6 ottobre 2025
Domani, 7 ottobre 2025, sono due anni dalla atroce, disumana e inenarrabile strage di giovani israeliani, trucidati in modo orribile da fanatici terroristi di Hamas, che nessun sentimento di odio, seppur inveterato, può motivare e tanto meno giustificare. Quella mattina si è superata la linea rossa dell'odio stesso. Considerando tutto quello che è successo da allora ad oggi e avendolo ben presente (e registrato a caratteri indelebili, come gli avvenimenti del 7 ottobre 2023), vorrei esprimere il mio parere sui "negoziati" che si sono aperti oggi a Sharm el-Sheikh.
1) I due "contendenti" sono: Israele e Hamas. Quindi Hamas viene riconosciuto ufficialmente come identificantesi con tutti i palestinesi. E questa è una duplice (tragica!) "vittoria": di Hamas e di Netanyahu, che può identificare con Hamas (e quindi come TERRORISTI) TUTTO il popolo palestinese (della Striscia di Gaza, di Gerusalemme Est e della Cisgiordania). La cosa più grave (e invalidante) di questi colloqui è che essi sanciscono di fatto l'esclusione di quello che dovrebbe essere il soggetto reale della trattativa (il popolo palestinese nella sua legittima rappresentanza politica dell' Autorità nazionale palestinese), nonché l'inesistenza stessa di uno Stato palestinese.
2) I due "contendenti" tirano la corda molto lasca di questo "Piano" ciascuno dalla loro parte, facendo finta di approvarlo "con modifiche", pressati dai rispettivi sponsor (a cui non possono esplicitamente dire di no): Stati Uniti e Paesi Arabi. In realtà, sia Netanyahu, sia Hamas non hanno alcuna intenzione di porre fine al conflitto: e cercano di tirare per le lunghe le "trattative". La minaccia di Trump di "scatenare l'inferno" se Hamas nel giro di pochi giorni non restituisce gli ostaggi e esce da Gaza mostrano che questo Piano si riduce ad una capitolazione totale, ad una resa incondizionata.
3) L' IdF continua a bombardare Gaza City e non sembra abbia intenzione di lasciare la striscia di Gaza.
4) Si dice che il Piano di Trump è da appoggiare in quanto stabilisce una tregua e la fine delle uccisioni dei gazawi. Per ora, però, nessuna delle due cose si sta verificando.
5) Una nave "ospedale" italiana con medici e medicine, insieme con altre imbarcazioni turche si sta dirigendo verso il litorale di Gaza, ripetendo il percorso della Global Sumud Flottilla. Per dimostrare la propria buona fede e una sincera volontà di tregua Israele DOVREBBE LASCIARLI APPRODARE.
7 ottobre 2025
Sul Pogrom del 7 ottobre 2023 e sulla "diversità" di reazione e di coinvolgimento tra gli israeliani (colpiti così massicciamente in quanto ebrei) e il mondo "occidentale" tradizionalmente filoisraeliano mi sembra molto interessante ed equilibrato il dibattito che si è svolto a "Tutta la città ne parla" su Radio 3 di stamattina, 7 ottobre. In particolare ritengo molto utili, per una visione e comprensione complessiva (e il più possibile esaustiva) di questo tragico fatto e della situazione attuale, gli interventi di Guido Olimpio, David Lerner, Anna Momigliano ed altri, a cui rimando.
...
