15 luglio 2024
Sull' attentato a Trump nella notte tra sabato e domenica scorsi mi permetto di segnalare tre editoriali apparsi su "Domani" di oggi, lunedì 15 luglio: 1) "La retorica vittimista che alimenta la logica della fazione", di Mattia Ferraresi; 2) "Il tycoon è diventato un martire. Biden e i dem sempre più deboli", di Matteo Muzio; 3) "La violenza come arma politica. Trump e i sacerdoti della rabbia", di Nadia Urbinati.
Mi sembra estremamente interessante l'articolo di Nadia Urbinati, perché affronta questo episodio in profondità, al di là della sua specificità nella storia degli omicidi politici negli Stati Uniti e delle diverse "ipotesi" interpretative, più o meno "complottiste" e "di parte".
Ne cito alla lettera l'inizio: "RABBIA è la passione che domina la politica del ventunesimo secolo. Genera e allo stesso tempo riflette la tendenza alla semplificazione, alla divisione netta tra amici e nemici, tra buoni e cattivi, tra noi e loro. La rabbia non alleva rivoluzionari e non si cementa nelle contese a viso aperto. E' una passione contagiosa che alimenta gesti irrazionali ed estremi. Unisce individui socialmente isolati che sentono pesante l'impotenza della loro cittadinanza, vuota di progetti e di ideali di futuro, ripiegata sul passato, mitizzato come una reliquia". Insomma, l'affermarsi non solo negli Stati Uniti della "logica duale" ed i suoi effetti distruttivi sui fragili equilibri delle democrazie liberali.
Nadia Urbinati evidenzia la "svolta" del 1989, la diffusione a livello mondiale di un capitalismo selvaggio ed individualistico, con la scomparsa (?) delle cosiddette "ideologie" e il corrispondente indebolimento, se non scomparsa, di strutture consociative e solidaristiche e l'affermarsi di "aggregazioni" fideistiche al seguito fanatico del "capo", dell'"uomo della Provvidenza" o, più terra terra, del miliardario populista che promette la possibilità di arricchirsi a tutti; e ne istiga e alimenta la rabbia distruttiva e l'odio nei confronti dei supposti nemici.
L' attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021 ha esemplificato e messo in pratica questa rabbia distruttiva, questo odio contro la democrazia elettorale, contro gli stessi principi fondanti delle moderne democrazie liberali. Ciò che è successo negli Stati Uniti nel 2021 e la notte tra sabato e domenica scorsi ci riguarda e coinvolge tutti. E ci pone una domanda di fondo: può coesistere questo tipo di capitalismo con la democrazia politica che pensavamo di aver salvato attraverso e contro gli orrori del secolo scorso? O siamo destinati a forme di populistiche "democrature", più o meno dittatoriali?
17 luglio 2024
Genova chiama, Venezia risponde. Commentando il "Totigate", avevo rilevato come era caduta in basso quella città che si definiva "la Superba", che aveva dominato il Mediterraneo e, con il banco di San Giorgio, finanziato un Impero e caratterizzato un secolo, il Seicento, definito "il secolo genovese". Oggi anche la sua storica, e ancor più grande, rivale, Venezia, è caduta parimenti in basso, del tutto indegna del titolo di "Serenissima", di cui giustamente si è fregiata per molti secoli. Ma le accuse di corruzione, concussione e interesse privato che hanno coinvolto la giunta comunale veneziana e lo stesso sindaco, quale che sarà l'esito finale del procedimento giudiziario, hanno evidenziato i danni che produrrà l'abolizione dell'abuso di ufficio e la limitazione delle intercettazioni.
La pratica di abuso d'ufficio e di conflitto d'interesse è "normale" in Comuni grandi, piccoli e piccolissimi. Fa parte di quella degenerazione della politica e dell'amministrazione pubblica, che si chiama "clientelismo" e spartizione fra gli "amici" del danaro pubblico. In un'espressione volutamente provocatoria, MAFIA DI STATO.
Parlare di "questione morale" è un eufemismo. Non essendoci in Italia il concetto di "morale PUBBLICA", viene ridotta a questione di morale privata, di ubbia di "anime belle", che non si adeguano alle "durezze" e "concretezze" pragmatiche della vita.
20 luglio 2024
Quanto detto da Giorgia Meloni sul suo voto contrario al rinnovo della presidenza della Commissione europea a Ursula Von der Leyen ("Sono pragmatica: deciderò volta per volta in base al contenuto dei singoli provvedimenti. Ho sempre avuto un buon rapporto con Ursula Von der Leyen") mostra da parte sua che vuole lasciarsi le mani libere in Europa e mostrarsi invece "sovranista" e "patriota" in Italia (per non farsi "scavalcare" da Salvini); e da parte della Von der Leyen di voler continuare a limitare (di fatto, boicottare) le proposte "greendeal" dei Verdi, ricorrendo "sotto banco" ai voti dei Conservatori meloniani.. La contropartita è la sintonia e l'appoggio ai vari Piani Mattei e accordi sui respingimenti dei migranti con Libia, Tunisia, Egitto. Sarà determinante e indicativa la nomina a Commissario per il Mediterraneo.
Non so quanto potrà durare questa situazione per lo meno ambigua e fino a che punto la potranno "mandar giù" Verdi, Socialisti e Liberali europei. Forse non c' è alternativa. Forse, però, non si è fatto nulla per cercarla. Sta di fatto che è piuttosto avvilente continuare a consolarci con il pensiero del "meno peggio", dello "scampato pericolo" del novello Annibale della "marea nera".
Luca Matulli
Il teorema dello "accordo segreto" tra le due donne europee di maggior successo, Ursula e Giorgia, è interessante, ammesso che sia vero e non frutto della solita dietrologia dei commentatori politici, e sperò andrà a bilanciare il peso del fanatismo pseudo green dell'ammucchiata europarlamentare della cosiddetta "maggioranza Ursula" al fine di indirizzare le politiche europee verso lidi più lungimiranti e socialmente attenti alle istanze di vita reale della gran parte degli europei non appartenenti alla élite più ricca.
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Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
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50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
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61 Quirinale: il gioco dell' oca
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63 La riforma della Costituzione
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71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
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20 luglio 2024