prima pagina pagina precedente



da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 22 giugno 2024

19 giugno 2024

Oggi, 19 giugno, comincia il cosiddetto (impropriamente!) "Esame di maturità" che conclude la fase dell'istruzione secondaria superiore e fornisce, se superato, il diploma di accesso all'istruzione universitaria. Più propriamente, si tratta di un Esame di Stato, che serve per garantire il valore legale del titolo di studio ANCHE agli Istituti Scolastici privati PARIFICATI. In questi giorni è venuto alla luce l'"anomalia" di questi ultimi Istituti: il numero degli iscritti all'ultimo anno di corso (cioè l'anno della "Maturità") risulta significativamente maggiore di quello degli iscritti al primo anno.

Ogni anno abbonda la retorica del "rito di passaggio", dell'esame "di Maturità" come unica prova di passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Alcuni aspetti vanno individuati:
1) progressivamente (attraverso successive "miniriforme"), il nostro sistema scolastico ha praticamente abolito gli esami tra i vari "livelli" (in terza elementare; in quinta elementare; in terza media inferiore; in quinta ginnasio) col duplice effetto negativo di non controllo del grado effettivo di apprendimento del singolo studente e di desuetudine da parte degli studenti ad affrontare le prove: cioè, senza "allenarsi" a superare gli ostacoli e anche le "sconfitte" non come giudizio sulla propria personalità.
Sotto questo aspetto dire che l'Esame di Stato finale certifichi la "maturità" personale dello studente è quanto di più antipedagogico si possa affermare: e certifica la fragilità e inconsistenza del nostro sistema di istruzione: il suo ridursi ad un vuoto "diplomificio".
E poi ci si lamenta che in Italia gli "adulti" sono eterni adolescenti: dei "bamboccioni";
2) La risibile percentuale dei "respinti" alla Maturità indica che sono "todos caballeros" e che tale esame non controlla affatto il livello di apprendimento nelle singole e specifiche materie di studio. Cosa significhi uno "scritto di italiano", uno scritto specifico ai vari indirizzi e un "colloquio" su una "tesina" del candidato lo lascio alla considerazione del lettore.

Sarò forse troppo "diretto", ma per me questo esame è una finzione, una penosa farsa con cui il sistema dell'istruzione si autoassolve. E' una spesa inutile e uno spreco di risorse professionali dei docenti. Andrebbe, se fossimo in uno Stato serio (e aderente a quanto stabilito dalla Costituzione sull' Istruzione Pubblica), abolito.
Ma qui il discorso si fa più complesso: riguarda una riforma complessiva ed organica del nostro sistema educativo: ancora, di fatto, condizionato dalla Riforma Gentile e dalla crescente tendenza alla privatizzazione della scuola.


20 giugno 2024

Ciò che è successo l'altro ieri ad un bracciante di nazionalità indiana nelle campagne di Latina mostra che nell' agricoltura italiana abbiamo superato qualsiasi limite di tollerabilità e di civiltà, nonché un minimo di umanità. Risulta inconcepibile (ma purtroppo accaduto) che una persona (di quel Paese che, per qualcuno - la Presidente del Consiglio! - "stupisce" il mondo!), datore di lavoro" (in realtà, "caporale" schiavista), scarichi di fronte al suo domicilio un suo "dipendente" (in realtà, "schiavo") con un braccio amputato, come se fosse un sacco di spazzatura, un mozzicone di sigaretta, di cui, semplicemente, sbarazzarsi.
Ma questa, pur giusta e doverosa condanna del degrado morale e civile, di cui questo fatto è il segnale, rischia di rimanere lettera morta, se non si va più a fondo, con mente fredda e lucida, nell' analisi di un fenomeno, non transitorio e isolato, bensì ormai da tempo ricorrente e sistematico. Ciò che succede nell' Agro Pontino, succede nelle campagne di TUTTA Italia (Sud, Centro e Nord).

Da un decennio esiste una Legge contro il caporalato. Si pone qui il problema dello "sfasamento" tra la decisione politica e la realtà su cui questa decisione dovrebbe intervenire. Ciò significa che bisogna guardare dentro il sistema della produzione alimentare, dai campi alla distribuzione e al consumo. Questo sistema si mostra refrattario a qualsiasi modifica, perché si basa su un assioma da cui è da tempo "governata" la produzione, non solo agricola, italiana: il "basso costo" del lavoro"; il "basso costo del prodotto di consumo" (cui corrisponde la bassa qualità del prodotto stesso); i "bassi salari" (o pensioni) degli stessi consumatori finali.

In questo circolo vizioso (in cui guadagnano - bene! - solo gli intermediari e le grosse catene di distribuzione) siamo coinvolti tutti. Sta qui la direi quasi "impossibilità" di reciderlo. Che strumenti ha il consumatore? Come può individuare (e non comprare) il pomodoro risultato dello sfruttamento, del sangue e persino della morte di un altro essere umano? Dovrebbe fare lo sciopero della fame quotidiano, perché TUTTI i prodotti sono sospettabili: e comunque non distinguibili, perché non ne è sufficientemente chiara e dettagliata (volutamente!) la filiera produttiva.

Rimane l'economia circolare e di "vicinanza": sta prendendo piede, ma rimane pur sempre un fenomeno di nicchia, che, per ora, non scalfisce il meccanismo "malato" dell'economia italiana, di cui tutti siamo "schiavi", sia come produttori, sia come consumatori. Tutti i discorsi sulla "bassa produttività" come causa di tutti i mali confliggono con questa elementare e cruda realtà. A cui è del tutto complementare e funzionale il non governo del fenomeno migratorio.