Mi preme fare il punto sulle Elezioni Regionali di domenica e lunedì scorsi in Calabria e sul loro risultato, che ha visto la riconferma con un amplissimo margine del precedente presidente dimissionario, candidato del centrodestra; e un ulteriore "arretramento" del candidato presidente del cosiddetto "campo largo" di centrosinistra. Alcune considerazioni: 1) Si è verificato UN ULTERIORE AUMENTO DELL'ASTENSIONISMO (ha votato poco più del 43% degli elettori, cioè MENO di uno su due!). Ciò ha penalizzato più gli "sfidanti" che non gli "interessati" (clientelarmente!) al mantenimento del precedente potere di governo del forzista Occhiuto. Infatti Forza Italia è risultato il primo partito all'interno del centro destra. Nel centrosinistra, il M5S è sensibilmente arretrato, ottenendo un magro 6%, NONOSTANTE AVESSE in Trittico un valido suo candidato presidente. AVS è arretrata, il PD ha conservato la percentuale, ma è arretrata, dato l'astensionismo, in numeri assoluti. L'unico partito ad avanzare è stato "Italia viva (ciò, a mio avviso, dimostra che l'unico a "guadagnarci" con il cosiddetto "campo largo" è Matteo Renzi).
2) Le elezione regionali hanno un valore prevalentemente "locale", ma anche un aspetto e un riflesso sulla politica nazionale e i rapporti a livello nazionale tra i vari partiti (e all'interno delle "coalizioni" e degli stessi singoli partiti). Questo aumento dell'astensionismo non può non suonare come un ulteriore allarme anche per le elezioni nazionali e per l'ulteriore approfondirsi del distacco dell'elettorato nei confronti dei partiti e delle rappresentanze tradizionali, che vengono votate solo in quanto (e nella misura in cui) garantiscono il soddisfacimento dei propri immediati e personali interessi clientelari. Ciò che è successo in Calabria non è molto dissimile da quanto precedentemente successo nelle Marche. Per il "centrosinistra" c' è però, a mio avviso, un ulteriore peggioramento: ha superato il livello di guardia. Come notato da AVS c'è bisogno di una vera "svolta" non solo nell'"offerta" programmatica, ma anche nella composizione della "coalizione" che si ostina a comprendere due componenti antitetiche e che si odiano a vicenda: M5S e Italia Viva (e/o Azione). Il commento del portavoce del PD è di continuare con sempre maggiore impegno sulla strada dell'unità, fidando sulla "tenuta" in Toscana e Campania. Ma prima o poi (per me sarebbe meglio il prima possibile!) Elly Schlein e il PD dovranno scegliere: o con il M5S (e AVS); o con Italia Viva (e Azione). Insomma, se essere un partito di sinistra socialista; oppure di centro liberal democratico neocapitalista "democristiano". Del resto Matteo Renzi è partito democristiano ed è rimasto sempre tale, malgrado i suoi abili "travestimenti". E continua nel suo travestimento, di politico che "guarda a sinistra" e che fustiga Giorgia Meloni (ma vota con Lei nei momenti importanti!). Abbiamo visto sulla Riforma della Giustizia: Vedremo sul Premierato.
Daniela Stoffie
Sarà meglio tornare ad un Pd "serio" lontano dai 5 stelle e Avs.
Progressista ma realista.
I 5 stelle e Avs non li votano neanche i parenti, non per cattiveria, ma perché, in particolare i 5 stelle, hanno già dimostrato la loro incapacità e pericolosità.
Tengo a precisare che Renzi è un "centrista" che ha fatto molto bene durante il suo governo, e malgrado le malelingue, è l'unico che attacca il governo sui contenuti e con competenza.
Quanto alle "votazioni" con Meloni, dimostra che se una proposta è coerente con il pensiero di IV, viene votata, contrariamente a chi per ideologia pura (e inutile) vota contro.
Fino a quando la politica, continuerà al solito giochetto di non guardare nel merito delle questioni, ma solo a "Chi" propone, senza curarsi quindi di operare per il bene comune, le persone, cui i problemi non vengono risolti diserteranno le urne.
Umberto Puccio
Daniela Stoffie Appunto del merito della questione si tratta: cioè del programma e del posizionamento politico di Matteo Renzi, che è INCOMPATIBILE con quello del M5S e AVS. Quanto a "serietà" ciascuno la pensa a modo suo. Comunque non si tratta di "serietà", ma di diversità di posizioni politiche. In democrazia, dire che posizioni diverse dalle proprie NON sono "serie" è un giocare sporco e denota un atteggiamento intollerante e antidemocratico. Le posizioni diverse dalla propria vanno contestate e combattute "nel merito", appunto.
