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Democrazia ed estrema destra
Il caso monzese
Umberto De Pace
Come si è potuti giungere a un così stretto contatto e intreccio tra la Lega e l'estrema destra, ci chiedevamo in chiusura della precedente puntata. Prima di cercare di dare una risposta a questa domanda occorre innanzitutto fare brevi accenni alla Lega delle origini per poi focalizzare l'attenzione su alcuni dei principali protagonisti di questo commistione. ![]() Le radici del flirt tra l'estrema destra e i: leghisti non nascono né oggi, né negli '90, ma agli albori del fenomeno leghista. questo è quanto scrive Matteo Luca Andriola, studioso delle destre, nel suo articolo Alle radici del fascioleghismo. Gli anni '80 dalle leghe alla Lega (rivistapaginauno.it del 10 ottobre 2015) . Nella sintetica quanto interessante ricostruzione dell'autore quelle radici sono rappresentate per le prime leghe regionali, formatesi negli anni '80 sulla base di rivendicazioni di autonomia territoriale, dalla comune carica antisistema con la destra radicale e dalla condivisione di temi quali: l'identitarismo, il rifiuto dell'immigrazione, la derivante omologazione etnoculturale, la messa in discussione dell'unità d'Italia (soggetto massonico) e della partitocrazia liberale. Fa da laboratorio in tal senso il Piemonte. Fra i primi partiti localisti piemontesi spicca il Moviment d'arnàssita piemontéisa, detto Lista Piemont, guidato da Roberto Gemmo, e Piemont autonomista del cantautore Gipo Farassino, al quale si affianca l'avvocato Mario Borghezio ex direttore di Orion-finanza, inserto del mensile fondato nel 1984 da Maurizio Murelli. Militante di estrema destra vicino alle posizioni di Franco Freda, ex terrorista nero, Murelli opera nella città di Saluzzo in provincia di Cuneo, dove ha domicilio in stato di semilibertà dopo 11 anni di carcere, a seguito della condanna a 18 anni per concorso morale nell'omicidio dell'agente di polizia Antonio Marino, avvenuto il 12 aprile 1973 a Milano nel corso degli scontri tra neofascisti e forze dell'ordine. Il mensile Orion rappresenta una delle iniziative politico culturali di maggior fermento e interesse nell'area della destra radicale dell'epoca, alla rivista: collaborarono quasi tutti i più significativi esponenti del radicalismo di destra italiano, e la rivista fu tra i primi periodici a dare spazio alle tematiche negazioniste, creando una rubrica apposita sull'argomento, affidata a Carlo Mattogno quest'ultimo di gran lunga il più importante e rigoroso negazionista italiano e uno dei maggiori a livello mondiale, sull'argomento. come riporta Daniela Rana nel suo articolo sulla Destra radicale italiana e negazionismo della Shoah. Una genealogia teorico-politica (Rivista di Storia delle Idee, 2014). ![]() Approfondiremo più avanti le figure di Maurizio Murelli e Mario Borghezio e il percorso della rivista Orion dalla sua fase nazionalista rivoluzionaria a quella rossobruna, ciò che ora ci interessa evidenziare è il legame che si crea in quegli anni tra la rivista e le prime leghe, divenendo come sostiene Andriola: uno dei principali laboratori di tale avvicinamento. I temi dell'identità etnico-culturale, della tutela e salvaguardia della lingua, della cultura, dei valori, dei diritti naturali delle etnie rivendicati dalle forze autonomiste, trovano fondamento nelle analisi della Nuova Destra, che ha in Alain de Benoist uno dei suoi principali e più importanti ispiratori, per il quale: Il regionalismo, l'etnismo, sono nomi moderni dell'eterna rinascita delle patrie carnali. (A. de Benoist, Le