24 marzo 2024
Oggi, 24 marzo, sono 80 anni dall' eccidio nazi-fascista delle Fosse Ardeatine; e 48 dal golpe di Videla, che ha dato inizio alla sanguinaria dittatura del generale argentino. A parte le commemorazioni "di pragmatica", spero che si rifletta anche sulla situazione attuale dei due Paesi, Italia e Argentina, che hanno molti aspetti etnici, storico-culturali e politici comuni.
E' mia convinzione che ricordare e analizzare il passato serva per analizzare e comprendere il presente, che da esso passato si è sviluppato. Il passato non si ripete mai nella stessa identica forma, in quanto la lotta tra le varie linee di tendenza (che è la molla dello sviluppo storico) assume necessariamente forme diverse.
Viviamo in un periodo in cui la Storia sembra tornare indietro: e che sia più efficace la filosofia della storia di Giambattista Vico (teoria dei "corsi e ricorsi") di quella del pensiero liberale e marxista (teorie del progresso lineare e continuo).
Ogni giorno si aggiungono eventi negativi.
L'ultimo è la mattanza dell'altro ieri sera a Mosca. Non entro nelle varie "interpretazioni" e attribuzioni di "matrici" diverse, inseribili nell' attuale clima di opposte propagande di guerra. Non so se l'attribuzione all' Isis, che l'ha rivendicata, corrisponda a verità; ma so che, a prescindere dalla "verità vera" (quasi sempre iraggiungibile) conta quella ritenuta tale.
Mi sembra invece utile riflettere su questo riemergere periodicamente di questo terrorismo di matrice Stato Islamico (o ISIS nelle sue varie sottospecie); sulla sua origine e sul ruolo che continua a svolgere nei rapporti e nei conflitti internazionali e nelle stesse politiche "securitarie" interne ai singoli stati e alle singole "democrazie".
Il terrorismo integralistico-religioso islamico, nelle sue varie espressioni, scaturisce e si nutre di alcune guerre. La prima è la guerra dei mujaheddin afghani (armati dagli Stati Uniti); la seconda è la guerra etnico-religiosa in Bosnia-Erzegovina; la terza, che ha dato origine allo Stato Islamico e all' ISIS, è l'attacco alla Siria di Bashar al-Assad, con la guerra civile e distruzione di gran parte della Siria.
Molti interrogativi si pongono sulla nascita dell'ISIS stessa e sul suo ruolo nel conflitto tra le superpotenze, in quel triangolo caldo di distruzione e di morte tra Turchia, Iran, Iraq e Siria.
Sta di fatto che il terrorismo dell'ISIS è stato usato in tutti i recenti conflitti ed è, nelle sue diramazioni, una mina vagante in Europa, in Africa (Daesh) e in Russia.
Ed è evidente quanto sia stata e sia dannosa la presenza e l'attività dell'ISIS nelle riottose repubbliche caucasiche e nella Russia stessa. L'eccidio dell'altro ieri a Mosca è stato paragonato al Bataclan per la Francia e al 7 ottobre per Israele.
L'effetto su Putin è ambivalente: da una parte è un oggettivo indebolimento della sua immagine di forza e di controllo; dall'altra può rafforzare invece il suo consenso interno e la psicosi dell' accerchiamento.
25 marzo 2024
Mi sembra molto interessante l'intervista (su "Il Fatto Quotidiano" del 25 marzo) all' antropologa francese Catherine Hass, autrice del libro "Aujourd'hui la guerre" ("La guerra oggi"). Come riassunto nel sottotitolo ("Penser la guerre. Clausewitz, Mao, Schmitt,Adm, Bush"), la Hass considera dal punto di vista antropologico-filosofico il variare del modo di concepire la guerra dall'Ottocento ad oggi. Nell'intervista a "Il Fatto Quotidiano", rispondendo alla domanda sulla sua opinione rispetto alle guerre in corso e alla strage terroristica di Mosca, la Hass "aggiorna" la sua analisi, incentrandola sul rapporto tra terrorismo e guerra e le dinamiche INTERNE. Nel linguaggio politico-propagandistico il termine "terrorismo" è dilagato, assumendo significati e utilizzazioni diverse: "terrorismo di Stato" (uso interno di atti terroristici per legittimare svolte autoritarie e securitarie); "terrorismo rivoluzionario", per cambiare radicalmente la società; "ideologie teroristiche" (catastrofismi), per squalificare le opinioni contrarie. Tutti questi usi riguardano la politica e le dinamiche INTERNE ai vari Stati. La strage di Mosca, comunque venga usata, è invece collegabile al "terrorismo internazionale" e al suo connettersi strettamente alle "nuove guerre", che sono guerre totali ibride. Le guerre dei Bush, padre e figlio, erano ancora guerre per la "conquista" di uno Stato o per il suo controllo, per conservare o ampliare il proprio potere nelle zone "sensibili" dello scacchiere geopolitico ed economico-finanziario. La svolta è avvenuta nel 2001 con la distruzione delle Twin Tower, con lo scoppio della guerra in Siria, la nascita dell'ISIS e la creazione dello Stato Islamico. Da allora guerra e terrorismo si sono intrecciati, cronicizzati e globalizzati. Un'altra "novità": le guerre assumono l'aspetto e la finalità di un popolo per ragioni etnico-religiose. Catherine Hass rileva con peoccupazione quello che sembra un cambiamento antropologico negativo: l'assuefazione a quella che lei chiama "eternità della guerra", considerata non come un intervallo tra periodi di "pace", bensì come un dato ineluttabile e immutabile della natura e della storia umana.
