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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 20 luglio 2024

15 luglio 2024

Sull' attentato a Trump nella notte tra sabato e domenica scorsi mi permetto di segnalare tre editoriali apparsi su "Domani" di oggi, lunedì 15 luglio: 1) "La retorica vittimista che alimenta la logica della fazione", di Mattia Ferraresi; 2) "Il tycoon è diventato un martire. Biden e i dem sempre più deboli", di Matteo Muzio; 3) "La violenza come arma politica. Trump e i sacerdoti della rabbia", di Nadia Urbinati.
Mi sembra estremamente interessante l'articolo di Nadia Urbinati, perché affronta questo episodio in profondità, al di là della sua specificità nella storia degli omicidi politici negli Stati Uniti e delle diverse "ipotesi" interpretative, più o meno "complottiste" e "di parte".
Ne cito alla lettera l'inizio: "RABBIA è la passione che domina la politica del ventunesimo secolo. Genera e allo stesso tempo riflette la tendenza alla semplificazione, alla divisione netta tra amici e nemici, tra buoni e cattivi, tra noi e loro. La rabbia non alleva rivoluzionari e non si cementa nelle contese a viso aperto. E' una passione contagiosa che alimenta gesti irrazionali ed estremi. Unisce individui socialmente isolati che sentono pesante l'impotenza della loro cittadinanza, vuota di progetti e di ideali di futuro, ripiegata sul passato, mitizzato come una reliquia". Insomma, l'affermarsi non solo negli Stati Uniti della "logica duale" ed i suoi effetti distruttivi sui fragili equilibri delle democrazie liberali.
Nadia Urbinati evidenzia la "svolta" del 1989, la diffusione a livello mondiale di un capitalismo selvaggio ed individualistico, con la scomparsa (?) delle cosiddette "ideologie" e il corrispondente indebolimento, se non scomparsa, di strutture consociative e solidaristiche e l'affermarsi di "aggregazioni" fideistiche al seguito fanatico del "capo", dell'"uomo della Provvidenza" o, più terra terra, del miliardario populista che promette la possibilità di arricchirsi a tutti; e ne istiga e alimenta la rabbia distruttiva e l'odio nei confronti dei supposti nemici.
L' attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021 ha esemplificato e messo in pratica questa rabbia distruttiva, questo odio contro la democrazia elettorale, contro gli stessi principi fondanti delle moderne democrazie liberali. Ciò che è successo negli Stati Uniti nel 2021 e la notte tra sabato e domenica scorsi ci riguarda e coinvolge tutti. E ci pone una domanda di fondo: può coesistere questo tipo di capitalismo con la democrazia politica che pensavamo di aver salvato attraverso e contro gli orrori del secolo scorso? O siamo destinati a forme di populistiche "democrature", più o meno dittatoriali?


17 luglio 2024

Genova chiama, Venezia risponde. Commentando il "Totigate", avevo rilevato come era caduta in basso quella città che si definiva "la Superba", che aveva dominato il Mediterraneo e, con il banco di San Giorgio, finanziato un Impero e caratterizzato un secolo, il Seicento, definito "il secolo genovese". Oggi anche la sua storica, e ancor più grande, rivale, Venezia, è caduta parimenti in basso, del tutto indegna del titolo di "Serenissima", di cui giustamente si è fregiata per molti secoli. Ma le accuse di corruzione, concussione e interesse privato che hanno coinvolto la giunta comunale veneziana e lo stesso sindaco, quale che sarà l'esito finale del procedimento giudiziario, hanno evidenziato i danni che produrrà l'abolizione dell'abuso di ufficio e la limitazione delle intercettazioni.
La pratica di abuso d'ufficio e di conflitto d'interesse è "normale" in Comuni grandi, piccoli e piccolissimi. Fa parte di quella degenerazione della politica e dell'amministrazione pubblica, che si chiama "clientelismo" e spartizione fra gli "amici" del danaro pubblico. In un'espressione volutamente provocatoria, MAFIA DI STATO.
Parlare di "questione morale" è un eufemismo. Non essendoci in Italia il concetto di "morale PUBBLICA", viene ridotta a questione di morale privata, di ubbia di "anime belle", che non si adeguano alle "durezze" e "concretezze" pragmatiche della vita.


20 luglio 2024

Quanto detto da Giorgia Meloni sul suo voto contrario al rinnovo della presidenza della Commissione europea a Ursula Von der Leyen ("Sono pragmatica: deciderò volta per volta in base al contenuto dei singoli provvedimenti. Ho sempre avuto un buon rapporto con Ursula Von der Leyen") mostra da parte sua che vuole lasciarsi le mani libere in Europa e mostrarsi invece "sovranista" e "patriota" in Italia (per non farsi "scavalcare" da Salvini); e da parte della Von der Leyen di voler continuare a limitare (di fatto, boicottare) le proposte "greendeal" dei Verdi, ricorrendo "sotto banco" ai voti dei Conservatori meloniani.. La contropartita è la sintonia e l'appoggio ai vari Piani Mattei e accordi sui respingimenti dei migranti con Libia, Tunisia, Egitto. Sarà determinante e indicativa la nomina a Commissario per il Mediterraneo.
Non so quanto potrà durare questa situazione per lo meno ambigua e fino a che punto la potranno "mandar giù" Verdi, Socialisti e Liberali europei. Forse non c' è alternativa. Forse, però, non si è fatto nulla per cercarla. Sta di fatto che è piuttosto avvilente continuare a consolarci con il pensiero del "meno peggio", dello "scampato pericolo" del novello Annibale della "marea nera".

Luca Matulli
Il teorema dello "accordo segreto" tra le due donne europee di maggior successo, Ursula e Giorgia, è interessante, ammesso che sia vero e non frutto della solita dietrologia dei commentatori politici, e sperò andrà a bilanciare il peso del fanatismo pseudo green dell'ammucchiata europarlamentare della cosiddetta "maggioranza Ursula" al fine di indirizzare le politiche europee verso lidi più lungimiranti e socialmente attenti alle istanze di vita reale della gran parte degli europei non appartenenti alla élite più ricca.


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

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SABATO 13.07.2024
SABATO 20.07.2024

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie


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  20 luglio 2024