idee a posto, Napoli, Akropolis, 1983). Se il pensiero del filosofo Julius Evola: divenne tra gli anni sessanta e settanta la bibbia del neofascismo, principalmente ma non solo italiano: una cassetta degli attrezzi in grado di fornire, con attenzione pedagogica, una aristocratica filosofia dell'azione politica per più generazioni militanti (dalle federazioni giovanili missine al terrorismo nero). come riporta il ricercatore storico Elia Rosati: Su una strada teorica parallela, nel 1969, un colto giornalista francese di destra, Alain de Benoist, diede vita a un progetto culturale, il GRECE (Groupement de Recherche ed d'Etudes pour la Civilisation Européenne), con l'obbiettivo di ricostruire una cultura politica radicale in grado di innervare, con una attenta azione culturale (il gramscismo di destra) anche soggetti al di fuori del neofascismo. (E. Rosati, CasaPound Italia. Fascisti del terzo millennio, Ed. Mimesis, aprile 2018). ![]() Julius Evola (1898-1974) in una fotografia dei primi anni quaranta (wikipedia) Non solo, spiega ancora Andriola, la destra radicale: all'astrazione della sinistra contrappone idee-forza reali, concrete, come la Nazione, la Razza, il Sangue, il Suolo e l'Heimat, che non necessitano di spiegazioni razionali, che possono invece essere agitati ed evocati giacché le parole alla fine si rivelano più limitative che rappresentative delle idee. come sostiene Franco Freda (Il cattiverio e le beatitudini, in Gruppo di Ar, Totalità sociale e comunità organica, Edizioni Ar, 1982). Non è quindi un caso che sul numero di novembre del 1987 della rivista Orion, viene pubblicato il: Manifesto dell'Etnocrazia, in cui si dichiara che il radicamento etnoidentitario che parte dal basso, cioè dai quartieri, dai municipi, dalle città e dalle regioni, è l'unico mezzo per smuovere le acque stagnanti dell'impasse di un'Italia uscita duramente e con grandi difficoltà dagli anni di piombo. Seguirà quella che potrebbe apparire come una penetrazione che ha fra le sue figure chiave Alberto Sciandra, studente universitario e poi dirigente leghista piemontese (cofondatore della sezione di Cuneo nel 1989 e di quella di Saluzzo, candidato alle comunali di Cuneo nel 1990, poi consigliere comunale e segretario provinciale nel 1992-1998), il futuro on. Guido Rossi (teorico dell'alleanza antimondialista con l'Islam ) e Francesco Littera, anche se a fondare nel 1989 la prima sezione leghista a Cuneo la prima in provincia, guarda caso è a Saluzzo contribuiranno personalità provenienti da diversi ambienti politici, ex Psi, ex liberali, ex DC e addirittura ex comunisti. Come riporta Carlo Gatti nel suo libro I demoni di Salvini. I post nazisti e la Lega. (ed. Chiarelettere, maggio 2019) è lo stesso Sciandra a rivelarlo: Avevamo un progetto di contaminazione. O d'inseminazione. L'idea era quella di dare forma a un corpo che si stava creando e che poteva essere vincente perché veniva dal popolo, ma era privo d'anima, quindi facilmente influenzabile e controllabile. Anche perché ritenevamo che, nel suo profondo, quel corpo avesse esigenze ideologicamente coerenti con il pensiero della destra radicale, la nostra area di appartenenza. aggiungendo: Quando entro nel movimento, nel 1989, lo faccio in base a valori e principi assunti in quel periodo a Saluzzo. Non ricordo se lui (Murelli) ci abbia detto di farlo espressamente, o più abilmente abbia seminato qua e là messaggi che poi noi abbiamo elaborato facendo quello che lui voleva senza che ce lo dicesse. Sono sicuro che la scelta di entrare in Lega sia figlia delle riflessioni con Murelli. Di