12 giugno 2024

Mentre il "fronte" mediorientale è in stallo (anche se continuano, ormai come l'alternarsi del giorno e della notte, i bombardamenti e i morti a Gaza), torna al centro dell'attenzione l'Ucraina e il nostro quotidiano pane Zelensky. A Berlino ieri 11 giugno, conferenza sulla ricostruzione postbellica dell'Ucraina. Si promettono nuovi soldi per armamenti e nuovi sistemi missilistici "di difesa" e, contemporaneamente, "sminatori" per la ricostruzione. Ammesso e non concesso che nel territorio conteso le mine siano state messe unicamente da uno dei contendenti (i russi) e di loro produzione, fa veramente impressione questo palese (ed esaltato come un merito) cinismo di chi alimenta la guerra e si appresta a ipotizzare e preparare i guadagni del "risanamento" postbellico del territorio. Tanto più che, nello specifico settore, l'Italia è uno dei maggiori produttori di mine: e "le vie della vendita di mine sono infinite". Chiunque le abbia messe, c'è la concreta possibilità che i futuri sminatori italiani si trovino a sminare mine prodotte in Italia dalla OTO Melara di La Spezia.
Si dirà che "così va il mondo (da che mondo è mondo)!". Non smetterò di ribadire che "così" va a schifio: e che è un mondo niente affatto "pulito". Un mondo non "mondo" (aggettivo!): anzi, profondamente marcio, corrotto e inquinato (in tutti i sensi del termine)!


22 giugno 2024

ICiò che è successo l'altro ieri ad un bracciante di nazionalità indiana nelle campagne di Latina mostra che nell' agricoltura italiana abbiamo superato qualsiasi limite di tollerabilità e di civiltà, nonché un minimo di umanità. Risulta inconcepibile (ma purtroppo accaduto) che una persona (di quel Paese che, per qualcuno - la Presidente del Consiglio! - "stupisce" il mondo!), datore di lavoro" (in realtà, "caporale" schiavista), scarichi di fronte al suo domicilio un suo "dipendente" (in realtà, "schiavo") con un braccio amputato, come se fosse un sacco di spazzatura, un mozzicone di sigaretta, di cui, semplicemente, sbarazzarsi.
Ma questa, pur giusta e doverosa condanna del degrado morale e civile, di cui questo fatto è il segnale, rischia di rimanere lettera morta, se non si va più a fondo, con mente fredda e lucida, nell' analisi di un fenomeno, non transitorio e isolato, bensì ormai da tempo ricorrente e sistematico. Ciò che succede nell' Agro Pontino, succede nelle campagne di TUTTA Italia (Sud, Centro e Nord).

Da un decennio esiste una Legge contro il caporalato. Si pone qui il problema dello "sfasamento" tra la decisione politica e la realtà su cui questa decisione dovrebbe intervenire. Ciò significa che bisogna guardare dentro il sistema della produzione alimentare, dai campi alla distribuzione e al consumo. Questo sistema si mostra refrattario a qualsiasi modifica, perché si basa su un assioma da cui è da tempo "governata" la produzione, non solo agricola, italiana: il "basso costo" del lavoro"; il "basso costo del prodotto di consumo" (cui corrisponde la bassa qualità del prodotto stesso); i "bassi salari" (o pensioni) degli stessi consumatori finali.

In questo circolo vizioso (in cui guadagnano - bene! - solo gli intermediari e le grosse catene di distribuzione) siamo coinvolti tutti. Sta qui la direi quasi "impossibilità" di reciderlo. Che strumenti ha il consumatore? Come può individuare (e non comprare) il pomodoro risultato dello sfruttamento, del sangue e persino della morte di un altro essere umano? Dovrebbe fare lo sciopero della fame quotidiano, perché TUTTI i prodotti sono sospettabili: e comunque non distinguibili, perché non ne è sufficientemente chiara e dettagliata (volutamente!) la filiera produttiva.

Rimane l'economia circolare e di "vicinanza": sta prendendo piede, ma rimane pur sempre un fenomeno di nicchia, che, per ora, non scalfisce il meccanismo "malato" dell'economia italiana, di cui tutti siamo "schiavi", sia come produttori, sia come consumatori. Tutti i discorsi sulla "bassa produttività" come causa di tutti i mali confliggono con questa elementare e cruda realtà. A cui è del tutto complementare e funzionale il non governo del fenomeno migratorio.


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
SABATO 09.12.2023
SABATO 16.12.2023
SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024
SABATO 20.01.2024
SABATO 27.01.2024
SABATO 03.02.2024
SABATO 10.02.2024
SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024
SABATO 02.03.2024
SABATO 09.03.2024
SABATO 16.03.2024
SABATO 23.03.2024
SABATO 30.03.2024
SABATO 06.04.2024
SABATO 13.04.2024
SABATO 20.04.2024
SABATO 20.04.2027
SABATO 04.05.2024
SABATO 11.05.2024
SABATO 25.05.2024
SABATO 01.06.2024
SABATO 08.06.2024
SABATO 15.06.2024
SABATO 22.06.2024

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie


Condividi su Facebook

Segnala su Twitter

EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net

Commenti anonimi non saranno pubblicati


in su pagina precedente

  15 giugno 2024