27 marzo 2024
baruffe politiche elettoral-propagandistiche sul "conflitto" Meloni-Salvini; su Emiliano-Decaro-Piantedosi; sulla paventata riedizione del terrorismo brigatista e degli "anni di piombo"; su liste e capolista alle Elezioni europee del giugno prossimo e relative "alleanze"; sulle dimissioni della Ministra del turismo Daniela Santanché; e l'elenco non finirebbe qui.
Distratto rispetto a che cosa?
Rispetto al fatto che il governo continua a legiferare (con Decreti Legge, Leggi Delega e leggi di iniziativa governativa) su temi di importanza basilare per la struttura e la natura della nostra democrazia. Alla chetichella, il governo, preparandoli con i suoi (fantomatici, dal punto di vista costituzionale) "Gabinetti di regia", sta riformando la giustizia e la magistratura; e sta portando a compimento la proposta di Riforma costituzionale e del cosiddetto "premierato".
Tralascio la politica estera, più che mai "sdraiata" su un bellicoso atlantismo: su un "armiamoci" e "armiamoli", ma non partiamo!
L'elmetto, lo invochiamo solo per la guerra politica nostrana...
29 marzo 2024
Il caso di Ilaria Salis "accende" lo scontro politico e, nel rapporto con uno Stato, l'Ungheria, facente parte della UE, coinvolge gli schieramenti per le elezioni europee del giugno prossimo. Mi sembra piuttosto estemporanea l'ipotesi di candidare la Salis a queste elezioni. C'è però un aspetto da non sottovalutare: quello del rapporto tra potere esecutivo e magistratura, nonché quello dei diritti e delle condizioni dell'imputato/a in carcere preventivo e durante il processo.
Si chiede a Giorgia Meloni di fare pressione sul suo "amico" Orban per riportare in Italia Ilaria Salis.
C' è un piccolo particolare: come fa la Meloni a contraddire Orban, mentre sta modificando il rapporto tra Esecutivo e Magistratura sul modello ungherese? Tanto più che Ilaria Salis è una pericolosa estremista di sinistra, ossessionata dal pericolo nazifascista...
30 marzo 2024
Altra Pasqua di guerra: i Venerdì di dolore e di morte si susseguono ormai da vari anni, senza che venga una Domenica di Pace e di Resurrezione alla vita. Il buio del Golgota sembra diventare sempre più fitto e pervasivo. Non ci resta che sperare in un miracolo di conversione degli animi...
IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA
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SABATO 18.11.2023
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RIFLESSIONI
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1
Riflessioni
2
Principi irrinunciabili
3
Tesoretto
4
La scuola
5
Catalogna e affini
6
Competenze
7
Identità e diversità
8
Identità e diversità 2
9
Igiene lessicale
10
Democrazia
11
Anniversari
12
Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13
Popolo!
14
Né patria, né matria, FRATR
ÍA
15
L'ipocrita polemica sulle fake news
16
Il discorso di Fine d'anno
17
Neologismi
18
La retorica dell'anniversario
19
Smartphonite
20
C'era una volta il dialogo!
21
La crisi istituzionale che viene da lontano
22
Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23
Le parole della politica: autonomia
24
Europa ed europeismo
25
La Svolta
26
Le parole della politica: "statalismo"
27
Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28
Utopia
29
Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30
Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31
L'insegnamento delle pandemia
32
Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33
"Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34
Homo insaziabilis
35
Le parole della politica: "purtroppo"
36
Economia e Politica
37
Politica e Giornalismo politico
38
Parlamento e Governo
39
"Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40
Le parole della politica: competenza, competente
41
Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42
Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
44 Kabul, l'America e l'Europa
45 Julian Assange
46 Astensionismo
47 Delega fiscale
48 La destra coerenza di Renzi
49 Successo o bla bla bla ?
50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 Privatizzare
58 Guerra, pace e pacifismo
59 Il PD prossimo venturo
60 La rivoluzione di Bergoglio
61 Quirinale: il gioco dell' oca
62 Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 La riforma della Costituzione
64 Presidenzialismo alla francese?
65 Il caso Rovelli
66 Il Presidente e l'etnia
67 Festa della Repubblica
68 Tutti i nodi vengono al pettine
69 "Modificavit ridendo mores"
70 Oligarcomachia
71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 Fuoco incrociato
74 Gianni Vattimo
75 Onnipotenza della tecnologia?
76 A quale scopo?
77 Logica duale
78 Le parole della politica
79 Antisemitismo
80 In margine ad alcuni articoli
81 Premierato
82 Quante storie
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2 marzo 2024