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Democrazia ed estrema destra
Il caso monzese
Umberto De Pace
Nella prefazione alla prima edizione del suo libro Il disonore dell'uomo, lo scrittore e storico tedesco Reimund Schnabel, denunciava come si stesse dimenticando in Germania
in modo sorprendentemente rapido e radicale gli avvenimenti nazionali che turbano e accusano. Per questo il monito, non certo nuovo, che i popoli debbano imparare dalla storia, non suona inutile nella Repubblica Federale tedesca. Era il dicembre 1956, nove anni erano passati dalla fine della seconda guerra mondiale e, poco meno di due mesi prima, il Ministero della Difesa aveva riabilitato gli ex-ufficiali delle Waffen-SS, sino al grado di tenente colonnello, i quali potevano essere assunti nelle forze armate tedesche. Per motivi comprensibili, dopo la guerra le SS affermarono ripetutamente che le Waffen-SS nulla avevano a che fare con le Allgemeinen SS e che a torto quindi venivano incolpate di quanto era accaduto nei campi di concentramento e di altre atrocità ma dai documenti riportati nel libro risulta:
chiaramente che le Waffen-SS erano una branca delle SS e non una formazione della Wehrmacht ... e che la maggioranza delle Waffen-SS era per lo meno al corrente delle atrocità. Più durava la resistenza, e più accaniti si facevano gli uomini delle Waffen-SS, della polizia e della Wehrmacht che anche qui, da fedeli compagni d'arme, sono stati instancabili nell'adempimento del loro dovere ed esemplari nelle loro azioni. L'Einsatz durava spesso dall'alba sino a tarda notte. Pattuglie di esploratori, con i piedi avvolti nelle pezze, rimanevano alle calcagna degli ebrei, tenendoli continuamente sotto pressione. Non di rado sono stati catturati e liquidati ebrei che, approfittando della notte, uscivano dai bunker abbandonati per integrare le loro provviste o per entrare in collegamento con gruppi vicini e scambiarsi notizie. Se si considera che la maggior parte degli uomini delle Waffen-SS aveva alle spalle un addestramento di sole 3-4 settimane, prima dell'impiego in questa azione, è giocoforza esaltarne lo slancio, il coraggio e l'entusiasmo. (dalla Relazione sulla liquidazione del ghetto di Varsavia, il capo delle SS e della polizia nel distretto di Varsavia 16 maggio 1943) Il libro raccoglie documenti, citazioni, autotestimonianze delle Schutzstaffeln del partito nazionalsocialista meglio conosciute come le famigerate SS, le quali impersonarono in modo singolarmente brutale l'ambizione di potere di Hitler. Eppure nella sua seconda edizione del 1958 l'autore è costretto a riconoscere con rammarico come: In alcune scuole della Germania meridionale i bambini quasi non conoscono il nome di Hitler e non sono in grado di dire qualcosa sul passato più recente. si avvicendano nelle fucilazioni o al comando di sorveglianza delle impiccagioni. (dal Resoconto dell'Ufficio centrale delle SS-Fuhrung su esecuzioni in Cecoslovacchia SS-Gruppenfuhrer e tenente generale della Waffen-SS 14 ottobre 1941) Perché ricordare questo oggi? Perché, oggi come ieri, in molte persone la memoria è sbiadita se non completamente perduta, mentre per altri, non pochi anch'essi, è terreno di manipolazione e strumentalizzazione. Gioventù Nazionale, l'associazione giovanile di Fratelli d'Italia (Fdi), celebra con un post su Facebook l'ufficiale nazista Lèon Degrelle, membro delle Waffen-SS; pur ripresa e derubricata a provocazione di un singolo, da parte dei responsabili di partito, l'iniziativa è significativa delle radici sottoculturali all'interno delle quali crescono queste nuove generazioni di militanti politici, supportate spesso da una narrazione pervicace e mistificatrice. Difatti non a caso sul quotidiano online il Secolo d'Italia.it, ancor oggi si sostiene che occorre distinguere tra la famigerata polizia nazista delle SS-Allgemeinen e le Waffen-SS ossia le SS combattenti, che si formarono all'inizio della guerra per combattere in tutta Europa principalmente contro il comunismo. (dal Rapporto del maggiore delle Waffen-SS dottor Wilhem Hoettl)
L'ufficiale nazista delle Waffen-SS, Lèon Degrelle, è lo stesso le cui citazioni un tempo campeggiavano sul sito di Lealtà Azione, l'associazione di estrema destra, ben radicata nella città di Monza, con un suo rappresentante anche all'interno delle istituzioni. La stessa associazione che tenne un convegno a Milano nel 2010 sull'ufficiale nazista e che ancor oggi in spregio alla storia e ai valori fondanti della nostra repubblica democratica, onora provocatoriamente i caduti della Repubblica di Salò in occasione del giorno della Liberazione. La stessa associazione che attraverso le sue branche, tenta in tutti i modi di legittimarsi e fare opera di proselitismo, come ben dimostra ad esempio Bran.co. onlus, presente nelle consulte di quartiere e in varie altre iniziative di volontariato e solidarietà a livello cittadino.
