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"Nell'infamia della storia ebraica"
Umberto De Pace
![]() Manifestazione del 25 aprile 2025 a Milano (foto Umberto De Pace)
A più di due mesi dalla chiusura totale di qualsiasi aiuto e sostegno per la Striscia di Gaza, avvenuta il 2 marzo, il regime criminale di estrema destra presieduto da Benjamin Netanyahu sta adottando la soluzione finale contro la popolazione civile palestinese. All'interno di quello che oramai è un grande campo di concentramento senza vie di uscita, soggetto a continui bombardamenti, uccisioni mirate, senza alcuna distinzione tra civili e miliziani, si è giunti al deliberato sterminio per fame, stenti e malattie. "Medici e organizzazioni umanitarie riferiscono che a Gaza si stanno diffondendo malattie legate alla malnutrizione, soprattutto tra i bambini. Più di 9.000 bambini sono stati ricoverati negli ospedali per il trattamento della malnutrizione acuta dall'inizio dell'anno. "Centinaia di bambini che hanno un disperato bisogno di cure non sono in grado di accedervi a causa dell'insicurezza e dello sfollamento", ha dichiarato Catherine Russell, Direttore generale dell'UNICEF." (Haaretz, Nir Hasson, "Due mesi dopo il blocco di Israele, gli abitanti di Gaza sono quasi senza cibo", 4 maggio 2025). Il regime israeliano giustifica la sua ignobile impresa con il rifiuto di Hamas di rilasciare gli ultimi ostaggi senza condizioni, pur sapendo che ciò va contro il diritto internazionale e ogni principio umanitario. Come ha dichiarato il leader della resistenza non violenta palestinese, Mustafà Barghouti: "Il numero dei palestinesi morti a Gaza è in proporzione alla popolazione superiore al numero complessivo degli americani morti in tutte le guerre dall'indipendenza ad oggi". Sull'account X delle Nazioni Unite di Ginevra, Olga Cherevko portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari scrive: "La comunità internazionale ha una scelta, continuare a scorrere le immagini raccapriccianti di Gaza soffocata e affamata o raccogliere il coraggio e la fibra morale per prendere decisioni che spezzerebbero questo spietato blocco." Sappiamo come questa seconda scelta sia oggi praticamente impossibile grazie al sostegno che riceve Israele da parte dei governi del cosiddetto Occidente, pavidi o complici che siano, fra essi il governo italiano. Chi ha cercato di spezzare lo "spietato blocco" come qualche giorno fa ha tentato di fare la nave Conscience della Freedom Flottilla carica di cibo e medicinale per Gaza, è stato colpito dai droni in acque internazionali. (il Manifesto, ). ![]() Una veglia silenziosa per i bambini di Gaza uccisi, Tel Aviv, 26 aprile 2025. (Oren Ziv) Così come fondamentale è il contributo dato in molti parti del mondo dalle associazioni ebraiche o cittadini e cittadine ebree con la loro ferma e netta condanna del massacro in corso. Sono loro i semi che permetteranno alle future generazioni ebree e israeliane (molte ne dovranno passare) di mantenere memoria dell'infamia della storia che oggi si sta compiendo, condannando senza appello i suoi responsabili. Come non pensare al coraggioso e scioccante articolo di Orit Kamir (Haaretz, 22 aprile) sugli israeliani che restano ai margini di questa guerra, cosa che, a suo avviso, nega loro il diritto di lamentarsi di quanto hanno fatto i tedeschi, e come non concordare su ogni sua parola? O del non meno scioccante articolo di Daniel Blatman sui bambini di Gaza e i bambini dell'Olocausto (Haaretz, 23 aprile)? Scrive che il giorno in cui i combattimenti sono ripresi a Gaza vivrà nell'infamia della storia ebraica. Si può solo sperare che sia così. "Ho studiato l'Olocausto per 40 anni", ha scritto Blatman. "Ho letto innumerevoli testimonianze sul genocidio più orribile di tutti, contro il popolo ebraico e altre vittime. Tuttavia, il fatto che avrei letto resoconti di omicidi di massa commessi dallo Stato ebraico che, per una raccapricciante somiglianza, mi ricordano le testimonianze raccolte negli archivi di Yad Vashem questo non l'avrei potuto prevedere nemmeno nei miei peggiori incubi". (Haaretz, Gideon Levy, Pensieri durante la sirena, 24 aprile 2025) "Era solo da aspettarselo: il discorso ha assunto attributi neonazisti. I confini sono caduti e il salasso è stato legittimato. Il parlamentare del Likud Moshe Saada ha dichiarato alla TV Channel 14 di essere "interessato" a far morire di fame un'intera nazione. "Sì, farò morire di fame gli abitanti di Gaza, sì, questo è il nostro obbligo; "un cantante relativamente popolare, Kobi Peretz, è convinto che ci sia" comandato" di annientare [l'arcinemico biblico] Amalek. "Non ho pietà di nessun civile a Gaza, giovane o vecchio non ho un briciolo di pietà", ha detto sulla copertina del quotidiano Yedioth Ahronoth's weekend magazine. I due, Saada e Peretz, sono solo pesciolini, ma lo stagno è pieno di tali dichiarazioni, con alcune persone interessate a evidenziarle per assecondare l'opinione delle masse. Un personaggio pubblico in Europa, sia legislatore o cantante, che pronunciasse tali dichiarazioni sarebbe etichettato come un neonazista. La sua carriera si sarebbe fermata e da quel giorno in poi sarebbe stato per sempre ostracizzato. In Israele, tali dichiarazioni vendono giornali. "(Haaretz, Gideon Levy, Quando la fame di una nazione è accettabile, 27 aprile 2025) Dalla parte dei popoli israeliano e palestinese, senza bandiere, almeno fino a quando il tempo non avrà sbiadito il sangue innocente del quale oggi sono macchiate. Umberto De Pace Articoli precedenti: Dalla parte dei popoli israeliano e palestinese Criminali e ipocriti di guerra Orrore e speranza Chi sono i responsabili dei crimini di guerra israeliani? Il punto di non ritorno Costruttori di morte Terramaledetta L'antisemitismo del governo israeliano e dei suoi sostenitori Hamas e il popolo palestinese Palestina libera, indipendente e laica Israele: coloni e colonialismo Il governo israeliano tra crimine e democrazia 7 ottobre: il massacro continua Complici di un massacro Boicottare Israele ma non solo I giorni della vergogna "Macelleria israeliana" "Palestina Libera!" EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati Condividi su Facebook Segnala su Twitter
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