Daniela Stoffi
Umberto Puccio "serie" significa per me ancorate alla realtà, con oggettiva capacità di risolvere i problemi, o almeno provarci..
Credo che ormai "intolleranti" siano la maggior parte degli italiani, stufi di giochi e giochetti.
Umberto Puccio
Chi determina il possesso delle "oggettive capacità di risolvere i problemi, o almeno di provarci."? Tu? Ma dai...! "Ancorate alla realtà"? Quale? Quella che TU ritieni "la realtà"...!
8 ottobre 2025
Stamattina presto, quando era ancora buio, a 130 miglia nautiche dal litorale di Gaza, in acque internazionali, la Freedom Flottilla, di cui faceva parte la nave-ospedale "Conscience"battente bandiera italiana, è stata bloccata, abbordata da Forze navali israeliane, che se ne sono impadronite, con un vero e proprio atto di pirateria, in spregio del diritto del mare e del diritto internazionale. Non risulta finora alcuna reazione da parte del Governo italiano, di fronte a questa palese e gravissima violazione della propria sovranità. Sarebbe imperdonabile che, anche questa volta, il Governo italiano lasciasse che la "Conscience" sia "sequestrata" e i suoi componenti "imprigionati" in territorio israeliano. Il ripetersi della sorte della Global Sumud Flotilla sarebbe insopportabile per un Paese che si dice democratico, nonché una violazione della sua Costituzione. L'intervento-fiume di Giorgia Meloni ieri sul primo canale della TV di Stato ("ospite" del programma di Bruno Vespa "Porta a porta") non fa presagire nulla di buono per la sorte della Freedom Flottilla, oltre ad essere estremamente preoccupante per le sorti stesse della democrazia italiana, data la violenza dei toni della Meloni e la sua urlata determinazione di portare a compimento il più velocemente possibile, grazie alla maggioranza parlamentare e alla "inconsistenza" dell'opposizione, le due Riforme Costituzionali, in particolare quella del cosiddetto "Premierato".
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Israele non sembra smuoversi di un centimetro dalle sue precedenti posizioni: continua a bombardare, seppur in misura "minore", Gaza City; e ad attuare il blocco navale e gli atti di pirateria. Se questo è il modo di favorire le trattative di tregua e il raggingimento della pace...
9 ottobre 2025
Prima di passare ad alcune osservazioni sull'odierno "fatto storico", mi preme ricordare che sono passati 63 anni dal 9 ottobre 1963, data della tragedia del Vajont (distruzione di Longarone e di altri abitati del fondovalle del Piave; morte di 1917 persone). Questa tragedia va ricordata, perché sembra che non sia cambiato nulla da allora e nulla si sia "imparato" da essa. Ci sono state altre tragedie simili (Stava, 1985), ma soprattutto non è cambiata la logica che privilegia gli interessi dello "sviluppo" economico-finanziario (in termini anche di necessità energetiche: bacini idroelettrici) rispetto alla difesa dell'ambiente e delle vite umane. I 1917 morti di Longarone sono state una parte delle tante vittime sacrificali del "boom" economico italiano. Oggi, in verità, c' è una maggiore coscienza ecologica e maggior "prudenza" nella creazione di nuovi invasi idroelettrici. Altre sono le vittime sacrificali: sono le centinaia di morti sul lavoro, a causa della logica della massimizzazione del profitto. Comunque, ricordare il Vajont è sempre importante, data la diffusa tendenza degli italiani ad una "interessata" smemoratezza.