questo sono certo. Anche Guido Rossi, sia pur con maggior ritrosia, riconosce che: Sicuramente le tematiche autonomiste e identitaria nel mondo di destra c'erano, c'erano sempre state. E quelle cose si sono fuse.. Sciandra e Rossi iniziano a frequentare Maurizio Murelli a Saluzzo attorno al 1986, dopo essere stati presentati da Stefano Nai, conosciuto da Sciandra presso la sede del Fronte della Gioventù di Cuneo. Agli incontri di Saluzzo partecipano anche Alessandra Colla, ex collaboratrice di Freda in Edizioni Ar, Carlo Terraciano, anch'egli seguace di Freda ed ex dirigente del Fronte della Gioventù: Ecco come lo ricorderà in occasione della sua morte, nel 2005, l'amico neofascista Gabriele Adinolfi: Carlo, non c'è dubbio, era nazista ed è riuscito a morire a cinquantasei anni, alla stessa età del Fuhrer.. C'è anche il giovane Marco Battara: Viene anche lui dal Fronte della gioventù, e gestisce una libreria esoterica milanese, La Bottega del fantastico, che fornisce l'indirizzo postale di Orion. Carlo Gatti riporta inoltre la testimonianza di Marco Battara sui suoi primi contatti con la Lega: Quando la Lega ha fatto la prima riunione a Milano, era l'85, eravamo in nove, incluso Bossi. Due eravamo di Orion. Il contatto con i leghisti viene dato a Battara da Francesco Speroni, frequentatore della sua libreria, con lo scopo di dare una mano nell'organizzare l'attività politica ai militanti leghisti disorganizzati e senza alcuna esperienza. Come spiega Battara: Non sapevano stampare un volantino, non sapevano attaccare manifesti. Gli abbiamo fatto un minimo di scuola di militanza. Tant'è vero che i primi volantini della Lega a Milano sono stati stampati nella tipografia di Murelli a Saluzzo. Umberto Bossi decide di candidare Battara alle elezioni locali ma la cosa salta quando circola la notizia che riporta il suo: curriculum vitae, e si raccontava che i nazisti di Orion volevano prendere in mano la Lega. A quel punto sostiene Battara: ne siamo usciti perché non c'era alcun tipo di agibilità politica. Per cui non ci interessava più. ![]() Ma non sembra che sia andata proprio così, come abbiamo già visto più sopra dalle testimonianze di Sciandra e Rossi. Nel numero di marzo del 1988 dal titolo eloquente Etnocrazia alla riscossa Maurizio Murelli sostiene esplicitamente che: è pur vero che il discorso politico-culturale che va sfiorando (la Lega) è di estremo interesse e di estrema sintonia con le posizioni già espresse in Orion, almeno potenzialmente. Per questa ragione invitiamo i nostri lettori lombardi ad avvicinarsi alla Lega apportando il loro contributo per una visione più profonda della concezione etnocentrica. Oltre a pubblicizzare eventi culturali patrocinati dalle varie leghe regionali e periodici dell'area autonomista, la rivista inviterà a votare per esse alle elezioni per il parlamento europeo del 1989, contro il sistema dei partiti nazionale, per scardinare la logica mondialista, per tentare di gettare premesse per un tipo di politica radicata al suolo, agli usi e costumi delle diverse popolazioni. (Elezioni europee, n.f., in Orion, aprile 1989). Secondo Andriola l'interesse e l'attrazione da parte di Orion per il fenomeno leghista: comincia a scemare quando la Lega diventa un fenomeno di massa. La redazione si accorge che con la caduta del Muro di Berlino il capitalismo, la struttura, per sopravvivere necessita di cambiamenti radicali in ambito sovrastrutturale, archiviando lo Stato-nazione, l'interventismo statale e puntando tutto su un sistema liquido, federale, funzionale al libero mercato. Il primo ad