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L'affermarsi della logica duale
nello scenario nazionale e internazionale Umberto Puccio
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In questi due anni, da quando è scoppiata la Pandemia da Sars-Covid 19, si è verificato un deterioramento dei rapporti sociali e del clima generale della società. Dall'iniziale clima di solidarietà, di sforzi comuni nella lotta al Covid e di accettazione delle misure restrittive anche estreme come il lockdown si è passati, man mano che le vaccinazioni non mettevano k.o. il virus e le sue "mutazioni", all'atteggiamento opposto di insofferenza verso qualsiasi restrizione. L' errore grave di prospettiva e di comunicazione è stato quello di far credere che il raggiungimento della cosiddetta "immunità di gregge" liberasse tutti dal persistere del virus e si potesse tornare alla vita "normale" prepandemia. Insomma un "liberi tutti"! Eppure, come notato dagli stessi virologi, sia l'efficacia della vaccinazione scemava col passare del tempo e con l'affermarsi delle nuove e sempre più aggressive varianti del virus, sia l'esperienza di Israele che, pur avendo raggiunto una percentuale di vaccinati da immunità di gregge, ha subito una nuova ondata, avrebbero dovuto indurre i responsabili della salute pubblica e della comunicazione a non puntare tutto sulla terza (necessaria, ma non sufficiente) vaccinazione e a chiarire che la trasformazione del virus da pandemia a epidemia rende necessari comportamenti individuali e collettivi di estrema prudenza (mantenimento delle mascherine e limitazione degli assembramenti). Mi pare del tutto ipocrita ed inutile prendersela con le giornaliere "intemperanze" (per usare un eufemismo!) dei cosiddetti "Novax" e "Nogreenpass" (assembramenti volutamente senza mascherina dei "mascherinafree"; insulti e violenze contro chi esorta a rispettare le regole). Chi, con le sue omissioni ha indotto molti a scambiare la libertà (i suoi limiti e le sue regole) con la licenza o a trasgredire impunemente le regole, non può ora richiamarsi e richiamare al senso di responsabilità individuale e indire una crociata contro gli antiscienza. La cosa grave e che questi "chi", sono i due massimi responsabili della politica italiana che, il giorno dopo la vittoria della Nazionale di calcio agli Europei e di Berrettini a Wimbledon, hanno accolto i giocatori e il tennista al Quirinale come "eroi" (da additare ad esempio per tutti gli Italiani!) e non hanno impedito che subito dopo facessero una passerella per le vie di Roma, cosa allora vietata per le restrizioni anticovid. Non solo non hanno impedito (come era loro responsabilità oggettiva), ma non hanno neppure sanzionato tale comportamento, anzi. L' entusiasmo per le vittorie non è una scusante, bensì un' aggravante per chi, nel suo alto ruolo, deve prevedere le conseguenze delle sue azioni o omissioni. Compresa l'impennata dei contagi a Roma nelle settimane seguenti. Ma, per tornare al cambio di clima sociale di cui all'inizio, la degenerazione più grave è stata quella dell'affermarsi della logica duale: da una parte i "buoni" (i vaccinati), dall'altra i "cattivi" (chi si ostina a non vaccinarsi). Quale che siano le "ragioni" (del tutto criticabili e assurde) dei Novax, non si può non notare la contradditorietà di lasciare la vaccinazione alla libera scelta del singolo individuo e poi additare al pubblico ludibrio chi fa una scelta contraria rispetto alla maggioranza e agli interessi della salute pubblica in una situazione di gravissimo ed eccezionale pericolo. Come si era assunto la responsabilità dei lockdown, il Governo doveva assumersi la responsabilità, di fronte ad un fatto di rilevanza generale e collettiva (la salute pubblica), di stabilire l' obbligo vaccinale per Legge: e non scaricare sul singolo tale responsabilità. Con le conseguenze che oggi vediamo in Italia e in tutti gli altri Paesi europei (e non solo). Si potrebbe obiettare che l'Italia sarebbe stata l' unica tra le cosiddette "democrazie liberali" ad averlo adottato. La risposta sta nel fatto che l' Austria l'ha previsto a breve e altri Paesi pensano di adottarlo sotto l'aggravarsi della situazione pandemica. Ma il Ministro degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini ha sentenziato: "Se i numeri peggiorano, non paghino i vaccinati". E Fedriga ha rincarato la dose prospettando una sorta di lokdown per i non vaccinati: così ristoranti, alberghi e impianti sciistici possono continuare a far affari e a incrementare il PIL nazionale e la "ripartenza". Insomma mettere gli uni contro gli altri, favorire un clima di "caccia all' untore" di manzoniana memoria. Intendiamoci: è vero che chi si ostina a non vaccinarsi (e quindi diffonde il virus) può a ragione definirsi "untore". Ma ciò non giustifica la caccia. Per riprendere la frase di Maria Stella Gelmini, si potrebbe obiettare che, se i numeri della Pandemia peggiorano, pagheremo tutti, vaccinati e nowax. Tanto più che la politica "premiale" si è dimostrata inefficace a scalfire lo zoccolo duro dei cosiddetti novax. Altro errore di comunicazione è stato quello di usare termini bellici per definire la lotta contro il Covid: parlare di "guerra al Covid" non può essere liquidato come imprecisione lessicale. La guerra obbedisce alla logica duale, alla divisione in due gruppi esclusivi ed escludenti ("mors tua, vita mea", che giustifica, anzi impone, l'uso di qualsiasi mezzo per eliminare il "nemico": anche il travisamento colposo della realtà e la menzogna. Obbedisce a questa logica l'etichettare (e squalificare) come novax chi esprime posizioni critiche, travisandole e attribuendo ad esse contenuti e affermazioni "novax" che esse non contengono. Emblematico è stato il vergognoso linciaggio mediatico (che perdura!) di