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Sulla firma della "tregua" a Gaza, vorrei rilevare che i due contendenti, contrattanti e firmatari dell'annunciato accordo sono da una parte Israele, dall'altra Hamas. A parte il fatto che risulta escluso quello che dovrebbe essere il diretto interessato (cioè i gazawi e l'Autorità Nazionale Palestinese), vorrei far notare che Hamas, nella trattativa, cura unicamente i propri interessi (garanzia di sopravvivenza dopo essersi "disarmato"). Mi ha molto colpito il fatto che non si sappiano i nomi dei prigionieri nelle carceri israeliane (che verranno liberati in cambio della restituzione totale degli ostaggi, TRANNE QUELLO di Marwan Barghuthi, in carcere in Israele dal 2002. Israele e Hamas si trovano d'accordo, in quanto ENTRAMBI da decenni ostili alla creazione di un' autorità politica indipendente ed autorevole del popolo e di uno Stato palestinese. Israele afferma così di non accettare uno Stato di Palestina; e Hamas non rivela quei suoi membri, di cui Israele ha tutto l'interesse di liberarsi, appioppandoli alla "custodia" dei Paesi Arabi. Vedo molto problematica la "bonifica" della "Gaza di sotto" (la rete di cunicoli dove sono ancora gli ostaggi israeliani) e il disarmo dei miliziani di Hamas. Quanti sono e CHI andrà a disarmarli e prendere? Spero che ciò sia ben specificato nell' "accordo". Benissimo che a Gaza non si muoia più, ma parlare di pace mi sembra perlomeno eccessivo.
11 ottobre 2025
Sul "piano di pace" per Gaza e l'attuale "stato dell'arte" trovo molto documentato, sensato ed equilibrato l' articolo di Nathalie Tocci su "La Stampa" di stamattina, 11 ottobre, a cui rimando. Su tutta la "canea" mediatica che si è scatenata con punte di sconcertante "ebbrezza" laudativa mi limito a notare il velocissimo ed estremamente "disinvolto" cambio di opinione di chi fino a ieri "tuonava" contro il "mostro Trump", denunciava, inorridito e al colmo dell'indignazione, le malefatte di costui; ed ora, invece, lo accetta come "un male necessario" o persino come un "benefattore". Questa accettazione passiva (in alcuni anche "attiva"!) del prevalere della forza mi fa paura. Mi ricorda Mefistofele e il suo "patto con il Diavolo"! Certo, troppo onore per Trump il paragone col Diavolo, ma nella classifica dei personaggi "poco raccomandabili" con cui è sconsigliabile stringere "patti" Donal Trump è senz'altro (per me) al primo posto.
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Una domanda: nell' Accordo che verrà ufficialmente (e in pompa magna!) firmato in Egitto all'inizio della settimana prossima, oltre al ritiro dell'IDF dal 47% del territorio di Gaza, è previsto anche la sospensione dell'analogo 47% del Blocco navale sul litorale di Gaza da parte delle Forze navali israeliane? Sarà una provocazione retorica, ma constato che nulla si dice (o si rende pubblico) del "blocco navale" israeliano e sulla definizione delle acque territoriali antistanti la striscia di Gaza. Uno Stato palestinese sotto un duraturo blocco navale ostile e senza effettivo sbocco al mare NON sarebbe certamente uno Stato autonomo e sovrano, nonché libero.