accorgersi di tutto è il collaboratore Renato Pallavidini, ex esponente del Pci cossuttiano (vicino negli anni '80 a Interstampa e all'Associazione culturale marxista) passato al fascismo rosso e poi al nazionalcomunismo: il suo background marxista gli permette di spiegare che la Lega Nord è funzionale al disegno mondialista. Benché ancora nel 1993 Orion appoggi a Milano la lista civica Federalismo e un suo militante, Carlo Terraciano, si presenti in lista a Firenze per il Movimento autonomista Toscano, l'interesse per la Lega di Bossi, definita oramai quale forza neoliberista, decade. La rivista Orion sposta i suoi interessi e: decide di sperimentare nuove sintesi molto più radicali rispetto a quelle precedentemente viste: all'Est, nella Russia postcomunista di Boris El'cin, diviene possibile concretizzare l'idea unendo al tutto le suggestioni geopolitiche introdotte sul mensile da Terraciano nel 1986-1987. Da quel momento Orion diventa il laboratorio per un'eresia politicamente scorretta, il nazionalcomunismo, trasformandosi in Mensile di opposizione globale (dal n.99, dicembre 1992, archiviando così la precedente dicitura di Organo di stampa del Fronte Antimondialista) e divenendo, come recita la copertina del n.100, gennaio 1993, un punto rosso nella galassia nera, un punto nero nella galassia rossa. Nasce così il nazionalcomunismo. Ciò non comporta comunque: la fine al flirt di tutta la destra radicale o di certi suoi settori più intellettualmente colti con il fenomeno leghista. Chiusa la parentesi Orion, altri soggetti, come la Nuova destra di Marco Tarchi, si interesseranno al Carroccio, movimento ancora federalista e localista . D'altronde come ricorda all'inizio del suo articolo, dell'ottobre 2015, Matteo Luca Andriola: Cambiano i nomi, e ieri era Flavio Tosi, leghista doc e animatore della Verona nera, aperta alle più radicali anime della destra nazionale e degli skinheads, a essere additato come l'uomo dell'ala dura ma presentabile di via Bellerio, mentre oggi la stampa lo dipinge come moderato, leader della lista Fare!, progetto bloccato alle regionali e alternativa al radicale Salvini, amico dei fascisti del III millennio. Umberto De Pace GLI ARTICOLI PUBBLICATI 0 - Prologo 1 - Perché Monza? 2 - Bran.Co. e Lealtà Azione - 1 3 - Bran.Co. e Lealtà Azione - 2 4 - Forza Nuova - 1 5 - Forza Nuova - 2 6 - CasaPound - 1 7 - CasaPound - 2 8 - CasaPound - 3 9 - Lorien e Progetto Zero 10 - Lorien e Compagnia Militante 11 - A.D.ES. 12 - Le radici dell'estrema destra monzese - 1 13 - Le radici dell'estrema destra monzese - 2 14 - Sul neofascismo - 1 15 - Sul neofascismo - 2 16 - Sul neofascismo - 3 17 - Sul neofascismo - 4 18 - Sull'antifascismo - 1 19 - Sull'antifascismo - 2 20 - Sull'antifascismo - 3 21 - Sull'antifascismo - 4 22 - Sull'antifascismo - 5 23 - Sull'antifascismo - 6 24 - Sull'antifascismo - 7 25 - Sull'antifascismo - 8 26 - Sull'antifascismo - 9 27 - Sull'antifascismo - 10 28 - Sull'antifascismo - 11 29 - Sull'antifascismo - 12 30 - Sulla democrazia - 1 31 - Sulla democrazia - 2 32 - Sulla democrazia - 3 33 - Sulla democrazia - 4 34 - Sulla democrazia - 5 35 - Sulla democrazia - 6 36 - Sulla democrazia - 7 37 - Sulla democrazia - 8 38 - Sulla democrazia - 9 39 - Sulla democrazia - 10 40 - Solidarietà, mistificazione, informazione 41 - Il disonore dell'uomo 42 - Associazione nazionale paracadutisti d'Italia 43 - Fratelli d'Italia e il branco 44 - Il paradigma della Lega - 1 45 - Il paradigma della Lega - 2 EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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