Fuhrer e cancelliere del Reich giuro fedeltà e coraggio. A te e ai capi da te designati prometto solennemente di obbedire sino alla morte, e che Dio mi aiuti. (Giuramento delle Waffen-SS) Vi sono partiti, come Fdi e la Lega, che al di là dell'ospitare al loro interno personaggi legati o provenienti dall'estrema destra, condividono con quest'area parte degli ideali e dei progetti culturali e politici. Basti pensare all'opera, oramai pluridecennale, di delegittimazione e/o soppressione della celebrazione del giorno della Liberazione, all'interno della quale la condanna del canto Bella Ciao è solamente uno degli aspetti più pittoreschi. Solo quale esempio, quest'anno è toccato alla scuola media Rodari di Desio, mentre l'attacco alle associazioni partigiane, in primis l'ANPI è continuo e ininterrotto. Come leggere quindi questo strabismo che Fdi e Lega coltivano nei confronti dell'estremismo della destra neofascista? A Lealtà Azione abbiamo già accennato, ma l'ufficiale nazista Lèon Degrelle trova spazio anche fra i militanti di Casa Pound, insieme ad altri ufficiali delle Waffen-SS come Henri Joseph Fenet o Richard Walther Darré, ministro del Reich e membro delle SS, senza disdegnare di venerare, giusto in forma più riservata, il boia delle Fosse Ardeatine, Erich Priebke e il criminale nazista Heinrich Himmler.
Non stupisce quindi che in questo doppio gioco, personaggi sicuramente non di secondo piano, come Ignazio La Russa, se ne escano periodicamente con proposte come quella di dedicare il 25 aprile ai caduti di tutte le guerre e, visto che ci siamo, anche per le vittime del Covid-19. Oppure Elena Dozza sempre di Fdi, assessora all'istruzione della Regione Veneto, la quale celebra la ricorrenza del 25 Aprile presso la foiba Buso del La Spaluga dichiarando: Ho voluto celebrare tutti (e sottolineo tutti) i connazionali che hanno combattuto durante la guerra civile '43-'45 nell'ottica di una Pacificazione Nazionale" unendo nel ricordo tutti quei fatti che videro i nostri connazionali sacrificare la propria vita, chi per l'onore d'Italia, chi per la libertà, ma con pari dignità. Ovviamente Donazzan, che non è nuova a queste uscite, ha piena conoscenza che in quel luogo vennero giustiziati 14 militi del Cst, il famigerato Corpo di sicurezza trentino agli ordini degli occupanti tedeschi, autore di rastrellamenti, distruzioni e stragi.
Non mancano anche rappresentanti delle istituzioni come Ugo Filisetti, direttore dell'ufficio scolastico regionale delle Marche, per il quale le ricorrenze oramai sono un rito per esternare i propri convincimenti culturali e politici, pur evidentemente antistorici se non apologetici, nei fatti, di una retorica nemmeno troppo velatamente neofascista, dal surreale Presente! scandito insieme ai nomi dei caduti della grande guerra alla, ancora una volta, insostenibile equiparazione tra partigiani e fascisti per la festa della Liberazione. In tutta questa retorica citata c'è una costante che è quella del riconoscimento dell'onore nei confronti di chi ha combattuto dalla parte avversa ma pur sempre per l'Italia o per la Patria. A questo punto occorre capire di quale onore si tratta, di quale Italia e di quale Patria? E' evidente ai più che tale onore la Repubblica democratica italiana non può certamente riconoscerlo a fascisti e nazisti che hanno portato il mondo intero nel baratro della seconda guerra mondiale; è altrettanto chiaro che identificare i fascisti come quelli che combatterono per l'onore d'Italia ancor prima che un non senso è una bestemmia a meno non si completi l'affermazione, per l'Italia fascista, affermazione corretta ma evidentemente irricevibile. A questo punto l'unico onore personale che può essere umanamente riconosciuto a chi di quei fatti si è reso complice, è a quanti hanno riconosciuto il tragico errore compiuto o hanno ripudiato quella loro scelta, a quanti hanno saputo da essa riscattarsi o hanno accettato la sconfitta senza rivendicazione alcuna. A tutti gli altri, quelli che di quel millantato onore se ne fanno vanto o quelli che hanno costruito su quel presunto onore il loro mito, la storia, la Costituzione, le leggi del nostro paese sanciscono chiaramente che ciò in cui credono ha rappresentato e rappresenta tutt'ora il disonore dell'uomo. (Raccomandazione del medico residente delle Waffen-SS Weimar-Buchenwald, 27 gennaio 1945)
Umberto De Pace GLI ARTICOLI PUBBLICATI 0 - Prologo 1 - Perché Monza? 2 - Bran.Co. e Lealtà Azione - 1 3 - Bran.Co. e Lealtà Azione - 2 4 - Forza Nuova - 1 5 - Forza Nuova - 2 6 - CasaPound - 1 7 - CasaPound - 2 8 - CasaPound - 3 9 - Lorien e Progetto Zero 10 - Lorien e Compagnia Militante 11 - A.D.ES. 12 - Le radici dell'estrema destra monzese - 1 13 - Le radici dell'estrema destra monzese - 2 14 - Sul neofascismo - 1 15 - Sul neofascismo - 2 16 - Sul neofascismo - 3 17 - Sul neofascismo - 4 18 - Sull'antifascismo - 1 19 - Sull'antifascismo - 2 20 - Sull'antifascismo - 3 21 - Sull'antifascismo - 4 22 - Sull'antifascismo - 5 23 - Sull'antifascismo - 6 24 - Sull'antifascismo - 7 25 - Sull'antifascismo - 8 26 - Sull'antifascismo - 9 27 - Sull'antifascismo - 10 28 - Sull'antifascismo - 11 29 - Sull'antifascismo - 12 30 - Sulla democrazia - 1 31 - Sulla democrazia - 2 32 - Sulla democrazia - 3 33 - Sulla democrazia - 4 34 - Sulla democrazia - 5 35 - Sulla democrazia - 6 36 - Sulla democrazia - 7 37 - Sulla democrazia - 8 38 - Sulla democrazia - 9 39 - Sulla democrazia - 10 40 - Il disonore dell'uomo EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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