12 ottobre 2025
Oggi pomeriggio di domenica 12 ottobre la situazione del superamento della "guerra di Gaza" risulta ancora molto "fluida". Alla firma di domani a Sharm el-Sheukh non ci sarà né Hamas, né Israele. Infatti NON è un accordo tra queste due parti, bensì una tregua, contrattata tra Trump e gli Stati arabi del Golfo (insieme ad Egitto, Turchia e altri Paesi asiatici musulmani) e da essi "confezionata: tregua imposta (con la forza politica , militare ed economico finanziaria di Trump e degli stessi emirati del Golfo (con cui Trump ha ingenti rapporti di affari!) a Netanyahu e ad Hamas. Netanyahu si appresta ad ottenere la liberazione degli ostaggi e quindi anche un aumento del consenso interno in termini elettorali. Cosa farà da domani in poi è un' incognita: occorre però sottolineare che non risultano da lui sottoscritti, nel Piano di pace, impegni chiari e certi sul ritiro totale dell'IDF dalla Striscia di Gaza, sulla Cisgiordania e sul riconoscimento di uno Stato Palestinese. Anche il comportamento di Hamas risulta piuttosto problematico: si dice pronto a cedere le armi "offensive", ma non quelle "difensive" e non sembra disposto a lasciare Gaza. Anzi miliziani di Hamas si mostrano pubblicamente nella parte "liberata" di Gaza. Mentre si conoscono bene gli ostaggi israeliani che entro stanotte verranno "restituiti", non si sanno ancora i nomi esatti dei prigionieri palestinesi che saranno (dopo la "restituzione"!) liberati. L' ex-Premier (dal 2006 al 2009) israeliano Ehud Olmert, intervistato oggi da Monica Maggioni (a "In mezz'ora") ha illustrato in maniera chiara la "fragilità" e le molte incognite del Piano di pace trumpiano. Il pericolo è che Trump, dopo aver ottenuto l' applauso e la glorificazione universale (miele per il suo smodato egocentrismo) si disimpegni: magari per dedicarsi ad "imporre" la pace in Ucraina. Ho il timore, per Gaza, che "Passata la festa, gabbato lo santo!", per dirla in
Franco Isman
Sulla costituzione di uno stato palestinese cè la pratica impossibilità derivante dallo spezzettamento dei territori della Cisgiordania, nonché lesplicita dichiarazione di Netaniahu che ne nega qualsiasi possibilità. Israele quindi, con lappoggio di Trump, continuerà a inglobare i territori della Cisgiordania rendendo impossibile la vita dei palestinesi per cacciarli.
A Gaza invece sembra impossibile che Israele ricominci a massacrare la popolazione, si va verso una colonia americana con i super lussuosi insediamenti del Gaza Beach con i palestinesi come sottoproletariato, e se si riuscirà a farli sloggiare, tanto meglio. Quanto a Hamas non escluderei che i miliziani diventino la futura polizia sotto comando di ufficiali magari britannici !
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RIFLESSIONI
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1
Riflessioni
2
Principi irrinunciabili
3
Tesoretto
4
La scuola
5
Catalogna e affini
6
Competenze
7
Identità e diversità
8
Identità e diversità 2
9
Igiene lessicale
10
Democrazia
11
Anniversari
12
Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13
Popolo!
14
Né patria, né matria, FRATR
ÍA
15
L'ipocrita polemica sulle fake news
16
Il discorso di Fine d'anno
17
Neologismi
18
La retorica dell'anniversario
19
Smartphonite
20
C'era una volta il dialogo!
21
La crisi istituzionale che viene da lontano
22
Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23
Le parole della politica: autonomia
24
Europa ed europeismo
25
La Svolta
26
Le parole della politica: "statalismo"
27
Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28
Utopia
29
Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30
Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31
L'insegnamento delle pandemia
32
Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33
"Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34
Homo insaziabilis
35
Le parole della politica: "purtroppo"
36
Economia e Politica
37
Politica e Giornalismo politico
38
Parlamento e Governo
39
"Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40
Le parole della politica: competenza, competente
41
Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42
Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
44 Kabul, l'America e l'Europa
45 Julian Assange
46 Astensionismo
47 Delega fiscale
48 La destra coerenza di Renzi
49 Successo o bla bla bla ?
50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 Privatizzare
58 Guerra, pace e pacifismo
59 Il PD prossimo venturo
60 La rivoluzione di Bergoglio
61 Quirinale: il gioco dell' oca
62 Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 La riforma della Costituzione
64 Presidenzialismo alla francese?
65 Il caso Rovelli
66 Il Presidente e l'etnia
67 Festa della Repubblica
68 Tutti i nodi vengono al pettine
69 "Modificavit ridendo mores"
70 Oligarcomachia
71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 Fuoco incrociato
74 Gianni Vattimo
75 Onnipotenza della tecnologia?
76 A quale scopo?
77 Logica duale
78 Le parole della politica
79 Antisemitismo
80 In margine ad alcuni articoli
81 Premierato
82 Quante storie
83 Il congiuntivo
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12 ottobre 2025