parole della politica:
"sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile" Umberto Puccio
Ultimamente, anche in relazione al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici che hanno messo all'ordine del giorno il pericolo di un collasso ambientale, nei mass-media e nei discorsi dei politici è diventato sempre più frequente (e quasi martellante) l'uso dell' espressione "sviluppo sostenibile" e di termini come "sostenibile" e "sostenibilità". La prima considerazione: l'interscambiabilità e confusione d'uso tra il settori ecologico-ambientali, quello economico-finanziario e quello più strettamente politico. Il massimo dell' ambiguità risiede nell' espressione "sviluppo sostenibile". E' un'espressione che allude ad una cosa (la sostenibilità) e contemporaneamente: la contraddice (lo sviluppo"): in ogni caso, è del tutto generica e sembra costruita apposta per non prendere una posizione precisa e radicale nei confronti del cosiddetto "modello di sviluppo capitalistico", basato su una visione quantitativa della realtà economica in cui il principio del sempre maggior numero di merci in sempre minor tempo della loro produzione, mobilizzazione e consumo è alla base dell'aumento dei profitti e del capitale (nonché del suo concentramento in un sempre minor numero di persone). Che sia questo principio in contraddizione insuperabile con i limiti delle risorse del pianeta e con i tempi della loro ricostituzione sembra ormai - a parole - condiviso da tutti. Infatti tutti si affrettano ad applaudire alle giovani e giovanissime generazioni che "urlano" contro questa contraddizione. Suggerirei agli "adulti" (che detengono il potere politico ed economico) di non ripetere la tattica del "muro di gomma", con cui hanno svuotato le istanze positive del Sessantotto, per cui questo movimento è stato immediatamente "riassorbito" dopo aver dato fiato e lasciato sfogare il suo velleitario soggettivismo spontaneistico. Non a caso la maggior parte dei "leader" sessantottini si sono integrati nel sistema e ne sono diventati i più sfegatati (e interessati!) sostenitori. Il termine "sviluppo" ha diverse accezioni: quella biologica, indicante il processo di accrescimento bio-psichico e sessuale dell'uomo e di tutti gli altri esseri viventi; e quella economica ("sviluppo capitalistico", "sottosviluppo", "società o Paesi sottosviluppati"). La prima accezione implica un termine (l'età adulta) e un' inversione (la vecchiaia). Da notare che lo sviluppo (o meglio, la crescita) è temporalmente molto limitato rispetto alla lunghezza della vita dell'individuo. Quindi questa accezione ha in sé il concetto di limite e di fine temporale. La seconda accezione racchiude invece il concetto di progresso quantitativamente e temporalmente illimitato. Usare il termine "sviluppo" riferito all'ambiente risulta improprio, in quanto gioca sulla duplicità contradditoria delle due accezioni. Contraddizione evidenziata dall'aggettivazione "sostenibile". Sostenibile rispetto a che cosa? La sostenibilità economica non coincide infatti con la sostenibilità ambientale: a meno che non si ridefinisca il termine "economico" secondo la sua radice etimologica. Cioè come "oikonomia", legge e ordine della casa, cioè della terra e dei suoi processi ed equilibri "ecologici". Umberto Puccio 1 Riflessioni 2 Principi irrinunciabili 3 Tesoretto 4 La scuola 5 Catalogna e affini 6 Competenze 7 Identità e diversità 8 Identità e diversità 2 9 Igiene lessicale 10 Democrazia 11 Anniversari 12 Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta 13 Popolo! 14 Né patria, né matria, FRATR ÍA 15 L'ipocrita polemica sulle fake news 16 Il discorso di Fine d'anno 17 Neologismi 18 La retorica dell'anniversario 19 Smartphonite 20 C'era una volta il dialogo! 21 La crisi istituzionale che viene da lontano 22 Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica 23 Le parole della politica: autonomia 24 Europa ed europeismo 25 La Svolta 26 Le parole della politica: "statalismo" 27 Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile" Condividi su Facebook Segnala su Twitter EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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