25 giugno 2024
Di fronte alle ormai consuete "gaffe" di Gennaro Sangiuliano, ministro della cultura del governo italiano, e alle "rettifiche" che sono gaffe al quadrato", mi è sorto il dubbio che non si tratti di pura e semplice ignoranza (già di per sé grave per un ministro della Repubblica!), bensì di qualcosa di ben più grave e che riguarda l'atteggiamento di tutta la compagine governativa, a partire dalla sua capessa.
Di solito si tende invece a "comprendere" la difficoltà della presidente del Consiglio, che farebbe del suo meglio per sopperire alle carenze e inconsistenza della sua presunta "scalcagnata" squadra di governo.
Sangiuliano ha detto che Cristoforo Colombo avrebbe tentato la rotta ad occidente per arrivare in Cina, sulla base della teoria galileiana. Peccato che Galilei sia vissuto quando Cristoforo Colombo era già morto da tempo! A parte che teorie sulla "rotondità" della terra erano già presenti nei geografi e scienziati ellenistico-alessandrini, ciò che sta dietro a questa "ignoranza" sono la supponenza e l'arroganza del vero e proprio elogio (e vanto!) del "non sapere" come vicinanza e "servizio di verità" per il "popolo": contro lo snobismo del sapere delle élites "radical-chic". Non si tratta infatti del socratico "sapere di non sapere", cioè del dubbio, dello spirito critico, che è alla base della scienza moderna; bensì del suo esatto contrario: l'arrogante disprezzo, la supponente "nonchalance" a parlare senza un minimo di documentazione.
La stessa arroganza si ritrova non a caso contemporaneamente nel messaggio mediatico con cui la presidente del Consiglio ha accusato l'opposizione di toni da "guerra civile", di "incitamento all' odio", di atteggiamento antinazionale e antipatriottico.
Sarebbe riduttivo parlare di "nervosismo", dovuto allo stress delle "trattative" europee, o ai risultati delle elezioni comunali. Si tratta, a mio avviso, di una strategia comportamentale e comunicativa del tutto consapevole e meditata. Quelle di Sangiuliano e della Meloni non sono affatto "parole dal sen sfuggite".
26 giugno 2024
Oggi, sull' omicidio-massacro del sedicenne di Pescara da parte di due coetanei "di buona famiglia" si sono esercitati sui mass-media i consueti esperti, che, analizzando le sconcertanti modalità del fatto e il comportamento di questi giovani, hanno lanciato un grido di allarme sulla mancanza di empatia, di senso del limite; sulla predominanza invece di un'amorale pulsione di onnipotenza e sul narcisismo egoistico.
Tutto vero, ma tardivo. In realtà questi giovani sono il prodotto di una società che ha perduto gli anticorpi culturali ed educativi che le permettevano di porre un freno (e un limite) al senso di onnipotenza che gli ultimi vertiginosi risultati della scienza e della tecnica hanno accentuato e reso "normale".
Fino a poco tempo fa (ancora per la mia generazione) la cultura "classica" era alla base della educazione scolastica. Iliade, Odissea ed Eneide erano, insieme con La Divina commedia e I Promessi Sposi, erano "croce e delizia" dei liceali.
Nel Cristianesimo c'è implicito il superamento del limite della morte e il concetto di onnipotenza (di Dio; ma, attraverso il processo di laicizzazione, di riflesso anche dell' UOMO). Nel mondo greco-romano, è molto presente il senso del limite: nessuno è onnipotente, neppure gli dei. Gli uomini sono definiti come "oi brotoi" (i mortali). La morte e il rispetto (la "pietas" per i morti, i deboli, gli sconfitti) sono la base, la "linea rossa" della civiltà umana, superata la quale non si può più parlare di umanità. L'Iliade termina con la tregua concessa da Achille all' anziano re di Troia Priamo per i funerali del figlio Ettore. L' ira di Achille ("che infiniti lutti addusse agli Achei"), che è alla base della guerra di Troia (e di TUTTE le successive guerre!) si placa nel funerale (e nei giochi "funebri" da cui scaturiranno le tregue e i giochi olimpici antichi).
Mi si accuserà di nostalgia passatista. Penso invece che non ci sia niente di più "contemporaneo" (e necessario!) di una ripresa dei principi e dei valori espressi nel finale dell'Iliade.
Penso che i due adolescenti che hanno fatto scempio di un loro coetaneo hanno superato quella "linea rossa". E dobbiamo chiederci, non solo quanto siamo responsabili, in quanto società, noi tutti; ma anche se non occorra hic et nunc per lo meno cercare di invertire la rotta.
27 giugno 2024
Non penso affatto che, comunque vada a finire, il rinnovo della presidenza della Commissione Europea ad Ursula von der Leyen sia una buona notizia per la sinistra europea. Non capisco come il gruppo dei socialisti possa appoggiare una Presidenza che già da tempo ha fatto marcia indietro sulla politica ambientale, che chiude ai Verdi e apre al gruppo dei conservatori. Nella tattica dei "due forni" che, se eletta, la Von der Leyen adotterà (magari con la "sponda" dei Conservatori di Giorgia Meloni) i socialisti europei (e il PD) rischiano di essere messi all'angolo. Le prospettive non mi sembrano rosee; ma può darsi che mi sbagli e spero di essere smentito.
29 giugno 2024
Che dire del "confronto" televisivo tra Biden e Trump? La prima e immediata reazione è che, se questi sono i candidati alla presidenza di quello che è considerato il modello della democrazia, c'è poco da star allegri. Abbiamo di fronte la raffigurazione fisica concreta di una "senescenza" della democrazia, di invecchiamento delle classi dirigenti, di cristallizzazione dei gruppi di potere.
Ciò che fa più impressione (e preoccupa!) è la condizione dei democratici: un partito che negli anni Sessanta del secolo scorso aveva espresso il più giovane Presidente di tutta la storia americana. Sembra di parlare, politicamente, di un'altra era geologica.
Fa paura l'involuzione di questo partito, bloccato dalla sterile rivalità tra il clan dei Clinton e quello degli Obama, che vengono percepiti (non del tutto a torto) come gestori di un sistema di potere lontano dagli interessi concreti del cittadino comune, che hanno perso il rapporto con i ceti operai e popolari e il loro appoggio lasciandoli al populismo trumpiano. E questa è la "colpa" più pesante e inquietante.
A parziale scusante, si può osservare che anche in Europa (e non solo!) i "progressisti" sono divisi e non riescono a "sfornare" leader che possano contrastare i vari capi più o meno autoritari della destra populistica. Comunque, gli Stati Uniti sono il tutto e il contrario di tutto, il peggio e il meglio che si possa concepire: almeno per il passato. Non ci resta che sperare in questa "imprevedibilità" e "duttilità": anche se, ultimamente, la società nord-americana sembra essersi politicamente e socialmente "irrigidita".
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Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
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C'era una volta il dialogo!
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La crisi istituzionale che viene da lontano
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Homo insaziabilis
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Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
44 Kabul, l'America e l'Europa
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48 La destra coerenza di Renzi
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50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 Privatizzare
58 Guerra, pace e pacifismo
59 Il PD prossimo venturo
60 La rivoluzione di Bergoglio
61 Quirinale: il gioco dell' oca
62 Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 La riforma della Costituzione
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71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 Fuoco incrociato
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76 A quale scopo?
77 Logica duale
78 Le parole della politica
79 Antisemitismo
80 In margine ad alcuni articoli
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29 giugno 2024