Massimo Cacciari (diventato "cattivo maestro" e fan novax) . Linciaggio a cui non si sono sottratti i conduttori dei maggiori talkshow televisivi e i loro ospiti, guru onnipresenti dellaTV Mieli e Augias. Cacciari aveva scritto tempo fa su una rivista di filosofia un contributo di Filosofia Politica e del Diritto, in cui notava che lo stato di eccezione giustificato dalla Pandemia e il suo perdurare nel tempo poneva dei problemi per quanto riguarda due diritti garantiti dalla Costituzione. Il primo, il diritto di esprimere le proprie idee e scelte politiche, attraverso i propri rappresentanti nel Parlamento, secondo le regole della democrazia rappresentativa. Nulla di nuovo e tantomeno di "sovversivo", in quanto tutti si interrogavano sui pericoli del prorogarsi oltre misura di tale "sospensione della democrazia". Il secondo, il diritto alla libertà individuale (fisica e di pensiero) nel suo rapporto dialettico con l'interesse generale e il diritto collettivo alla salute. Rapporto che, nell' aggravarsi della Pandemia, era diventato conflittuale. Cacciari poneva solo un problema di Filosofia del Diritto che le democrazie liberali non hanno ancora risolto positivamente. La prima "colpa" di Cacciari è stata quella di aver pubblicato il suo intervento nella stessa rivista in cui aveva scritto Giorgio Agamben, di essere accomunato con quest'ultimo nella lista dei "filosofi novax". La seconda, è di aver partecipato ai talkshow con questa etichetta addosso. Errore madornale per uno come lui, che dovrebbe essere consapevole della logica duale e "competitiva" di tali talk, del tutto impermeabili ad un confronto nel merito. Ancor oggi in tali talkshow, quando si parla (a mio avviso, a sproposito) di novax, viene proiettata sullo sfondo l' immagine di Cacciari, come filosofo sostenitore dei novax. Un altro fenomeno preoccupante è l'uso della scienza (con la S maiuscola) come un randello, senza la consapevolezza che gli scienziati procedono per tentativi ed errori e la loro è una verità relativa e provvisoria. Persiste invece nell'opinione comune una visione "scientista" (e ottocentesca) della scienza. Ma ugualmente, se non più, preoccupante è il peggioramento del clima dei rapporti internazionali non solo economici, ma anche diplomatici e militari. Ai risultati (scarsi) del G20 e della COP26 fanno da contrappunto i riarmi, i sempre più aspri conflitti geopolitici e un ritorno ad una "guerra fredda", di cui i migranti sono diventati strumento e vittime. La politica estera di Biden sta deludendo i suoi sostenitori esterni ed interni. Grave è che usi la difesa dei diritti civili come strumento di contrapposizione al nuovo nemico: non più il blocco sovietico, bensì la Russia e, soprattutto, la Cina. Che lo faccia a fini di politica interna (ottenere un via libera trasversale ai suoi piani ambiziosi) non elimina il reale regresso della società nordamericana e dello scenario internazionale. Anche l'iniziativa di chiamare a raccolta i Paesi definiti e individuati come "democratici" lascia molti interrogativi sul criterio di definizione e individuazione (perché Polonia sì e Ungheria no, ad esempio?). L'impressione è che il criterio sia quello degli interessi geopolitici nordamericani. L'ultima decisione di fornire miliardi di armamenti (anche "pesanti"!) all' Ucraina, presa unanimamente da Repubblicani e Democratici, non promette nulla di buono. Anche in ambito europeo il clima non è dei migliori: ciascun Paese va per i fatti suoi, scaricando sugli altri la gestione dei flussi dei migranti. Sono rimasto esterrefatto dall' articolo dell' ex-ambasciatore Sergio Romano (considerato persona moderata ed equilibrata), apparso giorni fa sul Corriere della Sera, in cui auspicava una difesa armata contro la pressione dei migranti ai confini con la Bielorussia. "Mala tempora currunt"! Umberto Puccio GLI ARTICOLI PUBBLICATI 1 Riflessioni 2 Principi irrinunciabili 3 Tesoretto 4 La scuola 5 Catalogna e affini 6 Competenze 7 Identità e diversità 8 Identità e diversità 2 9 Igiene lessicale 10 Democrazia 11 Anniversari 12 Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta 13 Popolo! 14 Né patria, né matria, FRATR ÍA 15 L'ipocrita polemica sulle fake news 16 Il discorso di Fine d'anno 17 Neologismi 18 La retorica dell'anniversario 19 Smartphonite 20 C'era una volta il dialogo! 21 La crisi istituzionale che viene da lontano 22 Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica 23 Le parole della politica: autonomia 24 Europa ed europeismo 25 La Svolta 26 Le parole della politica: "statalismo" 27 Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile" 28 Utopia 29 Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo 30 Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo" 31 L'insegnamento delle pandemia 32 Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale 33 "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia" 34 Homo insaziabilis 35 Le parole della politica: "purtroppo" 36 Economia e Politica 37 Politica e Giornalismo politico 38 Parlamento e Governo 39 "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri" 40 Le parole della politica: competenza, competente 41 Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione 42 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 La Coppa e San Gennaro 44 Kabul, l'America e l'Europa 45 Julian Assange 46 Astensionismo 47 Delega fiscale 48 La destra coerenza di Renzi 49 Successo o bla bla bla ? 50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 51 Il Presidente 52 Quirinale: il gioco dell'oca 53 Non esistono guerre giuste 54 Le parole della politica: realismo 55 L'affermarsi della logica duale Condividi su Facebook Segnala su Twitter EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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