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RIFLESSIONI
Le parole della politica:
semplificazione, macchina burocratica, statalismo
Umberto Puccio


Oggi si torna a usare sempre più frequentemente come un mantra del termine "semplificazione" insieme con quello di "sburocratizzazione". Semplificazione che rimanda a "snellimento" (dei contenuti) e "velocizzazione" (dei termini di decisione e attuazione).

E' vero che l' enorme e labirintica giungla delle leggi (alcune risalenti ancora al periodo fascista) va semplificata, sfoltita e razionalizzata. Ma il fallimento degli ormai decennali tentativi (più sbandierati, che attuati: ricordate i "falò" di leggi di berlusconiana memoria!) dimostra la presenza di un circolo vizioso che rende velleitario, se non puramente "propagandistico", l'uso del termine "semplificazione". Il problema, infatti, non è tanto e solo il corpo legislativo esistente, ma anche e soprattutto la LEGISLAZIONE PRESENTE E FUTURA, I SUOI MECCANISMI E LE SUE FINALITA'.

Snellimento e velocizzazione rimangono termini vuoti se non si modificano il funzionamento del Parlamento
(del suo rapporto col Governo, che è diventato di subordinazione e ratifica!), e della cosiddetta "macchina burocratica" che sembra strutturata per "svuotare" e vanifica le decisioni legislative, nonché quelle oggi prevalenti dell' Esecutivo (i Decreti Legge).

Ma modificare IN CHE DIREZIONE e CON QUALI FINALITA'? E qui casca l'asino: nessuna attuale forza politica di una certa consistenza ha UN PROGETTO POLITICO CONCRETO, LA DIREZIONE E LA FINALITA' di tale progetto, LE SCELTE POLITICHE E SOCIALI adeguate ad esse. L' unica finalità reale e concreta è quella di sopravvivere. Certo, il potere economico e finanziario riduce ai minimi termini il potere politico (specie nella  microscopica dimensione nazionale) e lo trasforma in sottogoverno, in gestione del consenso, in attenuatore e mitigatore dei conflitti sociali. In altre parole, in garante dello "status quo ante". In mancanza di scelte politiche concrete si ricorre alla soluzione (apparentemente) più semplice: l'aumento progressivo e fuori controllo del debito pubblico.

Dare genericamente la colpa alla "burocrazia" e farne il capro espiatorio è del tutto inutile e fondamentalmente ipocrita e propagandistico.
Come l'uso del termine "statalismo" in funzione negativa. Ma di questo alla prossima!

Umberto Puccio

RIFLESSIONI
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  2 – Principi irrinunciabili
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  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
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12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
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14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
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21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
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25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 –
Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo

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  11 ottobre 2020