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Gaza (NON) è sola
E' in partenza la Global Sumud Flotilla
Umberto De Pace



immagine di fantasia della I.A.

Gaza NON è sola perché ha dalla sua parte moltitudini di uomini e donne che in tutte le parti del mondo lottano in sua difesa e per la libertà e autodeterminazione del popolo palestinese. Una moltitudine di persone che condannano, denunciano, manifestano contro lo sterminio di civili palestinesi perpetrato dal governo israeliano per mano del suo esercito. E' una condanna senza appello che va al di là di quanto deciderà un domani la giustizia internazionale, se ancora ce ne sarà una. Di fronte a quanto stiamo assistendo oramai da quasi due anni non ci può essere nessuna giustificazione né attenuante per i carnefici del governo israeliano e del suo esercito, nemmeno quella di aver risposto ai carnefici di Hamas e delle altre milizie palestinesi responsabili dell'eccidio del 7 ottobre 2023.
Eppure Gaza è sola perché la maggioranza dei governi appoggia o tollera ciò che Israele sta compiendo a Gaza e in Cisgiordania. Alcuni lo fanno con convinzione, altri per convenienza, altri ancora per sottomissione o viltà. Ed è grazie a loro, fra essi il governo del nostro paese, che Benjamin Netanyahu può proseguire indisturbato lo sterminio dei palestinesi fino a giungere a sparare su bambini, uomini, donne affamati e stremati alla ricerca di cibo. Gaza è sola quando si permette agli USA e a Israele di minacciare e sanzionare i membri della Corte Penale Internazionale, rea di aver emesso mandati d'arresto per crimini di guerra e contro l'umanità per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, l'allora ministro della difesa Yoav Gallant e per i tre leader di Hamas, Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh (mandati successivamente decaduti a seguito degli omicidi extragiudiziali compiuti da Israele).
Gaza NON è sola perché migliaia di persone hanno cercato di rompere il criminale assedio imposto da Israele alla Striscia di Gaza. Per mare e per terra hanno cercato di forzare l'inumano blocco degli aiuti umanitari, membri di associazioni e di partiti e movimenti, semplici cittadini e cittadine, leader politici, sindacali o religiosi. Gaza è sola perché a quelle migliaia di persone è stato impedito di entrare o giungere anche solo ai suoi confini, bombardando le imbarcazioni o sequestrando e poi cacciando il loro equipaggio, come hanno fatto le forze di sicurezza israeliane per di più in acque internazionali, o come hanno fatto sempre con la violenza i soldati libici legati ad Haftar, e ancora i soldati egiziani o membri di gang e milizie locali con i partecipanti alla #MarchToGaza nel giugno scorso. Mentre ciò era in corso il nostro governo nella persona del ministro degli esteri Antonio Tajani dichiarava: "Il problema è che loro hanno cercato di entrare in acque territoriali israeliane con una manifestazione provocatoria. Una piccola imbarcazione non poteva portare grandi aiuti. Era soltanto una manifestazione politica". Un governo, quello italiano, che pensa di lavarsi la coscienza con l'accoglienza per cure nel nostro paese di qualche decina di feriti o malati palestinesi (che insieme ai famigliari che li accompagnano ammontano a qualche centinaia di persone). Se ne è vantata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione:

"L'Italia è la Nazione europea che si è spesa di più. C'è chi si limita a urlare slogan e chi, invece, salva bambini. Io sono orgogliosa di appartenere ai secondi". Gaza è sola dietro a queste parole vergognose dette da chi è a capo di un governo che oltre a
fornire armi e munizioni a Israele non ha fatto mai nulla di concreto per impedire al suo amico e alleato israeliano di proseguire con i suoi crimini, evidenti fin da subito e non solo da oggi, nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania. Parole inqualificabili da parte della presidente del consiglio di un paese che ha accettato di portare aiuti alla popolazione di Gaza stremata e affamata volontariamente da Israele, come ha dichiarato l'Onu, con lanci di cibo tramite paracadute, come si lancia il cibo ai cani affamati e rabbiosi rinchiusi nei recinti, il tutto ovviamente con il permesso dell'amico Israele e la condanna degli organismi internazionali oltre che di tutte le Ong che da sempre si occupano di assistere le popolazioni civili in zone di guerra. Gaza NON è sola grazie anche alla solidarietà di quegli israeliani che condannano, denunciano, lottano contro il proprio governo e il proprio esercito non solo, giustamente, per la liberazione dei propri connazionali, ostaggi in mano ad Hamas ancor oggi, ma anche per porre fine a quello che viene definito anche da loro sempre più come un genocidio nei confronti del popolo palestinese. Gaza NON è sola grazie all'iniziativa denominata Global Sumud Flotilla che nei prossimi giorni, a partire dal 31 agosto, vedrà salpare decine di imbarcazioni da Italia, Spagna, Tunisia e Grecia, alle quali si affiancheranno altre decine di barche con attivisti provenienti dal Sud Est asiatico. Si tratta di una grande azione civile non violenta coordinata da oltre 70 organizzazioni di 44 paesi, organizzata per rompere il blocco della Striscia di Gaza con lo scopo di portare aiuti e al contempo aprire un corridoio umanitario via mare. Gaza NON è sola grazie alle tante realtà che anche sul territorio di Monza e Brianza hanno aderito all'iniziativa della Global Sumud Flottilla, fra di esse Monza per la Pace che chiede attraverso una lettera inviata al Prefetto di Monza e Brianza, al Presidente della Provincia di Monza Brianza e al Sindaco di Monza, di sollecitare il governo a farsi " … parte in causa affinché vengano adottate tutte le iniziative e le azioni necessarie a bloccare l'azione militare israeliana contro la popolazione di Gaza e l'occupazione e l'apartheid in atto nella West Bank; chiediamo inoltre, tramite voi, al nostro governo di reclamare presso il governo israeliano il diritto all'incolumità e alla sicurezza dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla, tra i quali vi sono anche nostri connazionali, ed il diritto della Flotilla - a cui anche noi abbiamo contribuito materialmente - alla piena agibilità nelle acque internazionali fino al compimento dell'azione di aiuto e sostegno alla popolazione palestinese. Nell'evenienza di una qualsiasi azione dello Stato di Israele contro i partecipanti alla Global Sumud Flotilla e a danno dell'iniziativa suddetta, se il nostro governo non adotterà adeguate contromisure verso lo Stato di Israele, lo riterremo corresponsabile dell'accaduto."

Dalla parte dei popoli israeliano e palestinese, senza bandiere, almeno fino a quando il tempo non avrà sbiadito il sangue innocente del quale oggi sono macchiate.

Umberto De Pace

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Criminali e ipocriti di guerra
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Terramaledetta
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  30 agosto 2025